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REGIONE ABRUZZO: UIL CONTRO GERARDIS PER CONTRATTAZIONE DECENTRATA

Pubblicazione: 18 maggio 2017 alle ore 21:17

L'AQUILA - Stato di agitazione, richiesta di audizione al prefetto e ancora minacce di sciopero. E’ questo il percorso di lotta che sta portando avanti la Uil funziona pubblica per difendere i diritti dei dipendenti della giunta Regione Abruzzo, oramai ai ferri corti con i vertici regionali per il  mancato pagamento di una consistente parte del premio di produzione, pari al 60 per cento, atteso da oltre 1.400 dipendenti, quello legato alla “performance organizzativa” dell’intero dipartimento, in base agli obiettivi prefissati dall’Organismo interno di valutazione a inizio anno.

Il direttore generale Cristina Gerardis risponde però per le rime e in una nota annuncia che “già dalla prossima settimana saranno riattivati i tavoli sindacali, comunque mai interrotti, per definire i necessari accordi sulla contrattazione decentrata e per discutere delle più importanti questioni organizzative”.

Nei giorni scorsi si sono tenute assemblee ed incontri con i dipendenti e manifesti sono stati affissi nelle varie sedi per informare. Al centro dello scontro i problemi per la ripartizione del fondo 2016 che sarebbe stato ostacolato dal Collegio dei revisori dei Conti.

Secondo i sindacalisti Uil Giuseppe De Angelis e Alfiero Antonio Di Giammartino, “si nutre l'intima convinzione che si voglia continuare ad operare con poca trasparenza, senza nessuna procedura definita, senza alcun coordinamento e con l’improvvisazione dei singoli dirigenti (non è dato sapere in che modo è stata effettuata la valutazione della performance organizzativa relativa a ciascun dipartimento, semmai effettuata, gli esiti connessi ed i conseguenti provvedimenti adottati, semmai adottati. Parimenti ignota rimane l'azione di monitoraggio eventualmente esercitata durante il corso di esercizio insieme con la verifica degli obiettivi, unitamente ai correttivi posti in essere per consentire la correzione della rotta gestionale”.

“Cercare di penalizzare i dipendenti del comparto non dirigenziale – prosegue la Uil nella nota - con l'utilizzo di stratagemmi non convenzionali è cosa deplorevole e profondamente ingiusta: i lavoratori del comparto non possono patire per le inadempienze altrui e subire i danni causati da mancanze istituzionali, eventualmente imputabili nei confronti di quanti ne hanno la responsabilità”.

Altro conflitto che ha innescato lo scontro e un malessere diffuso si è verificato ricordano infine la Uil “è quando la Regione Abruzzo ha ritenuto di non rispettare le decisioni assunte dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Teramo con la sentenza del 22 novembre 2016, con la quale si è condannata la Regione per attività antisindacale”, con riferimento ai trasferimenti dei dipendenti da una sede regionale all’altra, in particolare del settore agricoltura.

La Gerardis ha dunque replicato che “non è certo volontà della Regione lasciare irrisolti i temi che sono in discussione con le organizzazioni Sindacali, né penalizzare i dipendenti. Anzi, è ferma convinzione della delegazione di parte pubblica che solo attraverso un serrato confronto con i lavoratori sia possibile superare le non poche e certamente non trascurabili criticità, comuni a tutte le amministrazioni pubbliche, che derivano dai sempre più stringenti vincoli finanziari e organizzativi imposti dalla normativa statale”.

“Nell’attuale contesto – prosegue Gerardis - sono comprensibili anche prese di posizione veementi come quelle assunte dalla Uil. Non bisogna dimenticare, però, che proteste e agitazioni non possono risolvere le questioni sul tappeto, e certamente non possono superare i pareri resi dal Collegio dei Revisori chiamati a garantire la regolarità della gestione economica e finanziaria dell’Ente”.

Per la Gerardis, comunque, “va decisamente rigettata l’accusa di agire con poca trasparenza, senza procedure definite, senza coordinamento e con improvvisazione, semplicemente perché tale accusa non corrisponde ai fatti. La verifica sugli obiettivi è compiuta da un Organismo Indipendente di Valutazione, che agisce sulla scorta di ben precise norme statali e regolamentari”.

Quanto alle sentenze emesse dal Giudice del Lavoro, la Gerardis spiega, che “esse hanno avuto puntuale esecuzione come è normale che sia. Non può essere tuttavia negato il potere - dovere del direttore del Dipartimento agricoltura di organizzare le strutture poste sotto le sue dipendenze in ragione degli obiettivi da conseguire e dei compiti da assolvere”.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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