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FOCUS SUL VOTO IN PROVINCIA: CAPOLUOGO PORTA A CASA 4 CONSIGLIERI, CROLLA NUMERO RAPPRESENTANTI NELLA MARSICA E IN VALLE PELIGNA

REGIONALI L'AQUILA: IAMPIERI, DI PANGRAZIO, PIETRUCCI E GLI ALTRI ESCLUSI ECCELLENTI

Pubblicazione: 12 febbraio 2019 alle ore 12:27

L'AQUILA - Erano svariati anni che il comune dell'Aquila e il suo comprensorio non riuscivano a portare così tanti consiglieri regionali, ben quattro, a palazzo dell'Emiciclo. Va male invece per la Marsica, la Valle Peligna e Alto Sangro, dove tantissimi sono gli esclusi, con conseguente decimazione dei rappresentanti in consiglio regionale.

Questo uno dei dati eclatanti delle elezioni di domenica che in provincia dell'Aquila ha visto il centrodestra affermarsi con il 53,86 per cento, cinque punti in più della media regionale,  sul centrosinistra con il 32,16, e a seguire sul Movimento 5 stelle con il 13,33 ben al di sotto del 20,20 su base regionale. 

A L'Aquila, gli eletti sono tutti provenienti dal consiglio e dalla giunta comunale, che evidentemente, almeno per qualcuno, rappresenta un efficace trampolino di lancio per radiose carriere politiche.

Sono, nella nuova maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio presidente, l'assessore comunale all'Ambiente Emanuele Imprudente per la Lega, il vicesindaco Guido Quintino Liris per Fratelli d'Italia, il consigliere di L'Aquila futura Roberto Santangelo, eletto in Regione con Azione Politica.

Nei banchi dell'opposizione al fianco del candidato presidente Giovanni Legnini, siederà invece Americo Di Benedetto, consigliere comunale de Il Passo Possibile, ex presidente della Gran Sasso acqua, e candidato sindaco alle ultime comunali del giugno 2017.

Nella legislatura regionale, su cui cala il sipario, per non andare troppo lontano, di aquilani in consiglio c'era solo Pierpaolo Pietrucci e con lui il prima vice e poi presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, entrambi del Partito democratico quest'ultimo non eletto, ma nominato come esterno.

Dietro l'entusiasmo di chi ce l'ha fatta, c'è però l'amarezza di altri pezzi da novanta scesi in campo, tanti i consiglieri comunali e ammaestratori locali del cratere sismico, sicuri di avere tutte le carte in regola per strappare un biglietto per l'Emiciclo, e che hanno avuto oggi un brutto risveglio.

Il caso più eclatante, viste le previsioni della vigilia, proprio quella del citato Pietrucci, del presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, dell'assessore Lorenzo Berardinetti, del  presidente della Prima commissione, e nel centrodestra in primis il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri. 

Una partita quella regionale che si incastra ora con quella al comune dell'Aquila, dove il sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d'Italia, grande sponsor del neo-presidente Marsilio, senatore romano del suo stesso partito, dovrà ora mettere mano ad un delicato rimpasto di giunta, per sostituire i due assessori andati via, e disegnare nuovi equilibri in maggioranza, dopo i rimescolamenti determinati proprio dal voto regionale.

Vediamo dunque a seguire nel dettaglio, e lista per lista, chi e la fatta, chi non ce la fatta, e chi più prosaicamente è stato sonoramente "trombato".

CENTRODESTRA

Primo partito anche a L'Aquila è la Lega, con 24,06 per cento, anche se è una percentuale inferiore rispetto al dato regionale del 27,53 per cento.

Ad aver conquistato il seggio a palazzo dell'Emiciclo è così Imprudente, con la bellezza di 8.794 preferenze, risultando il più votato in assoluto dietro al pescarese Domenico Pettinari del Movimento 5 stelle, con 9.563 voti.

A sfangarla dietro di lui Simone Angelosante, sindaco della vicina Ovindoli, ed ex presidente del Parco regionale Sirente Velino, con 3.872 voti.  A bocca asciutta tutti gli altri candidati della Lega dell'area marsicana, sicuri fino a domenica sera di poter fare le valige per la Regione. 

Nulla da fare nella Lega per Antonio Morgante, ex assessore a Magliano e  Leonardo Casciere, assessore comunale di Avezzano.

Sfida al cardiopalma invece in Fratelli d'Italia, che a L'Aquila ha preso il 14,57 per cento, più del doppio della media regionale, che è del 6,48 per cento. A spuntarla come detto il vicesindaco Liris, fino a pochi mesi fa uomo di punta di Forza Italia, da cui è uscito sbattendo la porta dopo un duro scontro con il deputato Antonio Martino, commissario del coordinamento aquilano.

Niente da fare invece per Luca Ricciuti, ex consigliere comunale e poi regionale con Forza Italia, nel centrodestra di Gianni Chiodi, figlio d'arte (politica) dell'ex presidente della Regione Romeo Ricciuti, e che si è fermato a 1.699 voti. Molti, ma non sufficienti. Ricciuti è stato con forza sostenuto dal capogruppo Fdi Giorgio De Matteis e molti altri esponenti cittadini del partito di Giorgia Meloni, ma non è evidentemente bastato.

Al palo i candidati  meloniani della Marsica Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, al quale non sono bastate 4.250 preferenze, l'ex parlamentare e braccio destro di Filippo Piccone, Massimo Verrecchia, 2.432 preferenze.

Mastica amaro, in provincia dell'Aquila e nel capoluogo, Forza Italia, che ha preso il 9,12 per cento, che è anche più della media regionale dello 9,04 per cento, dato che non si è però tradotto in nemmeno uno dei tre seggi conquistati dagli azzurri.

A non farcela, per dire, l'avezzanese Emilio Iampieri, consigliere regionale uscente, nonostante i suoi 4.171 voti. E a maggior ragione, nonostante le molte preferenze, non c'è stata partita per i candidati forti aquilani: il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, 1.859 voti, e l'ex assessore al Bilancio, Anna Lisa Di Stefano, 1.097 voti.

In Forza Italia nulla da fare nemmeno per  Antonio Del Corvo, ex presidente della Provincia e consigliere di Celano. 

La grande rivelazione a L'Aquila è stata invece l'elezione di Roberto Santangelo, con 2.645 voti, e che avrà l'onore di essere il primo consigliere regionale di Azione Politica, il movimento fondato dall'imprenditore pescarese Gianluca Zelli, sempre al suo fianco in questa campagna elettorale.

Ad essere eletta con la bellezza di 5.257 voti è  stata invece il sindaco di Prezza Marianna Scoccia, della lista del centrodestra Udc-Dc-Idea. Ovvero la candidata su cui gravava il perentorio "niet" degli alleati, Lega e neopresidente della Regione Marco Marsilio in testa. In quanto moglie di Andrea Gerosolimo, consigliere  regionale di Abruzzo civico, ed ex assessore della giunta di centrosinistra di Luciano D'Alfonso, poi passato armi e bagagli all'opposizione, dopo le politiche del marzo 2018, e a seguito di un rapporto di perpetuo conflitto con la maggioranza.  

Nella conferenza stampa a Palazzo Silone, il neo presidente della Regione Marco Marsilio e anche il parlamentare Giuseppe Bellachioma, coordinatore della Lega abruzzese, incalzati dai cronisti hanno entrambi confermato quello che avevano detto chiaro e tondo all'indomani della candidatura di Scoccia "infilata" all'ultimo minuto da parte dei maggiorenti dell'Udc: la moglie di Gerosolimo non farà parte della maggioranza. Staremo a vedere. 

CENTROSINISTRA

A L'Aquila primo dato  è che il  Pd non ha eletto nessuno, nè in provincia, nè nel capoluogo, nonostante i big in campo. 

Nella Marsica è  fuori dall'Emiciclo il presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio, che ha preso 2.653 voti.

A L'Aquila nulla da fare per Pietrucci, che ha raccolto ben 4.556 voti, e al suo fianco per la direttrice dell'Unità operativa di medicina legale della Asl Avezzano- Sulmona-L'Aquila Patrizia Masciovecchio, che ha preso 2.193 voti. A sostenere con forza Pietrucci è stato anche il presidente vicario uscente Lolli, che non si è ricandidato. 

A rappresentare nel centrosinistra L'Aquila e tutta la Provincia nei banchi dell'opposizione sarà così Americo Di Benedetto, che si è candidato con la lista di Legnini, e ha portato a casa 4.041 voti, meno di quelli di Pietrucci.

A consumarsi, tra Pietrucci e Legnini è stata una sfida a distanza, che è forse il sequel di quella delle celebri primarie del centrosinistra per il candidato sindaco alle comunali del 2017. Pietrucci è stato battuto, contro le previsioni, da Di Benedetto, che poi però ha perso clamorosamente al secondo turno, anche qui a dispetto dei pronostici della vigilia, contro il centrodestra di Biondi. Niente da fare nella lista Legnini presidente nemmeno per Emanuela Iorio, l'ex assessore allo sport del centrosinistra di Massimo Cialente e ora consigliere di opposizione, con Il Passo possibile, e che ha preso 2.554 voti.

Fuori nelle altre liste anche altri pezzi da novanta, l'assessore ai lavori pubblici Lorenzo Berardinetti 3.083 voti, candidato con Abruzzo in comune Regione Facile.


Va detto però che Berardinetti  conta sul riconteggio delle schede da parte della Corte d'Appello: lo separano solo 100 voti da Sandro Mariani capogruppo del Pd, eletto a Teramo.

Non ce l'ha fatta il consigliere Maurizio Di Nicola, presidente della prima commissione Bilancio, candidato di Centro democratico- + Abruzzo, e che ha preso 1.496 voti.

Cocente delusione anche per la lista Abruzzo In Comune-Regione Facile, che nel capoluogo schierava un candidato di peso come Francesco Di Paolo, coordinatore dei comuni del cratere sismico 2009, e sindaco di Barisciano, e che ha raccolto 1.033 preferenze. Sotto le aspettative, in Abruzzo in Comune la performance di Lucia Pandolfi, ex sindaco di Montereale, parte attiva della gestione emergenza e ricostruzione di Campotostoì, che ha preso 670 voti. 

Non c'è stata partita infine per le altre liste civico politiche del centrosinistra, nessuna delle quali ha superato il 3 per cento, né ha eletto consiglieri.

Niente da fare per l'imprenditore agrituristico Alfonso D'Alfonso, (179 voti), candidato per Centristi X l'Europa; per Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli, candidato di Abruzzo Insieme- Abruzzo futuro, (1.350 voti); per Elisabetta Vicini, capogruppo Democratici Socialisti al comune dell'Aquila, candidata per Centro democratico + Abruzzo, (1.028 voti), per Fabio Ranieri, candidato di Progressisti-Liberi E Uguali, (615 voti); e infine per Lelio De Santis, ex assessore al Bilancio della giunta Cialente e capogruppo in Comune di Cambiare Insieme, (488 voti).

In valle Peligna, contava invano in una elezione con Abruzzo in Comune l'ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis, che ha preso  2.263 voti  e Fabio Pingue, consigliere di maggioranza del comune di Sulmona,  candidato con la lista di Legnini presidente che ha preso 1.360 voti, ed anche il commercialista di Sulmona Mimmo Di Bendetto, che correva per Centristi x l'Europa, fermo a 1.449 voti.

Unica soddisfazione, per le piccole liste del centrosinistra, quella di aver almeno portato un po' di fieno nel granaio di Legnini, consentendo così di avviare un percorso di rifondazione della coalizione, recuperando intanto in queste elezioni regionali prezioso terreno, dopo la batosta epocale delle politiche.

MOVIMENTO 5 STELLE

Nulla questio infine per il Movimento Cinque Stelle della candidata chietina Sara Marcozzi, che semplicemente ha deciso di non mettere in campo nemmeno un candidato aquilano.

Non è dunque un caso che nel capoluogo abbia preso un imbarazzante 9,35 per cento: meno della metà del 20,20 regionale, che a sua volta, ad essere pignoli, è la metà di quello che in Abruzzo ha preso i pentastellati nelle politiche del marzo dell'anno scorso. In provincia si è fermato invece al 12,86 per cento, eleggendo i marsicani Giorgio Fedele il con 2.875 voti e Angelo Bisegna con 1.922 voti.



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