PROVINCIA CHIETI: SFIDA PUPILLO-DI PRIMIO, SCOPINO, ''TRIONFO VECCHI PARTITI''

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 07:00

La sede della Provincia di Chieti

CHIETI - Sfida a due per la Provincia di Chieti. A contendersi la Presidenza, in vista delle elezioni del 31 ottobre, saranno il presidente uscente Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

Abbandona la corsa il sindaco di Montelapiano, Arturo Scopino, "schiacciato" dalla competizione tra Partito democratico e Forza Italia, stretta tra le due città più grandi della provincia.

"Il trionfo delle vecchie logiche dei partiti", secondo la definizione di Scopino che ha provato a spiegare come "i partiti di destra e sinistra hanno perso una grande occasione mettendo al centro le logiche e gli interessi dei partiti  stessi e non della Provincia e delle piccole comunità".

Da oggi, dopo il deposito delle candidature, entra nel vivo la campagna per le elezioni. Gli aventi diritto al voto, tra consiglieri e sindaci dei 104 Comuni della Provincia, sono 1.250.

Per Pupillo la candidatura si è resa necessaria "per spirito di servizio", rispondendo alla richiesta del Partito democratico. "Nonostante il taglio di finanziamenti che abbiamo sostenuto abbiamo comunque agito al massimo delle nostre possibilità. Siamo diventati un bancomat del Governo e perquesto non abbiamo potuto dare alla viabilità e alle scuole quei servizi che sono fondamentali. Abbiamo 20 milioni a disposizione, a fronte dei 116 milioni che ne occorrerebbero, andremo quindi a intervenire sul 20-30%. La strada è ancora lunga ma nonostante la Provincia abbia subito un taglio del 50% personale, da 300 siamo passati a 141 dipendenti, e nonostante le poche risorse si è impegnata in interventi strategici".

Di Primio, abbandonata la corsa alle elezioni regionali e ritirate le dimissioni da sindaco, ha spiegato come la candidatura alla Provincia "nasce da una richiesta dei miei colleghi amministratori, per contrastare centrosinistra che ha fatto solo danni e non ha mai risposto alle esigenze reali degli amministratori".

"Mi piacciono le sfide - ha aggiunto Di Primio -, anche se abbiamo meno amministratori del centrosinistra, sono sicuro che con il nostro programma potremmo recuperare quella differenza di voti. La prospettiva è quella di un grande lavoro, dimostreremo che la Provincia non è un ente. Infrastuttre e scuole: la Provincia collaborerà alla crescita del territorio".

Per quanto riguarda le regole da applicare in campagna elettorale in materia di informazione, comunicazione istituzionale e propaganda, è intervenuto il presidente del Corecom, Comitato Regionale dell'Abruzzo per le Comunicazioni, Filippo Lucci, rispondendo alle richieste di alcuni candidati. Il presidente del Corecom ha messo in evidenza una prima importante novità: a queste consultazioni elettorali non si applicherà la disciplina della par condicio. 

"Le elezioni provinciali per il rinnovo dei Presidenti - ha spiegato Lucci - sono infatti di secondo grado, riservate ai soli consiglieri comunali che andranno alle urne l'ultimo mercoledì di ottobre, in un'unica giornata dalle 8 alle 20, mentre la legge 28/2000 che prevede la parità nell'accesso ai mezzi d'informazione durante le campagne elettorali si applica alle elezioni dirette, quando il corpo elettorale è costituito dalla generalità dei cittadini-elettori. Anche a queste elezioni si applicano comunque i principi generali a tutela del pluralismo informativo". 

"Nel dar copertura giornalistica a questa competizione elettorale, perciò, le emittenti radiotelevisive sono tenute al rispetto, in particolare, dei principi di completezza, correttezza e imparzialità dell'informazione. Resta, inoltre, in vigore il divieto per i sindaci-candidati di svolgere attività di comunicazione nel corso delle campagne elettorali ad eccezione delle comunicazioni effettuate in forma impersonale, indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni, come ha disposto l'articolo 9 della legge 22 febbraio 2000". 

"Il principio - sancito in alcune linee guida dello stesso Ministero dell'Interno - è volto ad evitare che i candidati, in questo caso i sindaci in carica, possano condizionare la competizione - ha concluso - svolgendo attività di propaganda nell'ambito delle funzioni istituzionali che ricoprono utilizzando mezzi finanziari e strumentali della pubblica amministrazione". (azz.cal.)



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