PROVINCIA PESCARA: CONSIGLIERI MAGGIORANZA CONTRO PRESIDENTE DI MARCO

Pubblicazione: 30 dicembre 2017 alle ore 15:46

La sede della Provincia di Pescara

PESCARA - “Il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, che dichiara di andare avanti senza una maggioranza compatta, forse si dovrebbe invece soffermare, in rispetto delle idee politiche che rappresenta, sulle causa della crisi governativa in corso nella sua maggioranza, perché è di questo che si tratta”.

Lo scrivono in una nota i consiglieri di maggioranza Enzo Catani, Leila Kechoud, Annalisa Palozzo e Piernicola Teodoro.

“Appellarsi ad una legge, quella della  riforma delle Province - proseguono - in barba ad ogni regola della democrazia, che mette in mano i poteri ad un suolo uomo al commando, sembra essere l’epilogo di un processo iniziato nel 2014 con la sua elezione a Presidente della Provincia di Pescara, ponendolo a capo di un Ente importante ( per fortuna ridimensionato visti i risultati) dopo la sola esperienza amministrativa  da sindaco di una comunità di poco meno di 400 abitanti, quella di Abbatteggio”.

LA NOTA COMPLETA

Il presidente Di Marco dichiara di andare avanti senza una maggioranza compatta? Si accomodi!

Forse si dovrebbe invece soffermare, in rispetto delle idee politiche che rappresenta, sulle causa della crisi governativa in corso nella sua maggioranza, perché è di questo che si tratta.

Appellarsi ad una legge, quella della  riforma delle Province, in barba ad ogni regola della democrazia, che mette in mano i poteri ad un suolo uomo al commando, sembra essere l’epilogo di un processo iniziato nel 2014 con la sua elezione a Presidente della Provincia di Pescara, ponendolo a capo di un Ente importante ( per fortuna ridimensionato visti i risultati) dopo la sola esperienza amministrativa da sindaco di una comunità di poco meno di 400 abitanti, quella di Abbatteggio.

Il principio di gestione collegiale della politica e delle amministrazioni, elemento fondante della conduzione democratica del potere politico, valore imprescindibile del nostro elettorato, sembra essere ormai completamente dimenticato dal presidente Di Marco che esercita, di fatto, un controllo totale e solitario sull’Ente  provinciale, che ha provocato un evidente indebolimento della sua coalizione e la perdita di un seggio  all’occasione del rinnovo del consiglio provinciale nel gennaio del 2017 (la maggioranza è passata da 8 a 7 consiglieri su un totale di 12).

La sua incapacità di mediazione e coinvolgimento delle parti politiche (unico consiglio provinciale guidato dal centro-sinistra in Italia dove non sono state assegnate le deleghe che, seppur formali, avrebbero dato un segnale di condivisione del lavoro) ha portato alla formazione di tre gruppi politici distinti, segnando immediatamente una spaccatura all’interno della maggioranza, che non è mai stata riunita in un anno di consiliatura.

Tutto ciò non può quindi non comportare conseguenze politiche all’interno del centro sinistra ed è per questo che i consiglieri che hanno come vero ed unico obbiettivo una gestione amministrativa proficua alla collettività, non possono più rimanere muti davanti al rischio evidente di formazione di pericolosi quanto imbarazzanti cerchi magici, che mirano solo ad un’occupazione di poltrone, il tutto condito da uno sconcertante culto della personalità  sui social in un delicato momento storico che imporrebbe una certa sobrietà e reportage fotografici paragonabili solo ai più dignitosi giornaletti rosa in bella vista dai parrucchieri. 

Il presidente Di Marco, vanta l’appoggio dei sindaci ma ha ricevuto solo 26 voti su 29 presenti all’Assemblea del 27 dicembre scorso, dimenticando di dichiarare che mancavano all’appello ben 17 sindaci e che l’approvazione del bilancio ottenuto solo grazie ad un interessato appoggio della minoranza che ha impedito il decadimento del Consiglio intero (sempre secondo la legge Del Rio) scongiurando di fatto il pericolo che lui rimanesse alla guida dell’Ente. 

Ma qualcuno dovrebbe spiegare a Di Marco che questa  non può essere considerata  un’azione di fiducia nei suoi confronti, vista anche la richiesta di dimissioni da parte del centro destra.

Infine , Di Marco cita un “senso di responsabilità” che sarebbe venuto a mancare secondo la sua opinione nei Consiglieri che si sono rifiutati di partecipare all’ennesima pagliacciata, cioè l’approvazione di un bilancio 2017 (di cosa stiamo parlando? Di stipendi e spese già sostenute?) a tre giorni della scadenza del 31 dicembre,  quando gli altri Enti stanno approvando in questi giorni il bilancio di previsione 2018 : dov’è tutta l’efficienza che lui vanta?

Il senso di responsabilità, per noi, è quello di spiegare ai cittadini quello che sta succedendo all’interno di un Ente provinciale, che esiste e ha ancora delle competenze importanti sulla vita di tutti giorni a partire dalla sicurezza dei nostri figli che frequentano le scuole superiori e la gestione di una rete stradale di fondamentale importanza per il nostro territorio, tematiche troppo spesso messe in secondo piano rispetto a cerimonie e lustrini.



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