RISCHIO TAGLI DEGLI STIPENDI ACCESSORI LEGATI ALLA PRODUTTIVITA'
SINDACATI ANNUNCIANO ACCESSO AGLI ATTI DEL NUCLEO VALUTAZIONE

REGIONE: DIRIGENTI IN RIVOLTA PER I BASSI
VOTI DELL'OIV, ''UMILIATA PROFESSIONALITA'''

Pubblicazione: 22 marzo 2017 alle ore 15:19

Palazzo Silone, sede della Giunta regionale d'Abruzzo

L'AQUILA - Dirigenti della regione Abruzzo sul piede di guerra, e pronti ad ingaggiare una singola tenzone a colpi di accessi agli atti e ricorsi. A scatenare la rabbia  le basse e ingenerose valutazioni relative all’anno 2015 da parte del Nucleo indipendente di valutazione (Oiv) chiamato a giudicare l’operato dei dirigenti regionali. 

Da quei voti in pagella dipende del resto il salario accessorio legato appunto al merito e al conseguimento degli obiettivi fissati ad inizio anno, che può arrivare a oltre 14 mila euro lordi, che si aggiunge allo stipendio tabellare annuo.

In una nota di fuoco però i sindacati della Funzione pubblica, e il Direr, il sindacato dei dirigenti, denunciano  che l’Oiv ha messo voti "appiattiti verso il basso", rispondendo a indicazioni da parte dei capodipartimenti, correi dell'ingiustizia, in base a criteri di giudizio connotati da "mancanza di oggettività, per assiomi e livellamenti e soprattutto immotivatamente, senza dare indicazioni utili al valutato sulle mancanze, né sulle modalità di miglioramento”.

Per non parlare poi del ritardo con cui sono arrivate le valutazioni: quelle del 2015 in forte ritardo, a differenza che per il restante personale, “in quanto solo pochi mesi fa è stata definitivamente conclusa la valutazione del 2014, manca ancora quella del 2016 e non si consce quando il sistema potrà essere riallineato nei tempi ordinari”.

E dunque Rita Candeloro della Cgil Funzione pubblica, Vincenzo Traniello della Cisl Fp, Pino De Angelis della Uil Fp e Silvana De Paolis della Direr, si apprestano a chiedere accesso agli atti, per valutare a loro volta l'operato dei valutatori, ovvero dell'Oiv, composto dall'emiliano Pietro Bevilacqua, docente del Formez,e consulente di decine di enti e amministrazioni pubbliche italiane, il molisano Giacomo Verde, componente del Senato accademico dell’Università del Molise e il pescarese Angelo Fingo, avvocato.

E annunciano che “i dirigenti stanno preparando le loro opposizioni e sono determinati ad andare fino in fondo per avere il giusto riconoscimento del loro merito e del lavoro fatto".

Si è ribaltato dunque lo scenario classico solo di pochi anni fa, quando a seguito delle valutazioni dell’Oiv puntualmente esplodevano le polemiche perché tutti i dirigenti venivano puntualmente, tranne rare eccezioni, valutati con il massimo dei voti.

Per l’anno 2014 ad esempio il 99 per cento dei dirigenti, giudicati più che eccellenti, hanno ottenuto  il massimo dei premi di produzione. E l’assessore Silvio Paolucci, che ha anche la delega al personale aveva più volte annunciato che il sistema dei premi a pioggia con il massimo dei voti sarebbe presto finito.

La vicenda è destinata ad inasprire il rapporto tra i dipendenti regionali e i vertici regionali. Oggetto di conflitto come già riferito da Abruzzoweb è il malcontento per la riorgaizzazione della macchina burocratica, che ha creato non pochi problemi organizzativi, vedi la vacatio di molti posizioni dirigenziali. Non solo: il Dipartimento Risorse e organizzazione dell’ente, che si occupa anche di tutte le questioni riguardanti il personale, è rimasto senza direttore, visto che il vicario Eliana Marcantonio si è dimessa, e il capo Dipartimento, Ebron D’Aristotile, attualmente fuori servizio per malattia, ha già chiesto di essere assegnato in modo esclusivo alla dirigenza del servizio Bilancio, oggi vacante. Il presidente Luciano D’Alfonso ha dunque deliberato martedi 14 marzo di coprire la vacatio, nominando a capodipartimento Risorse Fabrizio Bernardini, già dirigente del servizio Gabinetto della Presidenza.

Inoltre si polemizza negli uffici della Regione anche perchè ai dipendenti delle segreterie, compresi quelli a chiamata diretta e fiduciaria, è applicato un trattamento migliore per quanto riguarda proprio l’indennità di risultato, visto che non sono valutati dall’Oiv, ma dalla Giunta regionale, e i premi sono anche superiori rispetto ai dipendenti di pari grado.

E non a caso i dirigenti non mancano l’occasione di ricordare che “l’anno 2015 è stato un momento di grande confusione ordinamentale che ha visto la riorganizzazione interna della struttura regionale ed il conferimento dei nuovi incarichi dirigenziali senza l’ attribuzione di risorse umane e strumentali avvenuta quasi alla fine dell’anno; anche il conferimento degli obiettivi operativi per ogni struttura è avvenuto in mancanza di qualsiasi momento di confronto e condivisione”.

Ciò nonostante, si evidenzia, “nessuno si è tirato indietro dai propri compiti, facendosi carico anche delle disfunzioni e dei ritardi dovuti alla riorganizzazione in atto; molti dirigenti hanno dovuto svolgere anche incarichi ad interim, portando avanti il lavoro con sacrificio e spirito di servizio.

“All’atto della valutazione – concludono amareggiati i dirigenti - invece di vedere premiato il merito e l’abnegazione, la dirigenza si è sentita vessata e disprezzata nella professionalità, peraltro sempre riconosciuta in passato. Non c’è niente di più odioso che bluffare sulla meritocrazia, perché deprime le energie migliori".

LA NOTA COMPLETA

Sono state in questi giorni notificate ai dirigenti della Giunta Regionale le schede di valutazione dell’anno 2015. Il procedimento, a differenza che per il restante personale, è stato chiuso con un grande ritardo, basti pensare che solo pochi mesi fa è stata definitivamente conclusa la valutazione del 2014, manca ancora quella del 2016 e non si consce quando il sistema potrà essere riallineato nei tempi ordinari.

Nello specifico l’anno 2015 è stato un momento di grande confusione ordinamentale che ha visto la riorganizzazione interna della struttura regionale ed il conferimento dei nuovi incarichi dirigenziali senza l’ attribuzione di risorse umane e strumentali avvenuta quasi alla fine dell’anno; anche il conferimento degli obiettivi operativi per ogni struttura è avvenuto in mancanza di qualsiasi momento di confronto e condivisione. Ciò nonostante nessuno si è tirato indietro dai propri compiti, facendosi carico anche delle disfunzioni e dei ritardi dovuti alla riorganizzazione in atto; molti dirigenti hanno dovuto svolgere anche incarichi ad interim, portando avanti il lavoro con sacrificio e spirito di servizio.

All’atto della valutazione, invece di vedere premiato il merito e l’abnegazione, la dirigenza si è sentita vessata e disprezzata nella professionalità, peraltro sempre riconosciuta in passato.

Le valutazioni relative all’anno 2015, infatti, contengono punteggi numerici assai bassi, specie se confrontate con la media degli anni passati, che appaiono dovuti ad un diverso metro di giudizio proposto dall’OIV che ha portato i Direttori a rimodulare al ribasso le schede già in precedenza compilate. Dal verbale della Conferenza dei Direttori del 19 settembre 2016 risulterebbe suggerito, a posteriori quando già le valutazioni erano state fatte, un appiattimento dei giudizi per le competenze organizzative e gestionali di default su un punteggio di media pari a 2 su 4, senza bisogno di riscontri oggettivi o di motivazione. Non si è neanche tenuto conto delle specificità dei servizi con dei risultati che paiono attribuiti a caso.

Insomma anche per il 2015 si è proceduto ad una valutazione della dirigenza senza oggettività, per assiomi e livellamenti e soprattutto immotivatamente, senza dare indicazioni utili al valutato sulle mancanze, né sulle modalità di miglioramento.

Non c’è niente di più odioso che bluffare sulla meritocrazia, perché deprime le energie migliori.
Una pubblica amministrazione meritevole genera dipendenti meritevoli.

I dirigenti stanno preparando le loro opposizioni e sono determinati ad andare fino in fondo per avere il giusto riconoscimento del loro merito e del lavoro fatto.
Il meccanismo della valutazione può e deve diventare un modo per rendere più efficace, con il controllo dei cittadini e delle associazioni di categoria, la pubblica amministrazione ed in tal senso si sta muovendo la riforma Madia di cui al D.Lgs 124/2015, ma in Regione Abruzzo c’è ancora molta strada da fare.

 

 



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