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˝MAI PARLATO CON DI GREGORIO DELLO 'SMALIZIATO' TANCREDI

PUNTELLAMENTI: CIALENTE, ''FUORI NOMI DEI POLITICI CHE FECERO PRESSIONE''

Pubblicazione: 21 aprile 2015 alle ore 21:28

Massimo Cialente
di

L'AQUILA - "Un quadro 'penoso', per usare il termine del pubblico ministero, che ignoravo completamente. Se ci sono stati consiglieri e assessori che hanno fatto pressione, che hanno accompagnato imprenditori interessati a fare i puntellamenti post-sisma escano fuori i nomi e cognomi. Io però non ho mai parlato di Pierluigi Tancredi con l’ex dirigente Mario Di Gregorio”.

Sono le parole del sindaco Massimo Cialente, raccolte da AbruzzoWeb, a commento delle dichiarazioni dall’ex dirigente del settore Ricostruzione Di Gregorio 21 nell'ambito dell'inchiesta Do un des, su presunte tangenti nell’affidamento degli appalti post-sisma.

“Smentisco assolutamente - afferma Cialente - di aver mai parlato di Tancredi con l'ingegner Di Gregorio che, infatti, testualmente, nella sua deposizione spontanea, afferma, a proposito di una telefonata ricevuta “credo del sindaco a me che diceva”; così come ricostruendo i fatti posso smentire che Tancredi abbia avuto incarichi nella fase in cui si avviarono i puntellamenti”.

La nomina di Tancredi, sottolinea poi Cialente, fu fatta su pressioni dell’assessore Roberto Riga che, spiega, "mi richiamava l’enorme carico di lavoro al quale una Giunta a ranghi ridottissimi non riusciva a far fronte, e riferendomi che il consigliere Tancredi s’era offerto per aiutare l’amministrazione, forte anche della sua esperienza di ex presidente del Consorzio dei Beni culturali, dopo molti tentennamenti, intorno al 14 o al 15 di giugno, se non il 16, in quella confusione l’atto da me firmato nel cortile della scuola di San Francesco non fu mai protocollato, lo incaricai esclusivamente come consigliere delegato a “'supporto e raccordo, nell’ambito di azioni tese al recupero e salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città dell’Aquila'”.

“Un grave errore politico - ammette oggi Cialente - che giustifico solo con lo stato di confusione che regnava in quei giorni e soprattutto di affanno per tutto ciò che non si riusciva a seguire e che pagai duramente, per i pesantissimi attacchi da parte di tutti i partiti e degli esponenti politici della mia maggioranza, nonché da parte di quasi 900 cittadini che, avuto il mio numero di cellulare, mi inondarono, per un’intera notte che passai insonne, di proteste e anche di insulti”.

E infatti il giorno successivo, sabato 20 giugno 2009 il consigliere Tancredi si è dimesso dall’incarico. “Chiamai Tancredi - ricorda ancora Cialente - e gli dissi: ‘Pierluì non pensavo che la città avesse un giudizio così negativo su di te. E lui si dimise”.

Cialente poi ribadisce di non ricordare “di aver mai parlato con Di Gregorio di puntellamenti, e di non aver mai usato il termine ‘smaliziato’. Gli ho solo detto di seguire le indicazioni del prefetto e vice commissario alla ricostruzione Franco Gabrielli, che, d'accordo con Ance, Cna e Confapi, aveva predisposto una lista di ditte a cui affidare i lavori”.

“Mi sembra strano - spiega Cialente - che il sindaco non venisse a sapere di queste pressioni. Io posso giurare sul mio onore, che mi sono assolutamente fidato di Mario Di Gregorio, e che tutta l'operazione fosse stata trasparente, così come deciso dal prefetto Gabrielli”.

LA NOTA DI CIALENTE

E nella nota stampa del Comune  si ripercorrono le date e i passaggi delicatissimi relativi alla gestione in regime di emergenza degli appalti dei puntellamenti.

“Abbiamo sempre avuto ben presente - scrive il sindaco - che si trattava di un percorso irto di pericoli e foriero, comunque, di pesanti polemiche e sospetti. Ce ne siamo fatti carico solo per senso di responsabilità nei confronti della Città e del suo patrimonio edilizio; uno dei tanti momenti incredibili e difficili della terribile vicenda della gestione del post sisma che non sembra mai finire”.

“Non seguii in prima persona - prosegue Cialente - per mancanza materiale di tempo, in quei giorni, la discussione che sapevo essere seguita da Gabrielli, dai vice commissario Bernardo De Bernardinis e Luciano Marchetti, dal commissario alla “messa in sicurezza, verifica dell’agibilità e demolizioni degli edifici pubblici e privati, ingegner Sergio Basti, dai presidenti delle associazioni di categoria Ance, Api Industria e successivamente Confartigianato e Confesercenti della Provincia e, per il Comune dell’Aquila, dall’ingegner Di Gregorio”.

“Il tavolo firmò tre verbali d’intesa, rispettivamente in data 16, 19 e 6 agosto 2009. Il Comune dell’Aquila, è presente in quella del 16 giugno con Di Gregorio ed il consigliere Tancredi appena delegato; dal solo Di Gregorio, in data 19 giugno; da me e da Di Gregorio in data 6 agosto - prosegue ancora - Il percorso era molto difficile. Nel verbale d’intesa, si afferma, all'articolo 1 che “tenuto conto del carattere di estrema urgenza delle opere provvisionali, da realizzare per la messa in sicurezza degli immobili del centro storico dell’Aquila, che non consente nessun ulteriore indugio, Ance e Api (Confartigianato il 19 giugno, Confesercenti il 6 Agosto) si impegnano a stilare un elenco di ditte di seria competenza a cui demandare, in via prioritaria, la realizzazione delle opere provvisionali da eseguire nel centro storico dell’Aquila”.

"Nell'articolo 2 del verbale, le parti concordavano di adottare il preziario del provveditorato alle Opere Pubbliche, delle Regioni Lazio- Abruzzo- Sardegna, ridotto del 10 per cento - elenca il sindaco - All’articolo 3, il verbale di intesa, fissava tre punti: che le ditte sarebbero state individuate attingendo agli elenchi predisposti dalle Associazioni dei Costruttori, che si sarebbe operato per isolati al fine di evitare sovrapposizioni ed interferenze tra ditte diverse sulle strade interessate dai cantieri, che l’affidamento dei lavori, vista l’estrema urgenza, sarebbe avvenuto per chiamata diretta”.

"Questo punto, al quale si era purtroppo costretti, vista l’estrema urgenza di intervenire, sin dall’inizio preoccupò gravemente sia me che la Giunta e lo stesso ing. Di Gregorio. Era complicato fare a chiamata diretta, peraltro per eseguire opere prive di un preciso computo metrico - continua - Alla fine, il centro storico dell’Aquila, fu ripartito in 160 isolati che videro lavorare oltre 80 imprese".

“Le date dei primi puntellamenti, sono le seguenti: 14 maggio (prima della firma dell’intesa ) in località Coppito, per estrema urgenza per rischio crolli in via Duca degli Abruzzi, incarico al Consorzio Stabile Tottea. tutti gli altri incarichi di puntellamento partono dal 22 giugno 2009 quando il consigliere Tancredi non aveva più alcun ruolo e si susseguono i primi quattro incarichi il 24, 25 e 26 giugno, e poi, in modo sempre più “travolgente”, a partire dal mese di luglio. Dunque, sin dal primo incarico di puntellamenti, il consigliere non aveva più nessuna delega, era un semplice consigliere capo gruppo di opposizione. L’assessore Riga, inoltre, non aveva la delega alla messa in sicurezza e alla ricostruzione privata”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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