PRIMO APPALTO POST-SISMA COMMISSARIATO PER TANGENTI, E' LA TORRE DI SANTO STEFANO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

LA RISTRUTTURAZIONE DEL SIMBOLO DEL BORGO ALLE PENDICI DEL GRAN SASSO SE L'ERA AGGIUDICATA LA TERAMANA FRACASSA RINALDO SRL, ORA LA DECISIONE DELL'ANAC

PRIMO APPALTO POST-SISMA COMMISSARIATO
PER TANGENTI, E' LA TORRE DI SANTO STEFANO

Pubblicazione: 02 giugno 2018 alle ore 10:12

SANTO STEFANO DI SESSANIO - Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, ha disposto nei giorni scorsi il commissariamento della società teramana Fracassa Rinaldo srl, impegnata nella ristrutturazione post-terremoto della torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, simbolo del borgo alle pendici del Gran Sasso crollata il 6 aprile 2009.

Il provvedimento, il primo del genere nell'ambito della ricostruzione post-sisma, rientra nell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, su cui i carabinieri hanno chiuso le indagini proprio nei giorni scorsi, su presunte mazzette negli appalti per la ricostruzione di alcune chiese nell’Aquilano e a Sulmona, oltre che del teatro comunale dell’Aquila.

Ad essere coinvolte 26 persone in tutto, tra imprenditori e funzionari del Ministero Beni culturali e della Soprintendenza.

Nell'avviso di conclusione delle indagini, sono stati contestati capi di imputazione più gravi: le ipotesi di reato, non per tutti i 26 accusati, vanno dal falso all’abuso d’ufficio, dalla turbativa d’asta fino alla corruzione. Per altri, le contestazioni sono state ridimensionate.

Per nove persone il pm Simonetta Ciccarelli ha invece chiesto l'archiviazione.

A seguito del provvedimento dell'Anac, il prefetto Giuseppe Linardi, a cui Cantone ha chiesto l'adozione della misura della "straordinaria e temporanea gestione dell’impresa", ha designato il 54enne aquilano Paolo De Paoli, che dovrà ora prendere le redini della società, al posto di Giampiero Fracassa, finito l’estate scorsa ai domiciliari in qualità di consigliere e direttore tecnico della società.

"Gli accordi corruttivi in questione hanno avuto origine e sviluppo nell’ambito di una cornice di pervicace e sistematica illegalità, costituita da una rete di relazioni interpersonali con esponenti del mondo imprenditoriale, finalizzata all’accaparramento illecito delle commesse pubbliche", si legge nel provvedimento di Cantone, di cui Il Messaggero ha pubblicato alcuni stralci.

"Il compendio probatorio ha evidenziato che Giampiero Fracassa, al fine di accaparrarsi l’appalto, sarebbe ricorso al pagamento di tangenti (20mila euro) in favore di Lionello Piccinini e Berardino Di Vincenzo, entrambi dipendenti del Segretariato regionale del Mibact per portare a termine la illecita condotta".

"La misura della straordinaria e temporanea gestione dell’impresa risponde ad una duplice esigenza di controllo pubblico e di prevenzione. In primis, - evidenzia Cantone - sotto l’aspetto amministrativo, il legislatore ha previsto l’innesto di un presidio di legalità, circoscritto ad un determinato segmento contrattuale, al fine di attivare una gestione separata dell’impresa, in sostituzione di quella ordinaria, a garanzia della corretta prosecuzione del contratto. Inoltre, sotto il connesso profilo contabile e patrimoniale, la presenza della gestione commissariale determina l’applicazione di un regime speciale di provvisorio accantonamento degli utili derivanti dalla esecuzione della commessa, a protezione delle risorse pubbliche e a garanzia di eventuali iniziative, in caso di condanna degli imputati per uno dei reati condizionanti l’aggiudicazione degli appalti".

Secondo l’accusa, la documentazione portata da Fracassa sarebbe stata sostituita in un secondo momento con quella presentata in via ufficiale. Le intercettazioni ambientali avrebbero raccontato non solo il pagamento delle presunte tangenti ma anche le "significative 'rassicurazioni' che il pubblico ufficiale rivolge all’imprenditore in ordine al fatto che la sostituzione della documentazione di gara sarebbe avvenuta senza nessun intoppo".



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