QUELLE INFILTRAZIONI A SAN BERNARDINO:
IL PROVVEDITORE, ''SERIE, PRESTO I LAVORI''

Pubblicazione: 13 ottobre 2016 alle ore 07:40

Un timpano in preda alle infiltrazioni, nel riquadro l'insieme
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L'AQUILA - Non è uno scherzetto, il "marciume" (che tale non è, assicurano i tecnici) documentato da AbruzzoWeb sulla Basilica di San Bernardino dell'Aquila, ricostruita con 13 milioni di euro e già alle prese con infiltrazioni e distacco di intonaci dopo solo 17 mesi dalla fine dei lavori: il problema c'è e va risolto e si comincerà presto.

Lo assicura, replicando all'articolo di questo giornale, il provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti, che dopo aver letto della problematica si è recato di persona sul posto (il suo ufficio è sotto i portici, a pochi metri) e ha parlato con i suoi tecnici.

"Il fenomeno lamentato è ben noto e da tempo a questo Provveditorato - assicura - Non si tratta di semplici banali infiltrazioni, ma di una manifestazione più complessa, connessa alla lenta e difficoltosa aerazione della cupola, già per altro presente prima del sisma anche se in modo meno visibile".

Linetti annuncia che "l'Ufficio ha attivato un monitoraggio e uno studio del fenomeno con la collaborazione di esperti di livello nazionale", elencando l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) e il Centro di ricerca per lo studio dei materiali cementizi e dei leganti idraulici dell'Università di Padova.

Lo scopo di queste consulazioni è "stabilire con esattezza e in modo certo cause e rimedi".

Rispondendo ad AbruzzoWeb, il provveditore spiega che "le murature sono come una grossa spugna che ha accumulato umidità per anni e anni, ci vorranno forse 10 anni perché si asciughino".

Di qui i problemi e le infiltrazioni che riguardano il timpano di una finestra della cupola sul lato sinistro; la modanatura che separa la cupola stessa dall’arco sotto il quale si trova l’altare principale; il rinfianco di quell’arco; altre strutture verticali della cupola.

Le responsabilità potrebbero, quindi, non essere delle ditte Donati Spa ed Eme Spa che ha eseguito l'intervento. "Se ci sono difetti di lavorazione, la ditta sarà chiamata a rispondere - assicura Linetti - ma per quello che ci risulta il provveditorato non crede che sia così".

Se non verrà trovata una responsabilità certa dipendente da lavori malfatti "sarà lo Stato a occuparsi dei nuovi lavori in più, prendendo le risorse da una delibera Cipe che comprendeva anche i fondi per San Bernardino ma è molto maggiore come importo".

E dopo gli interventi già conclusi di riparazione e consolidamento della cupola e quello successivo che ha riguardato il consolidamento del corpo longitudinale della Chiesa, "cominceranno tra qualche giorno i lavori di restauro delle Cappelle", conclude dando un annuncio.



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