PROCESSO TETTI SPESA CLINICHE PRIVATE: CHIODI,
''BRUTTA PAGINA, FORSE RINUNCIO A PRESCRIZIONE''

Pubblicazione: 11 aprile 2018 alle ore 17:17

PESCARA - "Non so se rinuncerò alla prescrizione, ad agosto deciderò mi sembra strano che la polizia giudiziaria non abbia fatto alcuna indagine, al di là di ciò che è stato prodotto dalla parte offesa. È una brutta pagina, parlando da uomo delle istituzioni e non da imputato". 

Lo ha detto l'ex presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, oggi consigliere regionale di Forza Italia, a margine dell'udienza al Tribunale collegiale di Pescara del processo sui tetti di spesa alle cliniche private della Regione Abruzzo, relativi all'anno 2010, che vede Chiodi tra gli imputati.
 
Al centro della vicenda, i contratti delle case di cura che, secondo l'accusa, sarebbero stati estorti agli imprenditori della sanità privata con la minaccia del disaccreditamento.

Il procedimento ha preso il via da un esposto di Luigi Pierangeli, imprenditore della sanità privata a capo del gruppo Synergo, e vede imputati, con le accuse, a vario titolo, di falso, violenza privata e abuso d'ufficio, oltre a Chiodi, oggi unico presente in aula, l'ex sub commissario alla sanità Giovanna Baraldi, l'ex assessore regionale con delega alla Sanità Lanfranco Venturoni e due tecnici dell'agenzia per i servizi regionali, Francesco Nicotra e Lorenzo Venturini.

Il presidente del tribunale collegiale, Maria Michela Di Fine, ha fissato la prossima udienza per l'11 ottobre, ma il processo si avvia verso la prescrizione, per tutti i reati e per tutti gli imputati.

In merito all'udienza di oggi, Chiodi ha anche sottolineato che "per la prima volta la difesa ha potuto parlare e chiaramente si è evinto che l'indagine è stata fatta solo sulle intercettazioni e sulle produzioni che ha fatto la parte offesa, cioè Pierangeli e gli altri.

"Successivamente, invece - ha concluso l'ex governatore - tutte le sentenze del Consiglio di Stato che danno ragione alla Regione, tutta la documentazione sulla formazione dei tetti di spesa dell'Agenzia sanitaria regionale, con tutte le esplicitazioni e i passaggi matematici, non sono stati presi nemmeno in considerazione".

Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Andrea Papalia, Chiodi, in qualità di ex commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi della sanità, avrebbe fatto firmare alle cliniche private contratti di prestazione di assistenza ospedaliera collegando la firma al pagamento dei crediti che le cliniche vantavano nei confronti della Regione.

A fronte dei tagli, alle cliniche sarebbe stato promesso un recupero attraverso incentivi legati alle cure di pazienti non abruzzesi.

Ma, secondo le cliniche Pierangeli e Spatocco, che si sono costituite parte civile nel procedimento, la promessa del recupero fatta da Chiodi e dalla Baraldi si sarebbe rivelata un "falso".

"Dalle intercettazioni telefoniche tra Baraldi e l'avvocato Russo Valentini è emersa la volontà di fornire dati parziali e spezzettati per impedire agli esponenti delle cliniche di calcolare correttamente i tetti di spesa". 

Lo ha detto questa mattina, davanti al tribunale collegiale di Pescara, Mauro Verardi, della compagnia dei carabinieri di Montesilvano (Pescara), testimone citato dall'accusa per riferire sulle attività di indagine, nell'ambito del processo sui tetti di spesa alle cliniche private, relativi all'anno 2010.

Verardi ha inoltre affermato di ricordare che "in una telefonata Baraldi disse a Chiodi che insieme all'avvocato Russo Valentini aveva elaborato una strategia per indurre le cliniche a firmare".

"Mi risulta che tale strategia sia poi stata attuata - ha proseguito il testimone - e consisteva nel sospendere l'accreditamento e nel passare il budget pieno alle aziende che firmavano".

Nell'ambito del controesame, condotto dagli avvocati della difesa, Verardi ha poi spiegato che "le indagini sono state compiute sulla base dei documenti prodotti dalle parti offese, delle conversazioni intercettate e delle dichiarazioni rese dalle persone ascoltate, e non sulla base dell'acquisizione di documenti in Regione".

In particolare, in merito al congelamento dei crediti pregressi e ordinari, che secondo l'accusa sarebbe stato deciso da Chiodi e Baraldi, subordinadoli alla firma del contratto per l'anno 2010, Verardi ha detto "che non è stato acquisito nessun riscontro documentale e che ci si è basati sulle sentenze del Tar prodotte da Pierangeli, senza verificare se siano state poi impugnate".

Al riguardo Enrico Mazzarelli, legale di Chiodi, ha sottolineato come nel 2011, dunque mentre erano ancora in corso le indagini, siano state emesse sentenze di segno opposto da parte del Consiglio di Stato.



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