PRIMA PIETRA DELLA TORRE MEDICEA DI SANTO STEFANO,
LEGNINI ''RICOSTRUZIONE 2009 MODELLO PER L'ITALIA''

Pubblicazione: 06 maggio 2017 alle ore 18:39

Gianni Letta, Giovanni Legnini e Luciano D'Alfonso

SANTO STEFANO DI SESSANIO - Dopo il sisma che ha colpito L'Aquila nel 2009, torna a risorgere la Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio.

Un monumento simbolo del territorio del cratere aquilano, edificato proprio al centro di questo suggestivo borgo, noto per la realizzazione dell' albergo diffuso e situato nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Oggi la posa della prima pietra con la cerimonia ufficiale.

"Un segno di speranza, una rinascita, per permettere al borgo e al territorio - ha detto il giovane sindaco di 32 anni, Fabio Santavicca - di riappropriarsi del simbolo della sua Torre che vogliamo continui ad affascinare con la sua semplicità".

Per vedere la 'nuova' Torre ci vorrà poco più di un anno di lavori che costeranno quasi 1 milione di euro.

La Torre, che nella sua forma finale risale al 1500, fu quasi completamente distrutta dal sisma del 6 aprile.

Un'impalcatura riproduce tuttora la sua fisionomia restituendo l'originale skyline.

Per ricostruirla verrà utilizzata la gran parte delle pietre recuperate dopo il crollo e tutte conservate e catalogate.

La Torre è a pianta circolare con un diametro interno di 3,89 metri.

Il suo sviluppo verticale prima del sisma raggiungeva i 20 metri ed era accessibile al pubblico fino alla sommità da dove si poteva ammirare tutto il paesaggio a 360 gradi.

Sono trascorsi otto anni dal sisma ma "oggi - ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini - possiamo dire che facciamo in tempo. Era ed è un simbolo che merita di essere ricostruito".

Per il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, si tratta di una "realizzazione che rappresenta un faro nel tempo".

Presenti tra le numerose autorità anche il presidente emerito del Senato, Franco Marini, la senatrice Stefania Pezzopane, il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente regionale dell'Anci, Luciano Lapenna.

Presenti anche il coordinatore della struttura di missione di palazzo Chigi per i territori colpiti dal sisma 2009, Giampiero Marchesi, il coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, il responsabile dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, Paolo Esposito, sotto cui ricade la competenza di Santo Stefano, l'ingegner Bruno Gori della struttura tecnica, il presidente del parco Tommaso Navarra.

LEGNINI: ''RICOSTRUZIONE 2009 MODELLO PER L'ITALIA''

"La ricostruzione abruzzese potrà costituire un modello, modello che si alimenta con una progressiva efficienza, efficienza edilizia, efficienza procedimentale e finanziaria, e con un rispetto delle regole, rispetto della legge, rispetto dei criteri di trasparenza che per fortuna si affermano".

Così il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, partecipando all'evento di posa della prima pietra della Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio, il caratteristico borgo della provincia dell'Aquila, andata per tre quarti distrutta dal sisma del 2009.

Legnini, in riferimento all'attuale situazione dell'Italia centrale ha sottolineato la "fase difficile" ma anche che "la solidità del lavoro che partì il 6 aprile 2009, all'Aquila e nei comuni del cratere, rappresenta un punto di riferimento molto positivo nel nostro Paese".

In particolare per L'Aquila e il cratere abruzzese "la ricostruzione, ha aggiunto Legnini "procede in modo efficace, ormai da tempo e sempre più è in piena fase. Possiamo ritenerci soddisfatti dopo un periodo di incertezze negli anni passati e anche di carenze di risorse che provvedemmo a superare con un ventaglio di interventi normativi e finanziari a cavallo del 2013 e 2014".

"Oggi - ha proseguito il vice presidente del Csm - i frutti si vedono, i cantieri si aprono, gli uffici speciali lavorano così come gli enti locali e i comuni, a pieno regime; il ministero dei Beni culturali, con la soprintendenza e le altre articolazioni stanno dando un contributo notevole al recupero dei beni stessi".

"Anche gli interventi della magistratura, spesso necessari, dimostrano - ha tenuto a evidenziare Legnini - che le malversazioni, la violazione della legge, costituiscono fatti episodici, per fortuna, e le zone con episodi di illeciti sono molto circoscritte".

In fine la sfida dei sindaci contro il rischio spopolamento.

"Oggi - ha detto Legnini - i flussi culturali spingono nella direzione dello spopolamento ma gli stessi presidi del passato costituiscono una leva potente per il futuro".



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