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PIANO URBANISTICO REGIONALE: BLASIOLI, '' IL TESTO SIA CONDIVISO''

Pubblicazione: 16 novembre 2019 alle ore 09:58

PESCARA -  “Di certo una cosa positiva l’ipotesi di delocalizzazione dell’Ateneo d’Annunzio all’ex Cofa l’ha prodotta: la consapevolezza che per fare certe scelte senza generare caos e speculazioni di turno c’è bisogno di una nuova legge urbanistica regionale che in Abruzzo si discute dal 2003”.

Così il consigliere regionale del Partito democratico, Antonio Blasioli, sul progetto di legge per rinnovo Piano regionale urbanistico

“L’intervento del presidente dell’Istituto nazionale urbanistica regionale Roberto Mascarucci sul tema è esemplare - riprende – e noi lo rilanciamo, chiedendo all’assessore regionale Nicola Campitelli di istituire al più presto una cabina di regia e di renderla ampia, aprendo al confronto sia con le proposte dell’Inu che con quelle provenienti da ordini professionali e associazioni di categoria che vorranno collaborare, come ho già chiesto in seconda Commissione”. La riforma del Titolo V della Costituzione ha fissato già dal 2001 la possibilità di definire norme per il governo del territorio, diverse da Regione a Regione, al fine anche di seguire le diverse dinamiche di sviluppo locali".

“Ma la prima cosa sensata da fare prima della legge - prosegue Blasioli - sarebbe chiedersi quali potrebbero essere le peculiarità di una regione come la nostra, tali da meritare un impegno normativo particolare, partendo dai caratteri di efficienza e sostenibilità, ma non solo. Ragionare, quindi, sulla natura di un territorio ottenuto dalla sommatoria di identità geografiche e culturali che fino ad almeno 50 anni fa sono rimaste separate e spesso confliggenti; legate sostanzialmente ai sistemi vallivi (Val Vomano, Valpescara, Val di Sangro, Valle Peligna, Valle Roveto, altopiano del Fucino, di Navelli…)".

Tutti territori disomogenei eppure radicati, rappresentati sempre con un certo affanno dalle istituzioni provinciali ufficiali. In un tale contesto, l’avvio di un nuovo percorso normativo, merita certamente una riflessione disciplinare prima e legislativa poi, ma che siano concrete e originali, pensate in loco, non nate altrove e adeguate. Per arrivare a questo risultato si deve anche andare oltre la filiera istituzionale Regione-Provincia-Comune, per non scontare gli svantaggi di un sistema pianificatorio burocratizzato e incastrato su procedure, sigle e uffici di competenza, quindi lento e spesso inconcludente. Pensiamo invece una legge urbanistica attenta alle differenze, capace di modulare vincoli e opportunità anche e soprattutto in ragione dei contesti in cui va applicata, anche aldilà delle delimitazioni di Province e capoluoghi. Fissiamo, con chiarezza ed efficienza, dei meccanismi avanzati per la gestione seria e trasparente del rapporto pubblico-privato (ormai imprescindibile nella trasformazione delle nostre città) e costruiamo con altrettanta chiarezza ed efficienza i meccanismi per garantire lo sviluppo dei nostri territori, insieme alla tutela ambientale e paesaggistica, rendendo le scelte sostenibili sia dal punto di vista economico che sociale”. Un processo che va avviato attraverso il dialogo con tutte le rappresentanze della regione, politiche, economiche, sociali e culturali", auspica Blasioli.

“Le città non crescono con scelte imposte dall’alto o mosse da interessi che non siano quelli della comunità – conclude – I decisori autoreferenziali e senza indugi non sono un bene, specie considerando che, tornando a Pescara, la città ha consumato tutto il suo territorio e nel passato ha avuto uno sviluppo urbanistico non esemplare. Serve una legge di riferimento e un testo cruciale come quello urbanistica deve necessariamente costruirsi con il contributo e la condivisione di quante più sinergie possibili, al di là di schieramenti di parte unilaterali, di lobby esclusive, di singoli gruppi di associati. Se non avverrà, anche l’attuale tentativo di varare una normativa di settore perché non avviene da 16 anni produrrà l’ormai solita fumata nera che gli abruzzesi non meritano”.



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