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PRIMARIE PD: EMILIANO A PESCARA CON CASTRICONE,
''IN ABRUZZO D'ALFONSO NON E' LIBERO DI ESPRIMERSI''

Pubblicazione: 14 marzo 2017 alle ore 13:20

Antonio Luciani, Michele Emiliano e Antonio Castricone

PESCARA - "Io grillino? Lo sono Renzi e il suo cerchio magico, sono loro che portavo voti al Movimento cinque stelle. Io semplicemente rispetto gli elettori del M5S, cioè devo avere una relazione politica con loro, per rispetto della democrazia. È Renzi che spinge milioni di elettori a votare M5S, anche in questi giorni ne fa perdere milioni al Pd".

Così oggi a Pescara nel suo tour precongressuale in Abruzzo Michele Emiliano., affiancato dai principali sostenitori, il sindaco di Francavilla al Mare (Chieti) Antonio Luciani e dall'onorevole Antonio Castricone.

Per il governatore pugliese, che si contende la segreteria con Matteo Renzi e Andrea Orlando, "il Pd non può aver paura di un uomo come me, che il Pd l'ha fondato, io non vengo da Fi, io 'sono' il Pd, ma un partito non può esistere solo per decidere chi comanda, o fare del giovanilismo solo nell'abbigliamento, o pensare che la comunicazione sia più importante dei contenuti politici. Io mi ritengo un 'liberatore' del Pd".

"Il Pd non può frequentare solo i potenti, i petrolieri e i finanzieri, che magari ti suggeriscono emendamenti allo Sblocca Italia. Non dico non sia lecito, ma il Pd era nato per altre cose", ha aggiunto Emiliano, che oggi visiterà anche la megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) e Francavilla Al Mare (Chieti).

"Il Pd ha abdicato al tema delle disuguaglianze - ha proseguito - sul lavoro abbiamo fatto passi indietro, e ora il Governo sta mettendo mano ai voucher. Di questo passo perdiamo pezzi della società e a quel punto altro che 40%, qui si rischia di non arrivare neanche al 30% come si sta vedendo in questi giorni".

"Sono contenti delle scissioni? Ma di cosa sono contenti? Di aver perso quel galantuomo di Roberto Speranza o Enrico Rossi? Gente che come Speranza ha la schiena diritta, tanto che si è dimesso dalla carica che aveva?".

"A me non mi vedrete mai a capo chino in silenzio - ha aggiunto Emiliano - battere le mani come uno zerbino, a me non me lo possono chiedere".

"Ho sentito accuse di vigliaccheria, ma c'è stato un mobbing reciproco, e questo modello allenta i legami - ha continuato - da noi arriva un messaggio di libertà dai timori. Capisco chi non è qui, capisco chi subisce pressioni, io mi batto dentro il Pd per i diritti di tutti, ecco perché definisco la mia mozione come una lotta in clandestinità, A Firenze hanno detto ad alcuni di non farsi vedere al mio fianco, so bene che c'è gente minacciata e che il destino a volte ti piega, ecco perché parlo di resistenza. Mi dicono che in certe tv nazionali si chiedono come mettere alcune dichiarazioni di esponenti non renziani. Non si può vivere così, soffocando spazi di dialogo".

Dall'iniziale fronte comune contro la piattaforma petrolifera Ombrina, al cambio di strategia sul referendum contro le trivelle in mare, Michele Emiliano e Luciano D'Alfonso hanno poi proseguito su strade diverse, ma "la mia amicizia con Luciano non si è incrinata", ha detto oggi a Pescara il governatore pugliese riferendosi al collega abruzzese.

"Capisco che se devi avere relazioni con il Governo o il segretario del tuo partito devi fare cose che non ti danneggino, te e l'Abruzzo - ha aggiunto Emiliano - Dopo che avrò vinto il congresso potrà esprimersi liberamente, cosa che oggi non può fare. L'amicizia è intatta, ma io dentro il Pd mi batto perchè ci sia libertà per tutti, anche per quelli che oggi qui non ci sono, ma che si battono lo stesso per me. Non mi segno sul libro chi mi vota, ma chi in questi momenti rischia in proprio, certo, dopo no me lo dimentico, io non lascio mai da solo nessuno", ha concluso. 

"Voterò due volte Sì ai referendum della Cgil, perchè le norme sul lavoro vanno azzerate e riscritte da capo, col contributo di tutte le parti sociali. Farsi dettare le ricette sulla scuola e sul lavoro dai poteri esterni non va bene", ha concluso il candidato alla segreteria del Pd.

"Siamo stati così bravi da stabilizzare gli insegnanti e ritrovarci tutta la scuola contro - ha proseguito - mentre bisogna ricostruire l'art. 18 perché non sta bene e non basta buttare i soldi in faccia a chi ha perso il lavoro. Insomma il Pd deve tornare ad occuparsi degli ultimi".



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