MAGGIORANZA SI ALLARGA CON L'ESPONENTE DI CIVICA POPOLARE; FORZA ITALIA
''ASSESSORE BALNEARE''; CONSIGLIERE PD, ''NON INTERESSATO''

REGIONE: D'IGNAZIO NUOVO ASSESSORE,
SECONDO I RUMORS DENTRO PIETRUCCI

Pubblicazione: 09 aprile 2018 alle ore 14:30

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L'AQUILA - Giorgio D'Ignazio è un nuovo assessore della Giunta regionale, sostituirà uno tra i due dimissionari Andrea Gerosolimo di Abruzzo Civico e Donato Di Matteo di Regione Facile.

L'esponente eletto nella fila del centrodestra poi passato a Civica popolare, il movimento fondato dal ministro della Salute uscente Beatrice Lorenzin, con il quale si è presentato alle politiche del 4 marzo scorso, andrà ad allargare le fila della maggioranza.

Ma altre clamorose novità potrebbero arrivare dalle cucine di palazzo dell'Emiciclo e palazzo Silone, dove comunque l'incertezza e la confusione la fanno da padrone: altro piatto forte del rimpasto, assicura più di un rumors,  sarebbe l'ingresso in giunta di Pierpaolo Pietrucci del Partito democratico. Altro rumors vede in uscita dalla Giunta l'assessore all'Agricoltura Dino Pepe, mentre Di Matteo resterrebbe, il che significa che ad uscire sarà alla fine Gerosolimo.

Pietrucci però su facebook declina per ora l'invito, ma una chiamata alle armi per il rilancio del centrosinistra, da parte di Lolli, suo antico sodale politico potrebbe indurlo in tentazione, e anche il suo giudizio poco fiducioso nella capacità di propositività poltica potrebbe mutare. 

"Senza un progetto di ampio respiro una delega esecutiva alle aree interne rischierebbe di risultare una vuota manifestazione di potere e visibilità, che decisamente non coinciderebbe con la mia idea di politica e delega popolare", ha infatti commentato Pietrucci.

Punto fermo e ufficiale per ora è comunque l'ingresso in giunta di D'Ignazio: il decreto, firmato nel pomeriggio, è stato annunciato dal vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli nella conferenza stampa di oggi, convocata per "illustrare" la situazione politica alla luce dei nuovi assetti. Non si fa attendere la reazione di Forza Italia, che bolla il rimpasto come un modo per "tirare a campare", e D'Ignazio come un "assessore balneare", di cui si auspica a questo punto le dimissioni dall'ufficio di Presidenza, per lasciare il posto che spetta ad un altro esponente dell'opposizione. 

Il vicepresidente a cui il Partito democratico e il centrosinistra hanno affidato il compito di un patto di fine legislatura e di un rilancio della coalizione, in vista delle prossime elezioni regionali, ha spiegato che "D'Ignazio non è una sostituzione ma un allargamento e un arricchimento della maggioranza". Ha tenuto a precisare  che con Gerosolimo e Di Matteo con i quali, ha riferito Lolli "la discussione è in corso". I due assessori "pongono ragioni molto serie. Questioni di funzionamento della Giunta e programmatiche. Non sono i soli a porre queste questioni. C'è anche una componente politica importante che è Liberi e Uguali. Siccome non sono abituato a cacciare i conigli dal cappello e ritengo ragionevoli e fondate le argomentazioni di questi nostri amici e compagni - ha affermato Lolli rispondendo ai cronisti al termine dell' incontro stampa - abbiamo deciso in questi giorni di dare vita a un tavolo di approfondimento su tre temi principali: sanità, lavoro e politiche sociali. Non sarà un lavoro lungo, non dobbiamo scrivere piani quinquennali ma fare un programma breve e incisivo, di poche cose concrete, per comporre insieme un piano di fine legislatura". Una settimana, dieci giorni al massimo, ha sottolineato Lolli. "All'esito di questo lavoro - ha spiegato - vedremo come meglio distribuire deleghe e funzioni dentro la Giunta".

E alla domanda su entrate e uscite dalla Giunta, Lolli ha chiarito: "Ci sarà questo rapido approfondimento programmatico"

Su Lolli, che finora si è dedicato principalmente a seguire le crisi industriali che tormentano l'Abruzzo, ricade la responsabilità di gestire il tentativo di rilancio del Pd e della coalizione di centrosinistra dopo la batosta elettorale.

Tutto ciò mentre non è certo quando si voterà, in autunno o alla scadenza naturale nella primavera del prossimo anno, fatto legato alle tempistiche delle dimissioni del presidente della giunta, Luciano D’Alfonso, eletto senatore lo scorso 4 marzo.

Poi come detto, si dà come probabile l'ingresso in giunta di Pietrucci, e resterebbe al suo posto Di Matteo, eletto con il Pd, ora in Regione Facile, che ha la delega alle opere pubbliche e ai Parchi, e che avrebbe motivato la permanenza in Giunta al rapporto di amicizia e fiducia che lo lega a Lolli. 

Mosse con le quali il centro sinistra, uscito a pezzi dalle elezioni politiche del 4 marzo, intende ricompattarsi almeno a palazzo dell'Emiciclo, in vista della non facile traversata verso le elezioni regionali.

C’è da dire, comunque, che Lolli ha dalla sua il vero fattore di stabilità, al di là delle alchimie di giunta e delle proteste dell'opposizione che invocano il ritorno alle urne: la ben poca voglia da parte buona parte dei consiglieri regionali, compresi quelli di opposizione, di tornarsene a casa anzitempo, rinunciando ad uno stipendio di tutto rispetto.

Una schiarita di questo nebuloso cielo ci potrebbe essere martedì all’Aquila quando riprenderà l’attività del consiglio regionale dopo il lungo stop per la campagna elettorale per le politiche e per le vacanze pasquali.

Al di là delle prese di posizione di facciata, si potrebbe tirare pertanto avanti fino alla primavera 2019, e questo lo si saprà non appena il senatore D'Alfonso si dimetterà dalla non più compatibile carica di presidente della Regione. Non subito, come confermato chiaro e tondo dal diretto interessato, bensì non appena la giunta parlamentare delle elezioni ratificherà la sua nomina.

Sarà però una maggioranza fragile, visti i numeri risicatissimi: 17 voti, e non più 18, visto che il presidente senatore D’Alfonso non potrà essere sostituito, contro i 13 delle opposizioni, e che ora diventa  un 18 a 12 con D’Ignazio, eletto nel centrodestra, dovesse passato in maggioranza.

Una maggioranza che resta in ogni caso fragile:  dopo la sconfitta elettorale hanno presentato le dimissioni, tuttora "congelate", gli assessori Gerosolimo e di Di Matteo, tornati sull’Aventino assieme al consigliere di Abruzzo civico Mario Olivieri, chiedendo, e non è certo la prima volta, un deciso cambio di rotta, almeno in questi ultimi mesi di legislatura.

L'ipotesi di rimpasto dovrebbe garantire però un minimo di stabilità. Di Matteo prima di tutto tornerebbe sui suoi passi, restando in giunta, anche perché lui ha problemi personali sopratutto con D'Alfonso, con il timoniere Lolli, i rapporti sono invece decisamente migliori.

D'Ignazio garantirà intanto un voto in più alla maggioranza e uno in meno all'opposizione, togliendosi la soddisfazione di sedere in giunta, con la delega all'Agricoltura, dopo la batosta elettorale con Civica popolare, che lo ha visto candidato nel collegio di Teramo, alleato del centrosinistra, a cui si oppone invece in Regione. Almeno per ora. D'Ignazio ad Abruzzoweb ha smentito categoricamente un ingresso nell'esecutivo.

Pepe nei pochi mesi che separano alla fine della legislatura non avrebbe problemi a fare un passo indietro. E sarebbe fatto salvo anche il principio territoriale, essendo sia Pepe che D'Ignazio della provincia di Teramo.

Per Gerosolimo tornare a fare il consigliere semplice non è certo un sacrificio, ma un'opportunità per rifarsi una "verginità" politica, dopo tre anni di rapporti a dir poco conflittuali con il Pd e D'Alfonso. E potrà dunque concentrarsi nel costruire la nuova forza civica Abruzzo insieme, che a suo dire già aggrega 400 amministratori locali, battendosi con le mani libere a difesa delle sue predilette aree interne, assediate dai tagli dei presidi sanitari, dei tribunali, e di altre importanti funzioni.

Per poi ripresentarsi alle elezioni regionali decidendo se appoggiare il centrodestra o il centrosinistra, secondo la politica dei "due forni", tipica del coorentismo democristiano, poi del civismo post-partitico e da qunche settimana anche del Movimento 5 stelle.

La delega alle aree interne per Pietrucci capiterà "a fagiolo", visto che molto attivo è stato ad esempio su partite come le piste ciclabili, la legge sulle guide alpine, sulla strada Amatrice L'Aquila, le politiche dei Parchi. In giunta sarà gomito a gomito con Di Matteo, con cui ha avuto più di una occasione di screzio, ma non si può volere tutto dalla vita.

Se questo è lo scenario più probabile e percorribile, escono di scena le altre ipotesi che erano circolate, ovvero l'ingresso in giunta del presidente della terza commissione agricoltura Lorenzo Berardinetti, di Regione Facile, e del presidente della prima Commissione bilancio Maurizio Di Nicola, di Centro democratico.

PIETRUCCI: ''NON SONO INTERESSATO A POSTO IN GIUNTA''

"A fronte di ipotesi riportate da alcuni organi di informazione ci tengo a chiarire che non sono interessato a occupare un posto in Giunta da assessore in questa ultima parte di legislatura".

Questo il commento di Pietrucci alle voci che lo vogliono possibile assessore.

"Rimango convinto che il ruolo, in politica,  - spiega l'esponente del Pd - debba essere in funzione degli obiettivi e dei risultati che si vogliono conseguire per la comunità e so di potere dare un contributo più efficace e fattivo all'Aquila e alle aree interne da rappresentante in Consiglio regionale.

"Senza un progetto di ampio respiro - incalza poi Pietrucci - una delega esecutiva alle aree interne rischierebbe di risultare una vuota manifestazione di potere e visibilità, che decisamente non coinciderebbe con la mia idea di politica e delega popolare. Faccio politica per un progetto e al servizio di una comunità, e l'impegno nel corso del mio mandato ne è testimonianza: progetto e presidio per L'Aquila e le aree interne, a presiedere una Commissione "sensibile" come la Infrastrutture e Ambiente, Trasporti, su obiettivi tangibili come lo sviluppo dei collegamenti, le leggi e i finanziamenti per la montagna, la pista ciclabile, l'Abruzzo Film Commission, le strutture sportive e le Istituzioni Culturali o la sanitá solo per citarne alcuni. Anche mettermi in gioco, un anno fa, alle primarie per la candidatura a sindaco dell'Aquila rispondeva alle richieste di rappresentanza forte di un'area e di una comunità".

"La mia ambizione è solo quella di riuscire a continuare a essere utile, svolgere nella prossima consiliatura il mio ultimo mandato da consigliere regionale per fare posto a chi verrà dopo e alle nuove generazioni; ruoli esecutivi, solo se se ci sarà la possibilità di essere incisivi, innanzitutto per la comunità Aquilana e delle aree interne", conclude Pietrucci.



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