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PICCO INFLUENZA: REZZA, ''OLTRE 7 MILIONI DI CASI, FACILE CONFONDERE CORONAVIRUS''

Pubblicazione: 12 febbraio 2020 alle ore 17:55

ROMA - "L'andamento dei contagi influenzali è ritardato rispetto all'anno scorso e probabilmente non arriveremo a 8 milioni di casi registrati nel 2018-19, ma oltre i 7 sicuramente sì. Ci aspettavamo qualcosa di meno, si tratta di un'attività abbastanza alta, per il terzo anno consecutivo". 

A spiegarlo all'Ansa è Gianni Rezza, a capo del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di sanità (Iss), a margine del convegno Flu Summit 2020, organizzato da Sanofi Pasteur a Roma. Come tutti gli anni, la categoria dei bimbi di 3-4 anni è la più colpita ma è molto elevata anche a 5-14 anni. 

"Tra gli anziani - precisa - ci sono invece meno contagi, perché sicuramente godono di un 'effetto vaccino', visto che hanno coperture vaccinali intorno al 53%, ancora basse ma comunque molto più alte rispetto al resto della popolazione, in cui la media è del 15%".

Di fatto, sono i bambini che portano l'influenza in famiglia. 

"Le scuole - spiega - sono il vero fattore di amplificazione dell'epidemia e quando ci occupiamo di vaccinare gli anziani noi non facciamo una strategia di contenimento", come invece fanno in altri Paesi vaccinando i più piccoli. "Vaccinare gli anziani non serve a contenere il virus - conclude - perché non sono loro che sostengono epidemia, bensì serve a prevenire in questa fascia della popolazione casi gravi e decessi".

"Speriamo di superare in fretta il picco di contagi di influenza stagionale e vedere il numero iniziare a scendere. Prima se ne va l'influenza a meglio è, non solo per i rischi collegati alle sue complicanze, ma anche perché qualora dovesse arrivare il coronavirus in Italia, fare una diagnosi differenziale può essere molto più complicato". 

Il Covid-2019, precisa, "per ora non circola in Italia ma se dovessero verificarsi casi, fare una diagnosi differenziale rispetto all'influenza stagionale, è difficilissimo". 

Il coronavirus, infatti, "provoca più polmoniti virali rispetto alla normale influenza ma ci sono molti casi in cui può manifestarsi con sintomi che possono confondersi". "L'influenza - conclude - ogni anno fa 200-300 morti dirette accertate in laboratorio, a cui va aggiunto un aumento della mortalità indiretta: 7-8000 morti l'anno per malattie cardiovascolari e respiratorie attribuibili alle sue conseguenze".



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