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PRENDE FONDI SVILUPPO MA E' FUORI CRATERE, MAXI SEQUESTRO A DITTA SULMONA

Pubblicazione: 29 settembre 2016 alle ore 11:54

foto d'archivio

L'AQUILA - Avrebbe prodotto false dichiarazioni e contraffatto la documentazione amministrativo-contabile della propria azienda, la Gran Sasso service Srl, al fine di beneficiare di contributi comunitari nell'ambito dei fondi strutturali Por Fesr 2007-2013, stanziati per attrarre nuove imprese nell'area del cratere sismico dell'Aquila, nonostante la sua società avesse sede a Sulmona, quindi fuori dal cratere ed esclusa da tali misure di sostegno.

Per questo, su disposizione della Corte dei Conti, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno eseguito un sequestro conservativo di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili aziendali per un valore di 689mila euro nei confronti di una società operante nel settore dei trasporti.

Le indagini di polizia giudiziaria, informa una nota delle fiamme gialle, hanno permesso di accertare una truffa aggravata ai danni dello Stato realizzata dalla rappresentante dell'impresa di trasporti, Maria Domenica Maddalena Pignatelli, in concorso con il proprio coniuge, Dario D'Addamio amministratore di fatto della società.

La misura cautelare scaturisce da una segnalazione inoltrata alla Procura regionale della Corte dei Conti Abruzzo al termine di un’articolata attività di polizia giudiziaria conclusa nel 2015 dai militari delle fiamme gialle e coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona.

Le investigazioni dei finanzieri hanno fatto emergereun danno erariale a causa del contributo comunitario di 500mila euro illecitamente percepito dalla Regione Abruzzo.

Un danno al quale va aggiunto quello subito dall’amministrazione per i costi sopportati e le risorse vanamente impiegate nell’iter complessivo dell’istruzione, erogazione, gestione, revoca e recupero dell’elargizione stessa, che il magistrato contabile ha appunto quantificato in 689mila euro.

Sul fronte della lotta ai "furbetti" del terremoto, solo ieri la Guardia di Finanza aveva sequestrato 470mila euro ad una commercialista aquilana, Chiara Vittorini, che avrebbe indebitamente percepito fondi per la riparazione della abitazione danneggiata dal terremoto dichiarando che si trattava della prima casa quando invece risultava addirittura affittata.



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