PROMOZIONI 2015 ALLA ASL AQUILANA: CISL,
''LEGITTIME, CORTE DEI CONTI HA ARCHIVIATO''

Pubblicazione: 10 gennaio 2018 alle ore 06:30

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L'AQUILA - "La vicenda delle promozioni e degli aumenti di stipendio alla Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila è stata archiviata a giugno dalla procura generale della Corte dei Conti, a conferma che tutto è stato fatto a norma di legge".

A sostenerlo ad AbruzzoWeb è Gianfranco Giorgi, coordinatore Cisl sanità della provincia dell’Aquila, che in questo modo replica all’avvocato Angelo Mario Candido, del foro di Sulmona, che a questa testata aveva rivelato l’esistenza di contenziosi davanti al giudice del lavoro su iniziativa di parte del centinaio di dipendenti dalla Asl aquilana esclusi dalle progressioni orizzontali, questo il termine tecnico delle promozioni all’interno di una medesima categoria contrattuale, decisi dall'azienda con la delibera 2191 del 23 dicembre del 2015, a seguito di un accordo firmato da tutti i sindacati, a beneficio di buona parte di 2 mila su quasi 4 mila dipendenti.

Un atto illegittimo, per l’avvocato Candido, che ha ricoperto ruoli di vertice della non più esistente Asl di Sulmona ed è stato direttore generale di quella di Macerata, in quanto di queste promozioni "hanno beneficiato in modo retroattivo dipendenti in servizio dal 2011", quando invece, sostiene il legale "la normativa non prevede la retroattività".

E per di più, "sono stati disposti aumenti a pioggia e indiscriminati, senza una selezione meritocratica, che pure è stabilita dal contratto nazionale di lavoro".

Visto che il requisito per godere della progressione era quello di essere in servizio nel 2015, e di avere almeno 2 anni di anzianità a far data dal 1° gennaio 2011, sono stati così esclusi più di 100 dipendenti in servizio, assunti dopo il 2010, ovvero senza i 2 anni di anzianità di cui sopra. Da qui la nascita del contenzioso. E a detta di Candido c’è anche l’ipotesi del danno erariale da parte della Corte dei Conti a cui ovviamente è stata inoltrata la segnalazione.

Un rischio già bello che superato, ribatte Giorgi, che quell’accordo aveva sottoscritto.

“Basta ricordare - sostiene - che la procura generale della Corte dei Conti, già attenta alla questione, ha archiviato il caso, e lo ha comunicato a giugno alla stessa Asl con una lettera protocollata. È la conferma che il caso è chiuso, tutto è stato fatto in regola, e non c’è ombra di danno erariale. Premesso questo, si può dedurre che eventuali contenziosi davanti giudice del lavoro non andranno da nessun parte".

Del resto, osserva il sindacalista entrando nel merito, "non avremmo mai firmato una delibera illegittima, che non rispetta le normative contrattuali. La retroattività che viene contestata è assolutamente corretta e anche giusta - ribadisce - Con quella delibera sono stati garantiti aumenti e scatti al 90 per cento dei dipendenti che attendevano da anni questi riconoscimenti, e a cui avevano pienamente diritto".

Lavoratori, per l'esponente Cisl, "che svolgono mansioni pesanti e delicate in ospedali dove il personale è cronicamente sottodimensionato e dove, voglio ricordare, i pagamenti degli straordinari e dei premi di produttività sono bloccati da 2 anni".

Giorgi fa poi osservare che la famigerata delibera del 2015 si è resa necessaria anche per parificare la posizione di dipendenti che provenivano da Asl diverse, quelle dell’Aquila, di Sulmona e di Avezzano, prima della loro unificazione, avvenuta nel 2009.

"Con la nascita della Asl unica ci si è ritrovati con dipendenti che le stesse mansioni e dagli stessi anni, ma che avevano inquadramenti e stipendi diversi - evidenzia - Questo perché, per fare solo un esempio, nell’allora azienda di Avezzano, il fondo del personale era stato utilizzato principalmente per pagare gli straordinari, nella Asl dell’Aquila invece veniva destinato per le progressioni orizzontali, e per i piccoli ma importanti aumenti di stipendio".

"Quando le due Asl si sono unificate, ci si è trovati davanti al paradosso che dipendenti con stesse qualifiche e anzianità appartenevano fasce differenti. Ecco perché nel 2015 si è scelta la retroattività, proprio per garantire parità di trattamento, per dare finalemnte un assetto razionale all’azienda", conclude ancora.

Resta, comunque, la questione del centinaio di dipendenti esclusi dalle progressioni.

"Stiamo già facendo riunioni - assicura a tal proposito Giorgi - per vedere se ci sono le condizioni contrattuali e giuridiche per garantire scatti e relativi aumenti di stipendio anche al restante personale, che non hanno beneficiato degli effetti della delibera. Del resto anche guardando alle risorse disponibili nel 2015, dovevamo mettere delle condizioni, dei paletti, ma è nostro impegno garantire la progressione anche quella piccola parte degli esclusi".



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