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POLEMICA FOIBE: CASAPOUND L'AQUILA, 'NESSUNA INTIMIDAZIONE, SINISTRA ODIA L'ITALIA'

Pubblicazione: 11 febbraio 2020 alle ore 18:00

L’AQUILA – La sezione aquilana di CasaPound Italia replica con forza alle polemiche scaturite dall’affissione in città di alcuni manifesti contro i partigiani titini in occasione del 10 febbraio, “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

“La nostra azione – spiega Stefano Vecchioli, responsabile cittadino della tartaruga frecciata –, estesa peraltro a livello nazionale, si è caratterizzata per toni indubbiamente forti, che hanno avuto però il risultato di smascherare ancora una volta i negazionisti e i giustificazionisti che, animati dall’odio anti-italiano, pullulano nella sinistra antifascista. Ne siano prova i deliri dell’Anpi cittadina, di tutta la sinistra locale e in particolare dei sedicenti ‛Globuli Rossi’, i quali hanno trascorso la giornata di ieri inneggiando in maniera abietta al maresciallo Tito, massacratore di migliaia di nostri connazionali”.

“Respingiamo decisamente al mittente – prosegue l’esponente di CasaPound – anche le accuse mosseci dal dirigente scolastico dell’istituto “Mazzini-Patini”, peraltro storico militante della sinistra aquilana: facciamo politica a viso aperto da sempre nella nostra città e tutti gli aquilani conoscono i nostri referenti e le nostre attività, dunque non si capisce chi avremmo dovuto intimidire con il nostro striscione, che voleva semplicemente veicolare un messaggio politico ben preciso contro l'indottrinamento ideologico che troppo spesso continua a essere svolto nelle scuole, violando la neutralità dell’istituzione scolastica con il pretesto della libertà d’insegnamento. Da parte nostra siamo e rimaniamo aperti a qualunque confronto sui temi in questione; le uniche intimidazioni a cui assistiamo sono quelle a cui sono sottoposti studenti e professori non allineati al verbo antifascista, discriminati o addirittura sospesi dall’insegnamento, come accaduto in queste settimane nelle Marche a un docente che aveva osato chiedere un contraddittorio con l’Anpi”.

“Di questo – conclude Vecchioli – dovrebbe prendere coscienza anche il consigliere di centrodestra Daniele D’Angelo, che dopo aver lanciato il sasso contro il canto di 'Bella ciao' nell’istituto ha ritirato prontamente la mano, prendendo le distanze da CasaPound che a suo dire avrebbe avuto la colpa di 'portare la politica nelle scuole'. Tanti altri in passato hanno avuto la grave colpa di fare politica nelle scuole dalla parte sbagliata: uno di loro si chiamava Sergio Ramelli, aveva 18 anni e si trovò il cranio sfondato, morendo dopo 47 giorni di agonia. In nome suo e di tutte le vittime dell’odio antifascista continueremo a portare avanti la nostra battaglia”.



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