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PESCARAPORTO: ''RIMPASTO GIUNTA COLLEGATO'', D'ALFONSO QUERELA ANTONELLI

Pubblicazione: 21 ottobre 2017 alle ore 19:15

Marcello Antonelli

PESCARA - Il governatore abruzzese, Luciano D’Alfonso, ha querelato per diffamazione, con un’azione civile corredata da una richiesta di risarcimento danni di 50 mila euro, il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Marcello Antonelli, per le affermazioni pubbliche rese da quest’ultimo secondo cui “i siluramenti nella Giunta comunale di Pescara” dello scorso agosto “sarebbero stati collegati alla vicenda del progetto Pescaraporto”, sul quale c’è un’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo pescarese.

Lo fa sapere lo stesso Antonelli in un nota di resoconto della conferenza stampa che ha tenuto oggi insieme ai consiglieri forzisti e di centrodestra su “La politica dell’intimidazione in Abruzzo”.

“Ringrazio il governatore D’Alfonso per la notorietà che ha voluto assicurarmi con l’azione civile aperta nei miei confronti in riferimento alla vicenda dei siluramenti nella Giunta Alessandrini e Pescaraporto. A questo punto lo invito caldamente a non ritirare la sua denuncia, perché sono personalmente impaziente di andare in un’aula del Tribunale della Repubblica a parlare della vicenda di Pescaraporto e di D’Alfonso”, ha spiegato Antonelli”.

Alla conferenza stampa ha replicato, con un’altra nota, Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Giunta regionale ed ex vice sindaco di Pescara.

“Il consigliere Antonelli dovrebbe sapere che quando si propalano falsità che ledono la reputazione e il prestigio di una persona, tanto più se questi riveste un ruolo pubblico di grande rilievo, si va incontro alla tutela del proprio onore da parte di chi viene offeso - spiega Del Vecchio - Negli interventi del consigliere Antonelli durante le sedute consiliari in questione, non è difficile rilevare un livore e un’accentuazione irrituali che prescindono dal ruolo di un consigliere e dalla dialettica politico-amministrativa di un consesso quale l’assise comunale, peraltro confermati nelle dichiarazioni rese oggi in conferenza stampa”.

“Antonelli avrà ora la possibilità di difendersi in tribunale e, se ci riesce, dimostrare che le sue affermazioni nei confronti del presidente Luciano D’Alfonso non erano diffamatorie”, ha concluso.

Alla conferenza stampa sono intervenuti i consiglieri comunali di Forza Italia, Vincenzo D’Incecco, Fabrizio Rapposelli, Luigi Albore Mascia, Eugenio Seccia, il capogruppo di Pescara Futura, Carlo Masci, i consiglieri di Pescara in Testa, con Guerino Testa, Massimo Pastore e Alfredo Cremonese, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l’esponente di Fratelli d’Italia Alessandra Petri e gli ex assessori Isabella Del Trecco e Gianni Santilli.

“Innanzitutto oggi annuncio ufficialmente la mia adesione a un nuovo partito, il Pdd, ossia il ‘Partito dei denunciati da D’Alfonso’, un partito trasversale che, sino a questo momento, conta la presenza dei consiglieri Sospiri e Mauro Febbo per Forza Italia, e Domenico Pettinari per Movimento 5 stelle, ma anche giornalisti come Lilli Mandara, e non sappiamo quanti altri potranno iscriversi nei prossimi giorni”, ha ironizzato Antonelli.

“Evidentemente, viste le richieste di risarcimento, tutte attestate all’incirca sui 50 mila euro, viene da pensare che, esaurita la cerchia dei parenti, il governatore stia ora cercando contributi esterni per arricchire quel fondo che, come da lui stesso annunciato a inizio mandato, vorrebbe utilizzare per le ‘grandi opere in Abruzzo’”.

IL RESTO DELLA NOTA

Lo informo che in Tribunale porterò tutte le fatture dei pagamenti delle parcelle dei miei legali, e gli chiedo di fare altrettanto, ossia di intervenire in Tribunale portando e presentando le fatture attestanti i pagamenti delle parcelle sicuramente effettuati ai suoi avvocati dalla vicenda Housework in poi.

Nel frattempo mi chiedo se nell’aula del Tribunale civile incontrerò, accomunati dalla stessa sorte, anche il pubblico ministero Mantini, magari raggiunta anche lei dallo stesso atto e da una identica richiesta di risarcimento solo per aver osato inviare un avviso di garanzia al presidente D’Alfonso ipotizzando i reati di falso e abuso e paventando legami e interessi del governatore sempre in merito alla vicenda di Pescaraporto, perché è utile ricordare che, parlando di D’Alfonso e di Pescaraporto, il centrodestra non si è inventato nulla, piuttosto non ha fatto altro che citare gli atti di un pubblico ministero.

E tutto questo senza dimenticare i diversi articoli di stampa in cui si cita la presenza del governatore D’Alfonso in diversi pranzi e cene nelle quali lo stesso presidente sarebbe intervenuto sulla Giunta Alessandrini.

Ora, che la Giunta Alessandrini sia un esecutivo telecomandato da D’Alfonso il centrodestra continua a dirlo dal 2014, pare strano che il governatore se ne sia accorto solo oggi.

Chiaramente l’atto del governatore rappresenta un ‘caso’ politico gravissimo, ha il carattere di una volgarissima intimidazione nei confronti di un’intera opposizione che lo combatte e che non si fa politicamente conquistare, e quanto accaduto non fa altro che rafforzare la nostra ferrea convinzione che D’Alfonso rappresenti una piaga politica per l’intero Abruzzo e vada combattuto senza tregua.

E ovviamente riteniamo che dietro tale operazione, in realtà, ci sia una strategia combinata: ricordo, infatti, che all’indomani di un comunicato stampa datato 6 settembre, inerente il mancato funzionamento del Suap del Comune di Pescara, anche il dirigente comunale Guido Dezio, anch’egli raggiunto da un avviso di garanzia firmato dal pm Mantini, durante una riunione con altri dirigenti, chiese platealmente al proprio segretario di stampargli gli articoli di giornale inerenti la nota stampa del centrodestra e, sempre in maniera plateale e pubblica, dinanzi dunque a diversi testimoni, dichiarò “questa volta mi sa che il consigliere Antonelli una querela se la merita proprio”.

In teoria la querela si giustificava per il nostro aver espresso perplessità per l’annunciato trasferimento del dirigente Silverii, memoria storica del settore Tecnico, ovvero proprio di quel dirigente che aveva detto “‘no” alla vicenda di Pescaraporto.

Le parole del Dirigente risuonano ovviamente come una minaccia e fanno pensare alla presenza di una regia occulta dietro l’intera vicenda, ovvero o il dirigente Dezio già sapeva dell’azione civile del governatore, che ha dato mandato al proprio legale il 14 settembre scorso, o non mi spiego cosa possa indurre un dirigente comunale, ovvero un pubblico dipendente, a esprimersi in maniera così plateale nei confronti di un consigliere comunale, che è un pubblico ufficiale e ha ogni diritto di indagare o chiedere approfondimenti circa l’operato dei dirigenti comunali.

Ovviamente l’azione di D’Alfonso non ci farà arretrare di un passo, anzi a partire da oggi la nostra opposizione diverrà ancor più incisiva e capillare, il governatore deve avere la certezza che avrà una lente d’ingrandimento posizionata ventiquattro ore su ventiquattro su qualunque atto andrà a firmare o ad assumere, esattamente com’è accaduto sino a oggi.

Marcello Antonelli



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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