REGIONE: CONSUMO DEL SUOLO, L'ABRUZZO E' SOTTO LA MEDIA ITALIANA

Pubblicazione: 19 maggio 2015 alle ore 16:07

PESCARA - L'Abruzzo, con il 5,15 per cento di consumo totale di suolo è al di sotto del consumo medio italiano (7 per cento), mentre è al di sopra della media nazionale per il consumo di suolo effettivo, ovvero il suolo al netto delle aree naturali protette, come ad esempio parchi, fiumi, laghi e boschi. 

Lo conferma il rapporto Ispra 2015 sul consumo di suolo in Italia e in Abruzzo, diffuso dall'assessorato regionale ai Lavori pubblici. 

A livello provinciale, il consumo più elevato di suolo si registra nella provincia di Pescara, con il 5,1 per cento, seguita dalla provincia di Teramo, con il 5 per cento, Chieti, con il 4,5 per cento e infine L'Aquila, con il 2,3 per cento. 

Il consumo del suolo provoca un disturbo ecologico alle aree circostanti. Nella misurazione delle superfici del territorio, alterate direttamente o indirettamente dal consumo di suolo a livello regionale, l'Abruzzo presenta una percentuale del 42 per cento, inferiore alla media nazionale, del 54,9 per cento.

A livello comunale, la diminuzione del suolo effettivo segue poi in parte l'andamento provinciale. I comuni con maggiore diminuzione si trovano nella provincia di Pescara, i comuni con mediamente minore consumo del suolo si trovano nella provincia dell'Aquila. 

Tali dati si basano sul consumo di suolo rispetto al totale della superficie e non sul suolo effettivo. Per la provincia dell'Aquila il comune con maggiore perdita di suolo è Avezzano, con il 10,85 per cento, seguito poi da Sulmona e San Benedetto dei Marsi. Nella provincia di Chieti troviamo inoltre San Salvo, con il 27,73 per cento, San Giovanni Teatino, con il 23,73 per cento e Francavilla al Mare. Nel pescarese, il comune con maggior perdita del suolo è il capoluogo di provincia, con il 38,01 per cento, seguito da Montesilvano, con il 28,30 per cento e Cappelle sul Tavo. Nella provincia di Teramo, infine, troviamo Martinsicuro, con il 26,38 per cento, Alba Adriatica, con il 25,95 per cento e Giulianova, con il 19,15 per cento. 

La compromissione del suolo arreca danni al clima perché altera la regolazione del carbonio, impedisce, inoltre, di trattenere una buona parte delle acque di precipitazione che defluiscono a valle potenziando da un lato i fenomeni alluvionali e dall'altra la desertificazione. Sebbene la protezione ambientale rappresenti una priorità sancita da accordi internazionali e comunitari, a livello nazionale gli impegni sono stati ampiamente disattesi. Tuttavia, la crescente consapevolezza dell'importanza ambientale dei suoli e del territorio, della necessità di contrastarne il progressivo degrado, lascia sperare che nel futuro si adotteranno politiche di conservazione del suolo più efficaci.



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