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REGIONALI: MORGANTE (LEGA), ''BASTA SCARTOFFIE E FOLLE BUROCRAZIA PER ACCEDERE AI FONDI EUROPEI''

Pubblicazione: 08 gennaio 2019 alle ore 11:45

AVEZZANO - "Un abruzzese, per fare domanda di accesso ai fondi europei agli uffici della Regione, deve affrontare una burocrazia micidiale. In altre regioni, che infatti stanno molto più avanti nell'erogazione dei fondi rispetto all'Abruzzo fanalino di coda, tutto è informatizzate. Parte anche dal modificare alla radice questi processi il riscatto che ci impegniamo di trasformare in realtà".

A sostenerlo è Antonio Morgante, candidato della Lega nella circoscrizione della Provincia dell'Aquila alle regionali del 10 febbraio prossimo. 

Morgante, 47 anni, avvocato, sposato con due figli, è stato vice-sindaco della sua Magliano dei Marsi (L'Aquila), nonché  braccio destro del presidente della Regione di Forza Italia Gianni Chiodi, e responsabile della segreteria del commissario delegato per la Ricostruzione dopo il sisma del 2009, ovvero lo stesso Chiodi.

Da sempre attivo politicamente nel campo del centrodestra, Morgante ha aderito alla Lega nella primavera del 2018.

Priorità per lui sono le aree interne, dove vive, la profonda revisione dei piani di investimento per le infrastrutture. Di Marco Marsilio, senatore romano di Fratelli d'Italia candidato presidente di regine della Coalizione di centrodestra dice: "Lo conosco da anni, per militanza politica simile, e assicuro che frequenta e conosce molto bene l'Abruzzo, sua regione d'origine. E poi la sua scelta è opposta a quella dell'ex presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che ha interrotto il suo mandato, per andarsene a Roma. Lui rinuncerà alla comoda carica da senatore, per venire a fare il presidente di una regione difficile e problematica come l'Abruzzo". 

Antonio Morgante, da dove ripartire, come voi dite, per far risorgere l'Abruzzo?

Dalle aree interne, innanzitutto, che vivono un periodo di assoluta difficoltà dal punto di vista produttivo e sociale. Vanno poste con urgenza in essere le azioni strategiche di competenza regionale. Per quanto riguarda le risorse europee impiegate nella programmazione 2014-2020, sono pochissime:  su 1,5 miliardi, sono stati spesi solo la minima parte, siamo in coda in tutte le classifiche di spesa nazionali. La finanziaria  nazionale del governo giallo-veder,  ricordo poi, ha investito, finalmente, 500 milioni di euro per la formazione, ma in Abruzzo non sono stati ancora spese le risporse che avevamo, ed ora sarà una corsa contro il tempo".

Come è potuto avvenire, che ricetta ha la Lega per invertire il trend, e accellerare la spesa?

Sburocratizzando l'iter negli uffici regionali, innanzitutto: faccio un esempio, il privato deve presentare ben quattro copie conformi all'originaria, tutte cartacee, quando altrove l'iter è completamente informatizzato, vedi la Toscana. Poi sentendo gli imprenditori che vogliono accedere ai fondi, mi è stato a più voci spiegato che non è che ricevono dalla Regione risposte negative e o positive, non ricevono nessuna risposta, e questo è gravissimo. Vanno poi rivisti gli assi di finanziamento, per renderli più efficaci alla specificità territoriale ed economica della nostra regione: non è vero che i criteri di erogazione sono tutti pre-impostati dall'Unione europea, le regioni hanno ora potere contrattuale, possono andare Bruxelles e dire 'noi questi soldi vogliamo usarli in questo modo'. Altre regioni lo hanno fatto, e infatti sono molto più avanti nella spesa.

Tema centrale di ogni campagna elettorale oramai da decenni è la velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara- Sulmona-Avezzano-Roma...

Inevitabile che sia così: per arrivare da  Roma a Milano ci vogliono 3 ore, da Roma a Pescara ci vogliono 4 ore. La soluzione potrebbe essere che la Regione Abruzzo si faccia finalemente carico delle opere publbiche necessarie alla velocizzazione della linea ferroviaria, e lo può fare anche con la sua società di trasposto Sangritana, che ha tutti gli strumenti per farlo, ovviamente con un accordo con il governo nazionale e con Trenitalia.  

Cosa farete se andrete al governo, con il grande piano di investimenti del Masterplan per il sud?

Serve innanzitutto una due diligence, per rivedere voce per voce quali sono gli interventi utili e non utili. Le risorse non vanno disperse in investimenti poco produttivi. Faccio un esempio: noi abbiamo un'area archeologica straordinaria come Alba Fucens, il Masterplan dovrebbe investirci molto di più, oggi è sottoutilizzata e non ha adeguati servizi.  

La Lega dice "prima gli abruzzesi", ma sostiene come candidato presidente un senatore romano...

Conosco da anni Marsilio per militanza politica simile e assicuro che frequenta e conosce molto bene l'Abruzzo, sua regione d'origine. E poi la sua scelta è opposta a quella dell'ex presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che ha interrotto il suo mandato per andarsene a fare il senatore.  Marsilio al contrario poteva rimanere a Roma, con una carica ben retribuita e con responsabilità ben minori rispetto a ciò che comporta il fare il presidente di una regione problematica come l'Abruzzo. 

Ma poi, cosa significa davvero "prima gli abruzzesi"? 

Non vuol dire localismo, "prima" dei marchigiani o dei molisani: vuol dire "prima il popolo abruzzese", rispetto alle elite, il concetto è verticale, non orizzontale.

"Prima gli abruzzesi", comunque rispetto aggli immigrati, questo si può dire?

La Marsica, parlo del mio territorio, ha centri oramai da anni invasi dall'immigrazione, senza regole e senza controlli. A Luco dei Marsi e a Trasacco la sera si vedono in giro solo extracomunitari, e gli italiani sono chiusi in casa. L'immigrazione è comunque un tema di competenza nazionale, e il decreto sicurezza sta cominciando a dare risposte molto serie,  altrettanto avverrà con il decreto sulla legittima difesa. Serve accoglienza seria e adeguata ma solo per chi tra gli immigrati ha davvero bisogno e ha diritto a rimanere in Italia.  

Che giudizio dà di Sara Marcozzi, candidata presidente del Movimento 5 stelle e di Giovanni Legnini, candidato presidente del centrosinistra?

Sara Marcozzi fa parte di un partito che sta dimostrando che su alcuni temi sono confusi e spaccati al loro interno, noi pur alleati con loro dimostrammo una decisa e chiara azione di governo. Di Legnini stimo la persona, ma rappresenta comunque le elite e l'establishment.



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