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PROCESSIONE VENERDI' SANTO A CHIETI: ''LA NOVITA' DEL RITORNO ALLE ORIGINI''

Pubblicazione: 19 aprile 2019 alle ore 11:05

La processione del Venerd Santo a Chieti
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CHIETI - "Quest’anno la processione tornerà al suo antico percorso, che prevede il passaggio in via Vicoli e via Galiani. Abbiamo chiesto inoltre ai parroci delle parrocchie situate lungo il tragitto del corteo, di lasciare le porte delle chiese aperte, e qualora fosse possibile, esporre le statue del Cristo e della Madonna".

Così Giampiero Perrotti governatore dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti spiega ad Abruzzoweb le novità in programma per quest’anno.

"In verità, è un tornare ai tempi passati – sottolinea Perrotti- avere quindi l’opportunità di mantenere aperte al passaggio anche quelle chiese come Sant' Agata, che difficilmente sono visitabili durante il resto dell’anno. Inoltre, grazie al Rotary Club Chieti, si ripristinerà un’usanza esistente in città nel dopoguerra; quando nelle vetrine dei macellai venivano esposte bandierine di carta che rappresentavano la resurrezione di Cristo. Il Rotary, presieduto da Aurelio Bigi ha realizzato circa un migliaio di bandierine che verranno esposte da vari negozianti".

Anche quest’anno, l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, curerà l’allestimento e la preparazione della processione in collaborazione con tutte le parrocchie e le associazioni cittadine. All’imbrunire, il solenne corteo, si snoderà tra le principali strade del centro storico. 

Parteciperanno tutti i "fratelli" delle congreghe cittadine, riconoscibili dalle mantelle di colore differente che, incappucciati, scorteranno con le lanterne i simboli della passione. L’atmosfera sarà resa particolarmente suggestiva dalle struggenti note del Miserere di Saverio Selecchy- musicista teatino del XVIII sec- intonato dai più di 150 cantori e suonato da altrettanti musicisti. 

Le strade, illuminate dalla flebile luce delle fiaccole e dai ceri posti sui tripodi in ferro, ridoneranno alla cittadina teatina come ogni anno, la solennità di una tradizione antica di secoli.

Inoltre quest'anno, spiega Perrotti, alcuni dei simboli sono stati restaurati: "parliamo di elementi creati nel 1855 che necessitavano di essere riportati ad un antico splendore. Cercheremo con il tempo, di ridonare bellezza ad ogni singolo simbolo, e far sì che il tempo non scalfisca la bellezza di questa importante rappresentazione".

"A tal proposito- aggiunge- chiedo ai commercianti del Corso Marrucino di tenere, se possibile spente le insegne durante il passaggio della processione, per far sì che la rievocazione sia ancora più sentita da tutta la cittadinanza".



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