PRIME VERITA' DEL DNA, IL CORPO TROVATO
E' DELLA PITTRICE SCOMPARSA; IL FIGLIO TACE

Pubblicazione: 14 novembre 2017 alle ore 16:49

Renata Rapposelli

GIULIANOVA - Il test non è completo, ma i primi risultati dell'esame comparativo del Dna condotto sui resti della donna trovata morta il 10 novembre nelle campagne di Tolentino e i campioni di saliva e capelli prelevati dai figli confermano che il cadavere è quello di Renata Rapposelli, la pittrice 64enne scomparsa da Ancona il 9 ottobre scorso, dopo un viaggio a Giulianova (Teramo), dove marito e figlio risiedono, per discutere dell'assegno di mantenimento.

Domani, a Macerata, verrà eseguita l'autopsia, affidata ai medici legali Loredana Buscemi e Antonio Tombolini.

Il giorno successivo è previsto invece un sopralluogo dei carabinieri del Ris dei Carabinieri nell'appartamento di via Pescheria ad Ancona dove la Rapposelli abitava.

Il marito e il figlio della pittrice, Giuseppe e Simone Santoleri, residenti a Giulianova, sono indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

Che si tratti della pittrice lo confermano una placca metallica a un polso (Renata aveva subito una lussazione), e gli oggetti riconosciuti dalla figlia: una medaglietta della Madonna, la croce a forma di tau, un orologio con gli strass.

Bisognerà invece attendere l'autopsia per capire come Renata è morta. Una delle ipotesi è che sia stata spinta ancora viva nella scarpata.

IL FIGLIO NON RISPONDE ALLE DOMANDE DEL PM

Convocato stamani nella Caserma del Comando provinciale dei Carabinieri ad Ancona, Simone Santoleri, il figlio della pittrice Renata Rapposelli, trovata morta il 10 novembre in un dirupo nelle campagne di Tolentino, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pm Andrea Laurino.

La procura di Ancona lo ha indagato insieme al padre, Giuseppe Santoleri, per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Simone era assistito da tre difensori, gli avvocati Alessandro Angelozzi, Gianluca Reitano e Gianluca Carradori, ma la sua permanenza nella caserma è durata meno di un'ora.

Non si è invece presentato all'interrogatorio, come era prevedibile, Giuseppe Santoleri, ricoverato nell'ospedale di Atri (Teramo) per un'intossicazione da psicofarmaci.

"Abbiamo prodotto la documentazione medica - ha spiegato Angelozzi - per ottenere un rinvio".

Le condizioni cliniche dell'uomo comunque sono in miglioramento.



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