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TRASPORTATI IN POCHI MESI 7,5 MILIONI DI EURO; 400 MILA EURO SEQUESTRATI, IN MANETTE 5 UOMINI E 4 DONNE, DI CUI 3 RESIDENTI IN VAL VIBRATA, C'E' UN LATITANTE; PROCURATORE RENZO, ''ABBIAMO SEGUITO LE TRACCE DEL DENARO SPORCO''

PROSTITUZIONE IN ITALIA E SOLDI PORTATI IN NIGERIA: SGOMINATA BANDA DI IMMIGRATI

Pubblicazione: 02 dicembre 2019 alle ore 13:36

L'AQUILA - Sgominata un'associazione a delinquere, con base operativa nella provincia di Teramo, ma operante anche ad Ascoli Piceno, Fermo e Macerata nelle Marche, composta da cittadini nigeriani, 4 donne 5 uomini, dediti a trasportare ingenti somme di denaro nel loro Paese, la Nigeria, provenienti principlalmente dallo sfruttamento della prostituzione, in particolare sulla famigerata bonifica del Tronto, nel comune di Martinsicuro. 

Soldi occultati dentro tappeti, scarpe, doppi fondi di valige, fino a 7,5 milioni di euro, da gennaio, secondo un calcolo degli investigatori, di cui 400 mila effettivamente sequestrati nel corso dei controlli all'aeroporto di Fiumicino, scalo principale scelto per il traffico illecito. 

Ad illustrare questa mattina i dettagli dell'operazione, alla Procura distrettuale antimafia dell'Aquila, Michele Renzo, procuratore della Repubblica dell'Aquila, e della direzione distrettuale antimafia, il pubblico ministero David Mancini, e il dirigente della squadra mobile di Teramo, Roberta Cicchetti.

Gli arresti sono scattati all'alba di oggi da parte del personale della squadra mobile di Teramo con l'ausilio del reparto prevenzione crimine Abruzzo di Pescara delle squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata nelle Marche.  

Reati contestati quelli di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell'illecito, intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e riciclaggio internazionale nonché il reato di tratta di esseri umani.

Ben tre degli arrestati erano residenti in Abruzzo: Sharon Onyebuchi Aromire, classe 1990, residente a Martinsicuro, Emmanel Ojiemuda, classe 1995, residente a Corropoli, Florence Mark Ehigiamusoe, classe 1978, residente a Nereto. 

Con loro in manette Bright Omosigho, classe 1989, residente a Fermo, Osaro Godwin Uwaila, classe 1977, residente a Civitavova Marche, Rosemary Ogei, classe 1994, residente a San Benedetto del Tronto, Charles Onoh, classe 1993, residente a Castiglion di Pepoli, in provincia di Bologna ed Ebade Veronica Osadiaye, nata in Nigeria nel 1991, residente a Porto Sant’Elpidio (Fermo).

C'è poi un latitante, in queste ore ricercato. 

Gli "abruzzesi" hanno un permesso di soggiorno come lavoratori autonomi, si suppone ora, solo per dare una copertura alle attività illecite. Le indagini sono in corso e potrebbero esserci altri importanti sviluppi nelle prossime ore. 

L'operazione di polizia illustrata oggi fa seguito all'attività di indagine che nel luglio scorso aveva già portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 persone, un italiano 5 donne di nazionalità nigeriana, che  vivevano in Abruzzo nelle Marche, anche qui per i reati di tratta di esseri umani favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di almeno 12 giovani donne nigeriane, che dopo essere giunte clandestinamente in Italia via mare con la promessa da parte di chi li veva reclutati in patria di un lavoro e di un futuro migliore, sono state avviate al meretricio, minacciate e sottoposte al rito voodoo.

"Questa indagine  - conferma Renzo  - è  il prosieguo di un'altra importante inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione. Non ci siamo fermati a quegli arresti, siamo voluti andare in fondo, fino ai meccanismi grazie al quale il crimine paga, abbiamo seguito il denaro, le strade che esso percorre per essere pulito, riciclato". 

"Un'indagine particolarmente complicata, ma che ci dà una grande soddisfazione, abbiamo colpito il profitto, il cuore di un attività criminale", aggiunge.

Le indagini hanno permesso di individuare infatti la destinazione del denaro e di scoperchiare un sistema capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale raccolta del risparmio del denaro di provenienza lecita o di riciclaggio e autoriciclaggio.

Alla base dei movimenti di denaro sporco, il meccanismo dell'hawala, strumento informale di trasferimento di denaro al di fuori dei normali circuiti bancari, diffusa all'interno delle comunità etniche, che consente ai potenziali clienti di fare affidamento nel Paese di partenza.

"Questi signori arrestati oggi, avevano il ruolo di collettori di denaro di provenienza illecita, principalmente la prostituzione, e di corrieri. Ogni mese,  portavano il denaro in Nigeria. Occultandolo dentro le valigie, imbarcate all'aeroporto di Fiumicino, anche 120 mila euro a viaggio. L'artigianalità del meccanismo, non deve trarre in inganno: era un sistema ramificato e organizzatissimo. In meno di un anno gli arrestati, sono andati in Nigeria un centinaio di volte, possiamo stimare che solo 8 persone in dieci mesi hanno portato 7 milioni di euro. Ci troviamo di fronte ad un imponente profitto, che prende letteralmente il volo". 

Gli indagati alcuni dei quali hanno concorso anche il reato di tratta di esseri umani erano consapevoli a provenienza dilettosa del denaro. Il  trasporto veniva svolto dietro un compenso pari ad una percentuale della somma che il committente voleva fare recapitare in Nigeria. Per 100 euro ad esempio il 7 per cento, ovvero sette euro. Percentuale che cresce con l'importo del denaro trasportato.

Nello specifico all'interno dell'associazione criminale, alcuni dei membri svolgono il ruolo di collettori, che ricevono dai committenti l'incarico, principalmente tramite contatto telefonico e sms, e poi materialmente il denaro che si intende inviare in Nigeria. Il collettore successivamente anche a brevissima distanza di tempo, generalmente tramite messaggio WhatsApp fornisce al committente un codice identificativo numerico alfanumerico che servirà al destinatario in Nigeria per poter ritirare subito il denaro in valuta nigeriana, il naira.  Ci sono poi i corrieri,  che trasportano non solo il denaro di provenienza illecita, ma anche quella di immigrati che vivono il Italia, il tutto in violazione delle norme in materia di raccolta di risparmio e di intermediazione finanziaria.

"Con questa operazione chiudiamo il cerchio - spiega Chicchetti -. Tutto è partito dalle azioni di contrasto al fenomeno della prostituzione sulla bonifica del Tronto, di cui sono vittime donne sfruttate e minacciate, anche con i riti voodoo delle mamane, costrette a consegnare il denaro guadagnato con l'attività di meretricio. I 400 mila euro che siamo riusciti a sequestrare, in buona parte provengono da lì, con solo sei controlli a Fiumicino. Possiamo supporre che il fenomeno abbia proporzioni enormi". (f.t.)

 



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