PRESIDI AREE INTERNE: FEBBO, ''ATTO CHE RICORDA SPOT ACQUA LEVISSIMA''

Pubblicazione: 01 novembre 2018 alle ore 09:54

Mauro Febbo

PESCARA - “Dopo la inconsistente e vuota delibera numero 824 sul riordino della Rete ospedaliera, parcheggiata nei corridoi della maggioranza per ben 16 giorni prima di essere approvata,  spunta fuori dal cilindro magico della Giunta regionale anche quella che riguarda la riorganizzazione dei presidi di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina, e Tagliacozzo, (dgr n.823) solita delibazione, che ci ricorda lo spot di una famosa acqua minerale altissima.  purissima Levissima”. 

Questo il commento del Consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che spiega: “La delibera di giunta numero 823 approvata il 25 ottobre è una mera carta straccia che serve esclusivamente all’assessore Silvio Paolucci per svolgere la sua campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni regionali e per mettere una pezza a colori alle tante criticità riscontrate dal Tavolo di monitoraggio che tornerà a riunirsi solo a fine novembre. Innanzitutto, notiamo come anche quest’atto non viene firmato né dal responsabile dell’ufficio né tantomeno dal dirigente del servizio né soprattutto dal direttore del compartimento dottor Angelo Muraglia ma, stranamente, solo ed esclusivamente dal direttore regionale Vincenzo Rivera. Direttore che, ricordo, ricopre un ruolo apicale ‘impropriamente’ dopo una sentenza del Tribunale dell'Aquila che spiega come non sia in possesso dei  titoli e delle esperienze richieste e proprio per questo ho interessato ben due Procure della Repubblica e della Corte dei Conti oltre l'Anac. Pertanto siamo nuovamente di fronte a un atto di giunta senza alcun valore amministrativo - rimarca Febbo -  tant’è che rimanda a decisioni future da adottare e addirittura interlocutorio con i territori di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina, e Tagliacozzo. Un atto che autorizza Paolucci a fare campagna elettorale dentro nei territori delle aree interne morficate in questi anni. inoltre nelle premesse della dgr 823 vengono citati una serie di Dca  mentre non  vengono menzionati altri, ne tantomeno troviamo motivazioni e relazioni tecniche”. 

“Poi, cosa più assurda, viene chiesta la denominazione di ospedale di zona disagiata ma senza una programmazione di offerta sanitaria e senza conoscere il numero dei posti letto e dei reparti - prosegue il forzista - Sembra che si voglia giocare a bocce senza le bocce.  Ma i ministeri come faranno a recepire istanze prospettate in questa maniera? È una delibera approvata solo per poter affermare di aver portato  un documento in occasione del prossimo Tavolo di monitoraggio, il cui verbale sarà disponibile a fine gennaio cioè in piena par condicio per cui gli esiti, certamente sfavorevoli, non potranno essere resi pubblici. Questo dopo che per anni l’assessore Paolucci si è attenuto rigidamente all'assurda programmazione del Dca 79/2016  che il Ministero ha approvato in perfetta osservanza del DM 70/2015 (cd. decreto Lorenzin). Decreto che i pantastelleti abruzzesi hanno per anni avversato e contestato chiedendone la disapplicazione”.

“In perfetta sintonia con quello che hanno predicato i 5 stelle in  Puglia su problema xylella e Tap, ovvero la candidata presidente Sara Marcozzi e l'assessore in pectore Domenico Pettinari hanno prima presentato progetto di legge, in prossimità dello scioglimento, che prevedeva la sospensione dell'applicazione del DM 70 (come se una legge regionale possa sospendere un legge nazionale, un po’ come la manina), poi,  forse resisi conto  della 'fesseria', hanno chiesto ai loro deputati e senatori di intervenire sul decreto terremoto con il risultato, in perfetto stile Toninelli Di Maio, di vedersi rispondere dal ministro Grillo (grillina anch'essa) che non  si può”, aggiunge. 

“La realtà - conclude Mauro Febbo - è  che sarà compito del prossimo governo regionale riportare il sistema sanitario al servizio dei cittadini, dare risposte  concrete ai territori con la rideterminazione dell'offerta sanitaria nel rispetto sia dei livelli di assistenza sia dei vincoli del pareggio di bilancio (che invece negli ultimi due anni purtroppo vengono disattesi), che è l'unica possibilità di non applicare le direttive della Lorenzin, piaccia o non piaccia a Paolucci e alla Marcozzi”. 



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