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˝E' GIUSTO CHE GOVERNINO M5S E LEGA, CHE HANNO VINTO E HANNO I NUMERI
IO SONO PRONTO A VOTARE A FAVORE DEL REDDITO DI CITTADINANZA''

REGIONE: D'ALFONSO, ''RESTO PRESIDENTE
FINO ALLA CONVALIDA ELEZIONE AL SENATO''

Pubblicazione: 07 marzo 2018 alle ore 14:00

PESCARA - "In relazione alla doppia veste di presidente della Giunta regionale e di Senatore della Repubblica eletto, il dato di verità è riconducibile al dettato del costituzionalista Costantino Mortati secondo cui, affinché intervenga l'incompatibilità per il senatore eletto, c'è bisogno che lo stesso senatore venga proclamato e convalidato". 

Questa la posizione che il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, eletto al Senato, ha voluto chiarire, questa mattina, a Pescara, in Regione Abruzzo, nel corso di una conferenza stampa "convocata proprio allo scopo di sgombrare il campo da dubbi ed incertezze interpretative della legge".

Da più parti, a elezione ancora "calda", su D'Alfonso sono piovute le richieste di dimissioni immediate da  presidente regionale da parte dei i gruppi consiliari di Forza Italia e Movimento 5 stelle, al fine di andare al voto delle regionali abruzzesi in autunno, e non  a primavera 2019, a scadenza naturale del mandato. 

A chiedere le dimissioni immediate anche il "suo" assessore Donato Di Matteo, del Partito democratico, 

"La convalida degli eletti - ha spiegato D'Alfonso - è un atto dell'ordinamento che si estrinseca attraverso gli organi ausiliari del Senato. Nello specifico - ha proseguito - è un atto della Giunta per le elezioni perchè in Italia si parte dal presupposto che le elezioni siano sempre a rischio di invalidamento. A tal proposito, attenderò la convalida da parte della Giunta per le elezioni e solo da quel momento scatterà il dies a quo".

"Fino ad allora - ha ribadito D'Alfonso - svolgerò pienamente le funzioni di presidente della Regione. Dopodichè mi adeguerò a quanto prevede l'ordinamento nelle sue articolazioni regolamentari e normative". 

D'Alfonso ha, quindi, confermato che porterà avanti l'azione di Governo fino all'ultimo giorno utile. 

"Sto lavorando ad un atto di 365 pagine - ha annunciato - che, per quanto riguarda la mia esperienza di Governo, si chiama passaggio di consegne che determinerà, da parte di chi subentrerà, la presa di contezza di tutta l'attività messa in campo in questi anni di governo dell'Abruzzo. Mi riferisco, in particolare, ai 2 miliardi 750 milioni di euro di risorse che sono in procedura e che dovranno essere presi in carico anche come monitoraggio e controllo".

"Così come le attività relative alla Zona economica speciale, o quelle riguardanti il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo e lo sviluppo della rete ferroviaria regionale. Da senatore - ha concluso - cercherò di legare l'agenda nazionale a quella regionale che, sulla base dell'esperienza maturata finora, penso di conoscere meglio di chiunque altro". 

D’Alfonso ha colto l’occasione per fare le prime dichiarazioni di voto a Palazzo Madama:

“Io per esempio dichiaro che voterò a favore del reddito di cittadinanza, che costa 75 miliardi di euro l’anno. Mentre non posso votare il governo dei Cinque Stelle e dei Leghisti, voterò a favore di tutte le misure che aumenteranno i diritti dei cittadini, a cominciare dalla prima riguardante appunto il reddito di cittadinanza. La voterò tutte le volte che servirà”.

Allargando lo sguardo alla situazione nazionale, in un momento drammatico per il suo partito, D'Alfonso sostiene che  "debbano governare quelli che hanno vinto, i Cinque Stelle e i Leghisti hanno numeri e vittoria, io mi sento collocato all’opposizione dal giudizio dei cittadini”.

E aggiunge a sorpresa: "Le proposte dei Cinque Stelle e Matteo Salvini, sono anche capaci di successo. La campagna elettorale è stata molto efficace Io per esempio dichiaro che voterò a favore del reddito di cittadinanza, che costa 75 miliardi di euro l’anno. Mentre non posso votare il governo dei Cinque Stelle e dei Leghisti, voterò a favore di tutte le misure che aumenteranno i diritti dei cittadini, a cominciare dalla prima riguardante appunto il reddito di cittadinanza. La voterò tutte le volte che servirà".

 



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