REGIONE: DI NICOLA E IL BILANCIO CHE VERRA',
''RISPETTEREMO GLI IMPEGNI E RISANEREMO''

Pubblicazione: 27 dicembre 2016 alle ore 07:27

Il Consiglio regionale nell'aula ''Spagnoli''
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L'AQUILA - "Sarà un bilancio di previsione molto rigido e responsabile e rispetteremo gli impegni volti al risanamento richiamati dalla Corte dei conti e dal Collegio dei revisori, a partire dalla scadenza di fine gennaio per il rendiconto 2014, senza fare nel frattempo spese non obbligatorie".

A ribadirlo ai microfoni di AbruzzoWeb, alla vigilia dell''approdo in Consiglio regionale della manovra finanziaria e della legge di stabilità, è il presidente della prima commissione consiliare, che si occupa proprio di bilancio, Maurizio Di Nicola, consigliere di Centro democratico.

Una manovra da 6,2 miliardi di euro dove la parte del leone la fa la spesa sanitaria e tutte le macrovoci di spesa sono in diminuzione rispetto al 2016, tranne quelle per le politiche del lavoro, l'agricoltura e la cultura. Anche se il confronto con l'altro precedente non è, in alcuni casi, agevole perché le macrovoci non collimano e sono state rimodulate.

La "rigidità" di cui parla Di Nicola, termine poco rassicurante, sinonimo spesso di "lacrime e sangue", "vacche magre" o anche "tirare la cinghia", è riferita all'accantonamento di 51,1 milioni per coprire il disavanzo pregresso: un salasso che dovrà essere ripetuto ogni anno fino al 2025. Disavanzo accumulato negli anni di ben 487 milioni di euro circa.

Di Nicola garantisce, poi, quanto sollecitato e anche con toni molto duri dalla magistratura contabile e dal collegio regionale dei revisori: stringere i tempi per i riaccertamenti contabili, ricalcolando i vecchi crediti e debiti per valutarne l'effettiva consistenza, operazione che potrebbe far lievitare ancor di più il disavanzo sul groppone dei contribuenti abruzzesi.

I revisori avevano anche dettato una precisa tempistica: entro il 31 gennaio 2017 per il rendiconto 2014, entro il 30 marzo per quello 2015, entro il 30 giugno per il 2016. Nel frattempo, ovvero fino a giugno 2017, è necessario tirare la cinghia e non effettuare alcuna spesa che non sia obbligatoria.

"Stiamo accelerando i tempi, dagli uffici della Regione perviene la notizia che, per quanto riguarda il primo riaccertamento, siamo agli sgoccioli - conferma Di Nicola - e saremo in grado di rispettare la scadenza dei 31 gennaio".

Il presidente della commissione ammette che "è un operazione non facile, dobbiamo tenere insieme le norme che ci impongono l'equilibrio di bilancio ma, al tempo stesso, non possiamo strozzare i diritti degli abruzzesi: un risanamento troppo accelerato rischia di creare sofferenze ai cittadini".

Del resto la coperta quella è, ovvero troppo corta, e già destinare 51 milioni di euro l'anno ai disavanzi accumulati nel passato significa, appunto, irrigidire il bilancio di previsione, visto che poi ci si impegna a non fare spese "non obbligatorie" prima di aver concluso i riaccertamenti.

''È un bilancio che fa scontare alcune conseguenze alla comunità degli abruzzesi - riconosce sempre Di Nicola - Ricordo, infatti, che, tra le cosiddette spese, non obbligatorie, ci sono voci importanti come per esempio i servizi sociali".

Almeno una buona notizia, assicura Di Nicola, è che, con i nuovi riaccertamenti, il disavanzo non crescerà, dunque non sarà necessario ritoccare in alto la rata annuale fissata da 51,1 milioni.

"I numeri in elaborazione ci dicono che la cifra non subirà scostamenti da quella attuale, il piano di ammortamento già ci da serenità, è stato fatto un lavoro di programmazione seria e responsabili".



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