PICCOLI OSPEDALI: FEBBO, ''SOLO ARIA FRITTA DELIBERA CHE VORREBBE SALVARLI''

Pubblicazione: 02 novembre 2018 alle ore 08:00

Il corridoio di un ospedale

CHIETI - "La delibera  di giunta che vuole far salvi i piccoli ospedali  è aria fritta, è uno spot che ricorda quello dell'acqua minerale Levissima"

Continua ad agitare le acque della politica abruzzese i destini dei piccoli ospedali, che il famigerato decreto dell'ex ministro del centrosinistra Beatrice Lorenzin vorrebbe sostanzialmente smantellare.

Questa volta si registra l'attacco del centrodestra con il consigliere regionale Mauro Febbo contro in particolare la delibera di giunta 823 approvata il 25 ottobre scorso in cui si dà mandato al presidente Giovanni Lolli di impegnarsi a far salvi dal ridimensionamento in ospedali di comunità come previsto dal decreto ministeriale 70 del 2015, il cosiddetto decreto Lorenzin, i nosocomi di Pescina, Tagliacozzo, Gissi, Guardiagrele e Casoli in quanto strategici per le aree interne e penalizzate, e alla luce della realizzazione in Abruzzo di nuovi grandi ospedali in project financing, evenienza che impone un ripensamento generale della riorganizzazione della rete ospedaliera.

Sempre in argomento di piccoli ospedali mercoledi scorso a Montecitorio il  Movimento 5 stelle ha fatto passare un emendamento che salva solo l'ospedale di Penne,  strategico per le aree terremotate teramane, bocciando quello del deputato del Partito democratico Camillo D'Alessandro, che sulla linea tracciata dalla delibera 823, voleva estendere una deroga dell’applicazione del Decreto Lorenzin ai comuni di Ortona, Atri, Atessa, Tagliacozzo, Popoli, Penne, Sulmona, Guardiagrele, perché l'Abruzzo ha subito più di un terremoto, e perché l’offerta sanitaria cambierà in ragione della nuova edilizia sanitaria.

Per Febbo, in ogni caso si è davanti a inconsistenti mosse pre-elettorali.

"La delibera di giunta numero 823 approvata il 25 ottobre è una mera carta straccia che serve esclusivamente all’assessore Silvio Paolucci a svolgere la sua campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni regionali e per mettere una pezza a colori alle tante criticità riscontrate dal Tavolo di monitoraggio che tornerà a riunirsi solo a fine novembre. Innanzitutto, notiamo come anche quest’atto non viene firmato né dal responsabile dell’ufficio né tantomeno dal dirigente del servizio né soprattutto dal direttore del compartimento Angelo Muraglia ma, stranamente, solo ed esclusivamente dal direttore regionale Vincenzo Rivera. Direttore che, ricordo, ricopre un ruolo apicale ‘impropriamente’ dopo una sentenza del Tribunale dell'Aquila che spiega come non sia in possesso dei  titoli e delle esperienze richieste e proprio per questo ho interessato ben due Procure della Repubblica e della Corte dei Conti oltre l'Anac. Pertanto siamo nuovamente di fronte a un atto di giunta senza alcun valore amministrativo – rimarca Febbo -  tant’è che rimanda a decisioni future da adottare e addirittura interlocutorio con i territori di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina, e Tagliacozzo. Un atto che autorizza Paolucci a fare campagna elettorale dentro nei territori delle aree interne mortificate in questi anni. inoltre nelle premesse della delibera 823 vengono citati una serie di Dca,  mentre non  vengono menzionati altri, ne tantomeno troviamo motivazioni e relazioni tecniche".

Per Febbo poi, la "cosa più assurda, e' che viene chiesta la denominazione di ospedale di zona disagiata ma senza una programmazione di offerta sanitaria e senza conoscere il numero dei posti letto e dei reparti! Sembra che si voglia giocare a bocce senza le bocce.  Ma i ministeri come faranno a recepire istanze prospettate in questa maniera? È una delibera approvata solo per poter affermare di aver portato  un documento in occasione del prossimo Tavolo di monitoraggio, il cui verbale sarà disponibile a fine gennaio cioè in piena par condicio per cui gli esiti, certamente sfavorevoli, non potranno essere resi pubblici. Questo dopo che per anni l’assessore Paolucci si è attenuto rigidamente all'assurda programmazione  Deceto Lorenzin. Decreto che i appastellati abruzzesi hanno per anni avversato e contestato chiedendone la "disapplicazione".

Infine bordate al Movimento 5 stelle.

"In perfetta sintonia con quello che hanno predicato i 5 stelle in  Puglia su problema xylella e Tap, ovvero la candidata presidente Sara Marcozzi e l'assessore in pectore Domenico Pettinari hanno prima presentato progetto di legge, in prossimità dello scioglimento, che prevedeva la sospensione dell'applicazione del decreto 70 (come se una legge regionale possa sospendere un legge nazionale......un po’ come la manina), poi,  forse resisi conto  della "fesseria", hanno chiesto ai loro deputati e senatori di intervenire sul decreto terremoto con il risultato, in perfetto stile Toninelli Luigi Di Maio, di vedersi rispondere dal ministro Grillo (grillina anch'essa) che "non  si può".



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