PORTO ROSETO: CENERENTOLA D'ABRUZZO, ''CERTEZZA SUL SUO FUTURO''

Pubblicazione: 31 marzo 2015 alle ore 08:22

Il porto di Roseto

ROSETO - Più attenzione verso il porto turistico di Roseto degli Abruzzi (Teramo), una realtà stanca di essere la Cenerentola della costa e capace, invece, di offrire servizi di alto livello se solo venissero attuate politiche di potenziamento.

Per Fabrizio De Gregoriis, presidente della “Circolo Nautico Carlo Vallonchini” S.r.l. che ha realizzato e gestisce da oltre cinquant’anni il porticciolo, serve un aiuto “intelligente” da parte degli enti regionali e provinciali: “ciò che si è riusciti a fare finora, da soli, senza il coinvolgimento della concertazione pubblica per gli interventi infrastrutturali oggi non è più possibile”, sostiene ad AbruzzoWeb.

Qualche giorno fa il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, ha fatto visita al porto di Giulianova dove ha incontrato i vertici dell’ente e sancito accordi su alcuni progetti.

Proprio questa visita è stata presa come occasione, da De Gregoriis, per fare il punto sulle criticità e gli interventi da attuare per la realtà rosetana, “ancora” partecipata dalla Regione Abruzzo.

I nodi principali, che illustra De Gregoriis nell'intervista, sono le incertezze su fondi dedicati ai progetti di messa in sicurezza che renderebbero possibile lo sviluppo del porticciolo: in particolare, l’intervento sull’argine del fiume e la realizzazione del braccio a mare davanti al porto.

Interpretando il desiderio di tutta la comunità portuale: “Invitiamo il nuovo presidente della Provincia a venirci a trovare e conoscere la nostra piccola ma importante realtà, la cui tradizione nessun sodalizio nautico in Abruzzo può vantare”.

Come funziona la gestione del porto di Roseto?

Siamo una srl, dal 2004 partecipata dalla Regione Abruzzo che, in virtù del ripetuto e collegiale riconoscimento circa la valenza di interesse regionale della struttura nautica, decise di appoggiarla per permetterne lo sviluppo. Purtroppo la precedente amministrazione regionale, proprio nel momento in cui alcune vicende giudiziarie e procedurali che impedivano il programma di sviluppo si stavano sbloccando, nel tentativo di adeguarsi alle normative della Spending review, con una delibera di Giunta, senza preavviso e senza programmazione, ha deciso “l’unica” dismissione regionale di partecipazione societaria, nei riguardi di una società a totale costo zero e probabilmente l’unica che, senza contributi e aiuti di sorta, pur pagando i canoni demaniali destinati ai privati, ha i bilanci a zero. Insomma, in un momento in cui c’è necessità di programmazione veloce ed efficace per la nostra realtà, la Regione dismette le quote.

Di che cosa ha bisogno il porto di Roseto?

Sarebbe auspicabile che le amministrazioni pubbliche capiscano che è il momento di sostenerci. Il giro economico del porto, come di tutti i porti, non ha una gran valenza, ma esso è forte volano di economia. Le potenzialità occupazionali di “Portorose” sono già ora importanti: da 40 anni ospitiamo gratuitamente tutta la marineria locale, inoltre, nel porto lavorano circa 25 persone per l’assistenza nautica. Ci sono poi le potenzialità turistiche: abbiamo 190 posti barca per il diporto, esclusa la marineria, non pochi visto che Giulianova ne ha 250.

C’è una disparità di trattamento con il porto turistico di Giulianova?

Non voglio attaccare nessuno. C’è da dire solo che noi non abbiamo sostegni e comunque riusciamo a restare in piedi, anche se non senza parecchi sforzi. Giulianova ha un giro di affari di 650 mila euro, stando al bilancio 2012, prendendo però 300 mila euro di contributi.

Altrimenti?

Ma vede, neanche ci poniamo il problema: per noi avere un sussidio pubblico per la gestione ordinaria sarebbe un fallimento. Adesso però serve uno sviluppo di “Portorose”.

Quali sono in progetti in atto?

La Provincia a breve dovrà realizzare un argine sul fiume Vomano per la messa in sicurezza delle aree ad esso limitrofe e quindi anche del porto. Per questo intervento furono stanziati 15 miliardi e mezzo di lire ben 15 anni fa. Con il cambio di moneta sono diventati poco più di 7 milioni. Ad oggi, stando a quanto ne sappia io, per la parte del lavoro che riguarda la sicurezza delle aree del porto, degli oltre 3 milioni programmati è rimasto circa un milione di euro. Non va bene. In questo modo nessun porto avrà più Roseto. E chi l’ha deciso questo totale stravolgimento di destinazione delle somme e quindi del tipo lavoro che verrà effettuato?

C’è poi la questione del finanziamento Par Fas con cui sono stati stanziati 1,7 milioni di euro per la realizzazione di un braccio a mare davanti al porto. Un lavoro che porterebbe dei grossi vantaggi per la sicurezza dal lato mare e permetterebbe lo sviluppo di “Portorose”. Un programma a cui anche il Comune di Roseto sta alacremente lavorando.

Il ministero aveva richiesto alla Regione una parte dei fondi Par Fas già programmati, circa 100 milioni, e sembrava che il nostro finanziamento potesse venir annullato. Ho notizia che la richiesta sia stata abbassata a 50 milioni e poi ancora a 20 grazie all’azione svolta dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso.  Ecco, a lui rivolgo un ringraziamento enorme perché questo fatto ci dà la speranza che il progetto possa essere realizzato. Elisa Marulli



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui