PROJECT NUOVO OSPEDALE L'AQUILA: CGIL, ''UNA FOLLIA, SPESI GIA' 57 MILIONI''

Pubblicazione: 07 settembre 2018 alle ore 18:23

L'AQUILA - Ancora è un'idea di massima,  alla fase degli annunci, e già il project financing per realizzare un nuovo ospedale all’Aquila, al posto del San Salvatore provoca polemiche. 

E’ il caso della Cgil funzione pubblica, che in una nota al vetriolo a firma del segretario provinciale Francesco Marrelli, liquida l’iniziativa come uno spreco di soldi, in quanto "dal 2009 in poi, sono stati spesi complessivamente oltre 57 milioni di euro per il ripristino funzionale e strutturale dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila", parzialmente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009. 

Inoltre la Cgil critica lo strumento stesso del project financing, che prevede il coinvolgimento dei privati nell’investimento, in cambio di un ritorno economico nella futura gestione dei servizi o anche nella manutenzione. Scelta che per la Cgil "toglie risorse ai servizi sanitari in favore di opere strutturali, con un alto rischio di indebitamento per le casse regionali e delle stesse Asl".

Una scelta, quella del project financing nel settore dell’edilizia ospedaliera che però è fortemente perorata dal centrosinistra  in Regione, con in testa il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Project financing interessano l'ospedale di Chieti, in dirittura di arrivo dopo un tormentatissimo iter, e anche a Teramo, Avezzano, Vasto, Lanciano, Penne e Sumona, per il completamento del nuovo ospedale, quest’ultimo già realizzato con la formula del "leasing in costruendo" e la partnership dei privati.

E appunto anche per un nuovo ospedale a L’Aquila, iniziativa  rilanciata a giugno scorso dall'assessore regionale Silvio Paolucci,  e approvata dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Va ricordato poi che negli anni scorsi era stata presentata alla Asl aquilana un progetto di questo tenore dalla Guerrato, altro colosso veneto nel campo delle costruzioni, assieme all'impresa aquilana Mancini. Il progetto prevedeva un investimento da 100 milioni a carico del privato, per ampliare e potenziare il vecchio San Salvatore e dotarlo di parcheggi anche sotterranei, in cambio della gestione pluriennale dei servizi di pulizia, manutenzioni e mensa.

In ogni caso una pessima idea per la Cgil, che si è schierata contro anche contro il project financing di Chieti. 

"Assurdo il ricorso ad un progetto di finanza – si legge nella nota -  per costruire un nuovo ospedale nel Capoluogo Regionale dopo che solo negli ultimi anni sono state spese ingenti somme per il ripristino dello stesso nosocomio e comunque risultano non essere ancora sufficienti. Ci si chiede quindi, nel caso di realizzazione di un nuovo Ospedale, che fine farebbe la struttura oggi esistente sulla quale sono state investite tutte le risorse sopra indicate".

La Cgil  si fa duqnue due conti: "per il San Salvatore sono stati già utilizzati nel post sisma circa 35 milioni di euro, di cui 12.197.703 per lavori urgenti  già finanziati e spesi, 6.200.000 per lavori urgenti per il Delta 8 di Chirurgia finanziati e spesi, 3.900.000 per lavori urgenti nell’ edificio10 di Anatomia Patologica già finanziati e spesi, 12.755.000 per lavori Delta 7, 2 e 3, di Medicina, riabilitazione e laboratorio analisi, spesi per circa la metà. Ne consegue che dei soli fondi ex art. 20 sono stati già spesi circa 28.500.000 di euro”.

"Risulta ancora finanziata e spesa,  - prosegue la Cgil -  una somma complessiva di ulteriori 28.600.000 di euro del Piano Straordinario di riqualificazione per l’assistenza sanitaria), di cui 14.093.575 con finanziamento a carico dello Stato pari al 70 %, 600.000 donazione Sky, quota parte di un contributo totale di 2.179.405 a specifico beneficio del Pronto Soccorso Pediatrico, 13.906.424 con finanziamento a carico della Asl, come quota parte derivante dall’alienazione di immobili".

Ne consegue che, dal 2009 in poi, sono stati spesi complessivamente oltre 57 milioni di euro per il ripristino funzionale e strutturale dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila.

"Inoltre ancora non sono state finanziate  - incalza la Cgil - le somme per il ripristino dell’Edificio 1 che necessiterebbe di un intervento economico di circa 10 milioni di euro. A ciò si aggiungano, per onore di cronaca, i 47 milioni di euro relativi al risarcimento danni per eventi sismici, incassati dalla ASL a titolo di indennizzo per la copertura assicurativa stipulata dalla stessa ASL, i quali, come riportato da tutte le cronache locali del 2010, a seguito di affermazioni dei responsabili della Sanità locale e regionale, vennero utilizzati “nel bilancio 2009 per contenere il passivo” e non vennero invece utilizzati per il recupero funzionale delle strutture Sanitarie Aquilane".

"La vera esigenza  - tira i fili del discorso il sindacato - è quella di portare a compimento i lavori di ristrutturazione, realizzare un piano che renda effettivamente efficiente e funzionale l’ospedale con il relativo adeguamento antisismico, e soprattutto utilizzare le eventuali risorse disponibili per investimenti sul personale e nuove tecnologie al fine di erogare servizi di qualità alla popolazione. Al contrario dobbiamo rilevare con stupore che si continuano ad ipotizzare eventuali investimenti tramite lo strumento del progetto di finanza che toglie risorse ai servizi sanitari in favore di opere strutturali, con un alto rischio di indebitamento per le casse regionali e delle stesse Asl, come peraltro più volte ribadito dalla Corte dei Conti nelle Regioni nelle quali tale strumento è stato utilizzato, anziché provvedere alla saturazione della dotazione organica del personale, che vede oltre 700 unità carenti, investire in nuove tecnologie che rendano l’ospedale dell’Aquila attrattivo non solo per la popolazione del territorio ma anche per i residenti fuori regione, invertendo così la tendenza di questi ultimi anni, ed attuare operazioni utili ai fini dell’abbattimento delle liste di attesa”, conclude la nota.



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