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ACCUSATI DI ABUSO D'UFFICIO E FALSO PER ITER COSTRUZIONE EDIFICI

PESCARAPORTO: CHIESTE CONDANNE PER D'ALFONSO E ALTRI QUATTRO

Pubblicazione: 02 luglio 2019 alle ore 19:32

PESCARA - Richieste di condanna da 6 a 10 mesi, oggi pomeriggio davanti al gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, per i cinque imputati nel processo con rito abbreviato riguardante presunte irregolarità nella realizzazione del complesso edilizio che la società Pescaraporto intendeva realizzare a Pescara nei pressi dell'ex Edison.

Il procuratore capo Massimiliano Serpi e l'aggiunto Anna Rita Mantini hanno chiesto condanne a 10 mesi per l'ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, per l'avvocato Giuliano Milia e per il dirigente del Genio civile Vittorio Di Biase, e a 6 mesi per l'ex segretario dell'ufficio di presidenza Claudio Ruffini e per il dirigente comunale Guido Dezio.

Tutti gli imputati sono accusati di abuso di ufficio e falso in atto pubblico. Serpi, nella sua requisitoria, ha parlato di "un intervento pesantissimo di D'Alfonso su Di Biase", che avrebbe contribuito a determinare il radicale cambio di orientamento del dirigente del Genio civile, il quale, nel 2016, nell'ambito dell'iter riguardante il permesso a costruire, prima firmò una nota recante parere contrario sulla compatibilità geomorfologica dell'opera e neanche un mese dopo diede il via libera.

Tre dei cinque soci della Pescaraporto sono i figli dell'avvocato Milia, storico legale di fiducia e amico personale di D'Alfonso. Proprio il legale, secondo la Procura, avrebbe fornito a Ruffini e Dezio "una minuta con noticine di sua mano a margine del testo fotocopiato, che doveva essere veicolata a Di Biase affinché lo stesso modificasse l'orientamento del proprio ufficio".

La sentenza e le arringhe delle difese sono attese per il 10 luglio.

Sulla vicenda è intervenuto il senatore Pd Luciano D'Alfonso che, in una nota, si dice "fiducioso".

"E' chiaro che al bombardare di denunce si attivi anche il sistema giudiziario. La scaturigine nasce da denunce di esponenti politici, e al massimo una denuncia politica riproduce una verosimiglianza, e nulla ha a che fare con la verità e con il fatto penale".

"Nell’ambito del processo riguardante fatti inerenti la concessione edilizia rilasciata a Pescaraporto nel 2012, oggi pomeriggio la procura ha presentato le proprie conclusioni e per via della pluralità dei difensori e delle ulteriori memorie scritte depositate dall’accusa, il Giudice ha rinviato al 10 luglio la discussione orale delle difese, le quali hanno tutte già depositato agli atti memorie e documenti concludendo per la assoluzione degli imputati con la formula perché il fatto non sussiste". 

"Sono fiducioso che questo tempo ulteriore favorirà la migliore lettura degli atti di indagine e delle memorie difensive prodotte". 



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