L'AQUILA: E' POLEMICA SU BANDI ASSEGNAZIONE ALLOGGI. BIONDI, ''OPPOSIZIONE
HA CREATO VORAGINE NELLA GESTIONE''; BIGNOTTI, ''PUBBLICAZIONE A BREVE''

PROGETTO C.A.S.E.: MAMMA ABUSIVA, ''VORREI PAGARE L'AFFITTO, MA IL COMUNE MI FA MURO''

Pubblicazione: 29 giugno 2018 alle ore 06:30

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L’AQUILA - “Sono ancora abusiva, ho chiesto un regolare contratto per poter pagare l’affitto come tutti gli altri inquilini, ma l’amministrazione comunale mi nega questa possibilità”.

Un vero e proprio “paradosso” quello che sta vivendo Nausjca Melaragno, la donna che il 22 maggio scorso ha occupato abusivamente un appartamento del Progetto C.a.s.e. di Sassa all’Aquila, autodenunciandosi ai Vigili urbani, facendo scoppiare un vero e proprio caso sul “bando della discordia”.

La 34enne aquilana, poi, sottolinea che “dal giorno che ho messo piede in questo appartamento nulla è cambiato, non ho ancora un contratto, non mi ha chiamata nessuno”, ma la giovane non è preoccupata perché “mi sono integrata benissimo insieme alle mie due bambine, non ci manca nulla, ho attivato la luce, il wi-fi, il giorno vado a lavoro, se ho tempo libero vado in giro con le figlie, ormai questa è la mia casa e in quanto tale vorrei pagare un canone mensile - conclude - per ora resto in attesa del contratto”.

Pubblicato a dicembre del 2016 dalla Giunta guidata dall’allora sindaco Massimo Cialente e dall’assessore con delega all’assistenza alla popolazione, Fabio Pelini, infatti, il bando per l'assegnazione temporanea di alloggi del progetto C.a.s.e. e Map (Moduli abitativi provvisori) è stato sospeso e poi annullato dalla nuova Giunta, che ha ritenuto  “discriminanti nei confronti degli aquilani” i criteri per la generazione della graduatoria.

Dopo oltre un anno di impasse, il 22 giugno scorso la Giunta del sindaco Pierluigi Biondi ha approvato “gli indirizzi per l'indizione di due bandi per i cittadini residenti all'Aquila o nei Comuni dell'ambito di mobilità da almeno 5 anni, con pagamento di un canone d’affitto calcolato in base agli accordi territoriali”, come ha reso noto l'assessore alle politiche abitative del Comune del capoluogo, Francesco Bignotti.

“La delibera c'è, stiamo aspettando la determina dirigenziale ed entro la settimana prossima verrà pubblicato il bando sul sito istituzionale del Comune dell’Aquila”, annuncia ad AbruzzoWeb.

Ma a destare dubbi e perplessità tra gli aquilani è il fatto che nei criteri per l'assegnazione ci sia un valore minimo di reddito. Le procedure previste dall’amministrazione comunale di centrodestra sono due: la prima è rivolta ai nuclei familiari già costituiti composti da uno a quattro componenti e aventi un reddito Isee compreso tra 12 mila euro e 30 mila euro; la seconda riguarda, invece, i nuovi nuclei familiari, composti da singoli o coppie, con o senza figli minori, fino ad un massimo di 4 membri con un reddito complessivo lordo compreso tra 13 mila euro e 35 mila euro.  

“Con questi criteri non posso fare domanda - ammette la Melaragno - Sembra fatto ad solo per chi si può permettersi un affitto normale, se il Comune vuole fare cassa io sono d'accordo, ma perché non dare la possibilità a chi ne ha bisogno? Questa è un’assurdità. E poi c’è la questione che riguarda i tanti che all’Aquila hanno case da affittare, che oggi rischiano di tenerle vuote”.

Molti aquilani si sono lamentati sul web, tacciando i nuovi bandi come “ingiusti e solo per pochi”, “uno schiaffo alla povertà” e “un modo come un altro per riempire le casse svuotate del Comune”. Al coro si sono uniti molti rappresentanti dell’opposizione, che hanno puntato il dito contro l’amministrazione: “Il motto della campagna elettorale era prima gli aquilani, poi divenuto prima i militari,per finire con prima chi ha i soldi”, si legge in una nota di Pierluigi Iannarelli, segretario circolo Sinistra italiana dell'Aquila e Gamal Bouchaib, responsabile commissione sociale e immigrazione Si L’Aquila.

“Come al solito l'opposizione parla senza sapere di cosa sta parlando, si tratta della stessa che ha creato la voragine nella gestione del progetto C.a.s.e. - dichiara ad AbruzzoWeb Pierluigi Biondi - Il concetto è molto semplice: se io faccio un bando per l'assegnazione a una giovane coppia, non posso far riferimento all'Isee, perché la giovane coppia fa parte di due nuclei familiari separati, allora devo mettere insieme il reddito, che abbiamo fissato a parametro minimo per consentire a chi entra negli appartamenti di pagare il canone previsto, non vogliamo incrementare il buco nel bilancio sulla gestione del progetto C.a.s.e., questa è la motivazione”.

Il primo cittadino, infine, attacca l'opposizione “che cerca di mistificare le cose e di nascondere che il bando che abbiamo bloccato, avrebbe aperto le porte a una serie di persone che sarebbero venute all'Aquila soltanto con il miraggio di un alloggio a poco prezzo e questo non avrebbe fatto bene alla comunità. Io aiuto chi ha deciso di investire nel capoluogo”, conclude.



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