REDDITO DI CITTADINANZA: 19 MILA DOMANDE
IN ABRUZZO, CGIL, ''PROBLEMA SARA' FASE DUE''

Pubblicazione: 08 aprile 2019 alle ore 20:44

PESCARA - Sono 19.110 le domande per il reddito di cittadinanza presentate in Abruzzo al 5 aprile scorso, sul totale nazionale di 806.878. 

Il contributo economico, inserito con apposito decreto nella Legge di Bilancio 2019, avrà un importo massimo di 780 euro e dovrebbe essere erogato a partire dal 15 aprile.

I dati sono stati diffusi dall'Inps: del totale regionale, 15.093 domande sono state presentate alle Poste e 4.017 ai Caf. Gli uomini che hanno fatto richiesta per il reddito di cittadinanza sono 10.350, le donne 8.760.

Diverse, infatti, le procedure per la presentazione delle domande: attrverso gli sportelli postali utilizzando il modulo cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito Internet; on-line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.redditodicittadinanza.gov.it, tramite le credenziali SPID 2; presso i Centri di Assistenza Fiscale (Caf).

"La Cgil - commenta il segretario regionale Carmine Ranieri - attraverso le sue strutture ha gestito una grande parte delle domande presentate ai Caf, che hanno lavorato bene. Non ci sono state difficoltà e le richieste sono state gestite tranquillamente. Bisogna ora vedere quante di queste domande verranno accettate e ci sarà una ulteriore fase di assistenza agli utenti".

L’Inps sarà in grado di trasmettere a Poste Italiane il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte Rdc già dal 15 aprile prossimo, in anticipo rispetto a quanto originariamente programmato.

"Poi - aggiunge il segretario - partirà la fase 2 del programma, cioè la dichiarazione di disponibilità dei lavoratori che verranno presi in carico dai Centri per l'impiego e dalle agenzie. A nostro avviso ci saranno problemi, perché sarà difficile che gli utenti trovino una collocazione in un momento in cui il lavoro non c'è, ma staremo a vedere. Sarà importante dare forte rilievo alla formazione di queste persone che cercano lavoro".

A beneficiare del reddito saranno gli inoccupati, disoccupati e chi, pur avendo un reddito da lavoro, non supera la soglia di povertà stabilità dall'Istat a 780 euro netti al mese. Il limite di reddito Isee è pari a 9.360 euro.

Per quanto riguarda invece la "Pensione di cittadinanza", lo strumento parallelo al reddito che secondo il Governo alzarebbe tutte le pensioni minime a 780 euro, su tutto il territorio nazionale potrebbero essere appena 120 mila gli aventi diritto, a causa di una eccessiva richiesta di requisiti.

L’Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla Pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie, il ministro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila. Ma la realtà parla di altri numeri: nel caso che i pensionati (singoli o in coppia) abbiano la proprietà dell’abitazione, la loro soglia di reddituale annua dovrebbe essere inferiore a 7.560 euro. Ma, dati Istat alla mano, in Italia solo il 12 per cento dei pensionati non hanno la casa di proprietà.

E infatti, conclude Ranieri sono "poche le richieste per la pensione di cittadinanza che abbiamo inoltrato, perché la legge in questione prevede limiti molto rigidi". 



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