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PROJECT OSPEDALE CHIETI: ULTIMATUM
D'ALFONSO, ''ASL DECIDA ENTRO IL 30 APRILE''

Pubblicazione: 13 aprile 2017 alle ore 13:28

L’AQUILA - Entro il 30 aprile prossimo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dovrà adempiere alla valutazione del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti.

La scadenza è stata fissata da una delibera approvata questa mattina dalla giunta regionale.
A comunicarlo con una nota lo stesso presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e in essa si scrive anche di una “condotta dilatoria e omissiva della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e all'infruttuosità del procedimento di valutazione protrattosi per 990 giorni".

Di qui la diffida ad adempiere che sarà notificata al direttore generale dell'azienda sanitaria Pasquale Flacco, a cui "in caso di esito negativo, seguiranno ulteriori decisioni della Regione". Una delbera che però provoca le reazioni veementi del consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commisione vigilanza Mauro Febbo, che la ritiene "illegitima".

La delibera con dentro il perentorio ultimatum fa seguito alla riunione del 13 marzo, dove D’Alfonso aveva annunciato l’intenzione di estromettere la Asl, assegnandola alla sua Giunta, l’iter che dovrà portare alla realizzazione in project financing del nuovo nosocomio da 500 posti letto sulla base del progetto presentato dalla Icm, del gruppo Maltauro, dal costo di 225 milioni a carico del privato che vincerà la gara, e che poi si rifarà dell'investimento, con la gestione trentennale dei servizi. Il nuovo policlinico dovrà sostituire il vecchio nosocomio Santissima Annunziata, che ha seri probelmi di sicurezza sismica. 

Una decisione quella della Regione causata in primis dai ritardi per la dichiarazione di pubblico interesse ch e competenza della Asl, e per l’atteggiamento considerato "non collaborativo", del responsabile unico del procedimento Filippo Manci. “Sollecitata” anche dalle minacce di richieste di rinascimento milionarie da parte della proponente Icm.

"La decisione - si legge nella nota - fa seguito alle 10 riunioni ufficiali che si sono susseguite dal 7 agosto 2015 al 13 marzo scorso. Incontri iniziati già oltre un anno dopo la presentazione del progetto da parte del proponente - depositato ad aprile 2014 - e che hanno portato all'approvazione di alcune delibere di giunta regionale, in cui venivano evidenziate le carenze strutturali dell'attuale policlinico teatino e l'interesse pubblico evidente a trovare una soluzione efficace al problema”.

Nella delibera, oltre alla riconferma della necessità di individuare un percorso per far fronte alla situazione dell'ospedale di Chieti, vengono evidenziate anche le conseguenze potenzialmente pregiudizievoli legate "alla condotta dilatoria e omissiva della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e all'infruttuosità del procedimento di valutazione protrattosi per 990 giorni".

Di qui la diffida ad adempiere che sarà notificata al direttore generale Flacco, a cui - in caso di esito negativo - seguiranno ulteriori decisioni della Regione.

FEBBO: "ATTO ARROGANTE CHE UMILIA LE ISTITUZIONI E CAPOVOLGE LE REGOLE"

“È una delibera illegittima. Il Presidente D’Alfonso si arroga poteri e competenze che non gli competono e ci permettiamo di richiamare quanto già contestato in merito alla non possibilità per la Regione di attribuirsi mansioni che non le spettano a meno che non si vogliano trasformare e alterare le norme a proprio gusto e piacimento. Le competenze del Project financing rimangono e sono in capo alla Asl teatina come stazione appaltante e ad essa spettano tutte le verifiche ed i controlli necessari”.

E’ quanto dichiara  Febbo dopo aver appreso della Delibera  approvata questa mattina dalla Giunta regionale.

"Si prende atto della nuova iniziativa Regionale – commenta Febbo - che stupisce per la sua perentorietà e sfacciataggine, e preliminarmente ci permettiamo di ricordare che: Il project financing e la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione, costituisce un modello per il finanziamento e la realizzazione di opere pubbliche, caratterizzata da una complessa operazione economico-finanziaria che, proprio per le caratteristiche che viene ad assumere richiede una attenta e precisa valutazione del progetto, oltre ad essere sottoposto al rispetto di una ortodossia procedimentale che non ammette deroghe o iniziative fuori luogo".

Per Febbo, poi "il progetto della Icm non è ricevibile e ammissibile perché non presenta tutti i requisiti legalmente previsti per essere approvato".

"Sarebbe opportuno - aggiunge Febbo - e confacente al ruolo che si riveste che la Regione, o chi per essa, invece di ingenerare aspettative che potrebbero avere riflessi risarcitori, per essa stessa e non per altri, evitasse di configurare, cercando di spaventare, conseguenze pregiudizievoli a carico della ASL o di suoi funzionari che non fanno altro che il loro lavoro, evidenziando problemi e criticità che ad oggi non hanno trovato giustificazioni da parte del proponente. Se ciò non bastasse si ribadisce che il progetto presenta un problema alla radice ed è la mancanza di una corretta e concreta  valutazione sul piano tecnico ed economico finanziario della proposta della ICM e la sua rispondenza al pubblico interesse, come segnalato più volte  non solo dal RUP ma dalla stessa dirigenza regionale tanto invocata dal Presidente D’Alfonso".

"Tutto questo - concude Febbo - provocherà un processo di confusione innescato dal Presidente D’Alfonso e causerà solo un caos sanitario intorno al Policninico Santissima Annunziata di Chieti determinando chiusure e trasferimenti di reparti e quindi il riconoscimento a Pescara di ospedale di 2 livello, con il conseguente trasferimento della facoltà come denunciato dal professor Mastropasqua e da altri 300 universitari.  Questo è il disegno diabolico che il presidente D'Alfonso sta portando avanti con tenacia da 1000 giorni ma non riuscirà  nel suo intento. Leggerò con attenzione la delibera appena approvata  - conclude Febbo - e mi attiverò di conseguenza per scongiurare una simile nefandezza nei confronti della Città di Chieti, dell'Università e del servizio sanitario regionale".

 



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