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REGIONE: INDENNITA' EXTRA PAGATE IN
RITARDO, L'INSOFFERENZA DEI DIPENDENTI

Pubblicazione: 20 marzo 2017 alle ore 07:00

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 L'AQUILA - Nelle stesse ore in cui i lavoratori dei centri di ricerca regionali Cotir e Crab, senza stipendio da due anni, occupavano nella generale indifferenza la Commissione Vigilanza, grande sconcerto si è diffuso negli uffici della Giunta regionale d’Abruzzo, alla notizia della mancata erogazione, con lo stipendio di marzo, delle cosiddette indennità "per specifiche responsabilità".

Uno degli extra, che può andare dai 1.850 a 2.300 euro all'anno, previsto dal contratto integrativo decentrato. E che era stato quantificato in un accordo di febbraio tra Regione e sindacati della funzione pubblica.

Un motivo in più di malumore tra gli oltre 1.400 dipendenti regionali, in giorni in cui il Dipartimento Risorse e organizzazione dell’ente, che si occupa anche di tutte le questioni riguardanti il personale, è rimasto senza direttore, visto che il vicario Eliana Marcantonio si è dimessa, e il capo Dipartimento, Ebron D’Aristotile, attualmente fuori servizio per malattia, ha già chiesto di essere assegnato in modo esclusivo alla dirigenza del servizio Bilancio, oggi vacante. Il presidente Luciano D’Alfonso ha dunque deliberato martedi 14 marzo di coprire la vacatio, nominando a capodipartimento Risorse Fabrizio Bernardini, già dirigente del servizio Gabinetto della Presidenza.

Anche per questa ragione, si può supporre, è saltata l’approvazione della delibera di Giunta che doveva sbloccare le indennità. Che però, ha assicurato il direttore generale Cristina Gerardis, arriverà a stretto giro, visto che "la delibera di Giunta per il pagamento delle indennità accessorie è stata firmata il 14 marzo scorso e verrà portata all’approvazione dell’esecutivo nella prima seduta utile, quella di martedì prossimo". Le somme saranno dunque erogate male che vada a partire dalla mensilità di aprile.

La Gerardis ha poi respinto al mittente l'accusa dei sindacati secondo cui "la Regione Abruzzo è allo sbando, visto che l’alternarsi di dirigenti in servizi strategici dell’ente regione produce una serie di disservizi all’utenza e un forte disagio organizzativo ai dipendenti regionali".

Al netto delle polemiche, in cosa consiste esattamente questo extra, riservato ai soli dipendenti, non titolari di posizione organizzative?

Come viene stabilito all’articolo 8 del contratto decentrato, spetta a seguito del conferimento di compiti "non rientranti negli ordinari e consolidati compiti individuali e delle strutture interessate”.

E quali sarebbero mai questi compiti straordinari?

Ad esempio il coordinare o anche il solo partecipare a gruppi di lavoro, occupandosi di procedure "di natura complessa". O anche per l’attribuzione di compiti che prevedano dirette assunzioni di responsabilità di iniziativa e di risultato, e per "funzioni di particolare impegno professionale che comportano attività di studio, analisi, verifica e la redazione di atti e relazione non standardizzati di natura complessa".

Il generoso contratto decentrato dei dipendenti pubblici prevede anche ulteriori indennità aggiuntive relative ad "attività connotate da particolare disagio", ed anche per attività che "comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e la integrità personale". Ed addirittura un'indennità per chi maneggia valori, in primis denaro. Indennità che non comportano è bene sottolineare ore di lavoro straordinarie, il cui riconoscimento extra, oltre le 36 settimanali è già garantito da contratto nazionale. E sono cosa diversa rispetto ai premi di produzione di fine anno.

Il fatto che si è scatenato un mezzo putiferio per un ritardo non clamoroso dell'erogazione dell'indennità, la dice lunga sul clima che si respira nei palazzi della Regione.

Un altro motivo di attrito, oltre al vai e vieni dei capodipartimenti, è il trattamento ritenuto di favore da parte dei vertici politici regionali nei confronti degli staff politici, che sono stati assunti a chiamata diretta, senza nessun concorso o selezione.

Con varie delibere di Giunta, adottate senza l’intervento del Consiglio regionale, si è man mano elevato il numero massimo dei componenti degli staff, da 25 a 60.

Un paradosso, dato che nel 2014 si è quasi dimezzato il numero dei componenti di Giunta, passati da 10 appunto a 6, e dei consiglieri, da 45 a 31.

Questo personale gode, poi, di un trattamento di favore per quanto riguarda il premio di risultato, a differenza degli altri dipendenti regionali, quelli delle segreterie non vengono valutati dall’Oiv, l'Organismo indipendente di valutazione, ma direttamente dalla Giunta e dagli assessori.  E l’80 per cento del salario accessorio viene loro corrisposto mensilmente.

Infine le cifre per i dipendenti delle segreterie politiche sono più alti, a parità di categoria mansioni e valutazione massima ottenuta.

E  non è dato sapere quanto si spenda oggi per queste segreterie, visto che la somma è stata spalmata in più capitoli di bilancio.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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