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IN SUMMIT DI OGGI NUOVA VERIFICA MAGGIORANZA DOPO CRISI SALVINIANI: ESITO INCERTO E NODI DA SCIOGLIERE A PARTIRE DA RIPARTIZIONE DEI 145 POSTI. GOVERNATORE VUOLE SUA QUOTA. IN DISCUSSIONE CASO ZAVATTARO?

REGIONE: NERVI TESI NEL CENTRODESTRA NOMINE: LEGA E FI CONTRO MARSILIO E FDI

Pubblicazione: 02 settembre 2019 alle ore 23:45

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L'AQUILA - Ribaltando il senso del famoso adagio di Giulio Andreotti, in Abruzzo "il potere logora anche chi ce l'ha", per di più da appena sette mesi. 

Il centrodestra di Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, che ha vinto trionfalmente le elezioni il 10 febbraio, non ha ancora trovato il suo assetto, ed è disperatamente alla ricerca della compattezza interna e di un metodo efficace per evitare una spaccatura pericolosa visti i tentativi, vani finora, di comporre le frizioni tra i partiti, e persino una mini-crisi innescata dalla Lega.

Litigando sulla ripartizione dei posti di potere prevista dalla dura legge dello spoils system, che è in forte ritardo, visto che il ricambio della classe dirigente deve essere effettuata a sei mesi dall’insediamento. E il centrodestra ha vinto quasi sette mesi fa. 

Decisivo sarà in ogni caso, il vertice che si terrà domani pomeriggio all’Aquila. Vertice che però, ad ulteriore prova delle difficoltà della maggioranza, si doveva tenere oggi, ma rinviato all'ultimo momento, senza avvertire a tempo debito molti dei protagonisti, per di più tenuti all'oscuro degli argomenti sul tavolo. Non è ancora chiaro nemmeno chi parteciperà al vertice, se i soli i segretari di partito, oppure anche i consiglieri e assessori regionali. 

Comunque sarà un summit che si annuncia teso e potenzialmente conflittuale visto che, soprattutto dai salviniani, è considerato il secondo round del tavolo di verifica politica, dopo quello che si è tenuto il 12 agosto, chiesto a gran voce dalla Lega, azionista di maggioranza con il 27,5% preso alle elezioni e 10 consiglieri eletti, sempre più insofferenti nei confronti degli alleati, e delle loro eccessive pretese, in particolare di Fratelli d'Italia.

La Lega è "esplosa", dopo le  designazioni di inizio agosto da parte di Marsilio, dei manager della Asl provinciale di Chieti, Francesco Zavattaro, e della Asl provinciale dell'Aquila, Roberto Testa. Ancora da ratificare, ma già bollate dai salviniani come "non condivise", e come "una fuga in avanti", che hanno gettato altra benzina sul fuoco.

Lo scenario che si prefigura è quello di un'alleanza tra Lega e Forza Italia, per ridimensionare le pretese di Fdi nella nomine. 

Sul tavolo ci sarà la  richiesta di rivedere le deleghe, a favore degli assessori leghisti, e il "manuale Cencelli" stilato, spiegano nei corridoi di Palazzo Silone, su "ispirazione" di Marsilio, per ripartire oltre 145 posti in ballo in 27 enti e società partecipate o controllate dalla Regione, che putacaso, premiano oltremodo Fratelli d'Italia, grazie a quote che il governatore si sarebbe autoriservato.

Secondo l'ipotesi più accreditata, 73 posti dovrebbero andare alla Lega, 31 a Forza Italia e 26 a Fratelli d’Italia, che però appunto avrebbe in aggiunta 9 posti che potrà designare Marsilio, superando così Forza Italia, che pure alle elezioni ha preso il 9%, contro il 6,5% dei meloniani. 

E' emerso poi che la Lega avrà un pre-vertice con Marsilio, tenuto nascosto al resto della maggioranza, e anche questo dà il segno della difficoltà dei rapporti interni alla coalizione. 

A conferma della scarsa coesione della maggioranza, resta l'incognita della presenza dell'Udc, che alle regionali con il suo 2,7% ha portato in consiglio Marianna Scoccia, nome si cui si era registrato il veto poi ritirato obtorto collo, da parte della Lega, in quanto consorte dell'ex-assessore regionale del centro sinistra, Andrea Gerosolimo.  

Non è certa nemmeno la presenza di Azione Politica, 3,2% alle elezioni, rappresentata all'Emiciclo dal vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo, che però una volta eletto, ha rotto con la lista civica fondata dall'imprenditore Gianluca Zelli, che è uscita dal centrodestra, lanciando strali contro Marsilio, già in occasione della composizione della Giunta, che aveva lasciato Azione politica con un pugno di mosche in mano. 

Se alla riunione ci saranno solo i segretari di partito, Azione politica non sarà presente.   

Sul tavolo ci sarà senz'altro la partita tutta in salita delle nomine dei direttori generali delle Asl, anche in questo caso questioni da settimane ed ancora al palo. Impellente una decisione sul caso Zavattaro, ma non è sicuro che il discorso sarà affrontato.

La Lega ha contestato fin dal primo momento la nomina di Testa, preferendogli Ferdinando Romano, ex docente della D'Annunzio ed ex direttore generale dell'Agenzia sanitaria regionale abruzzese.

La nomina di Testa è per ora congelata, perché la sua investitura fa parte dello stesso procedimento amministrativo che riguarda la nomina di Zavattaro, che non ha infatti firmato l'adesione e ha chiesto alla Regione garanzie, con l’integrazione al suo contratto di una relazione tecnica, sugli obiettivi di gestione e in riferimento alle intenzioni dell'esecutivo regionale del  project financing dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

Pesa anche il fatto che alla Asl chietina, i compensi sono tra i più bassi d’Italia e questo non consentirebbe di costituire una squadra vincente con collaboratori livello.

C'è poi da occupare la poltrona pesantissima del direttore generale della Asl di Teramo, lasciata libera da Roberto Fagnano, appena nominato, proprio per questo motivo, direttore del dipartimento Salute. Va fatto poi "sloggiare", il direttore generale della Asl di Pescara Armando Macini, con l'argomento del mancato raggiungimento degli obiettivi.

Mancini ha però contestato la bocciatura presentando controdeduzioni nel tentativo di portare a termine il mandato per l’anno e mezzo che resta.

Due caselle che potrebbero essere giocate sul tavolo delle spartizioni, per placare appetiti e insoddisfazioni. 

Non e' un caso che oggi Marsilio ha gettato acqua sul fuoco, annunciando fumate bianche: "abbiamo già individuato come noto i nuovi dirigenti di due Asl e per altre due stiamo attendendo per Teramo che il dottor Fagnano prenda servizio come direttore del Dipartimento e faremo quindi il bando.

Fagnano a dire il vero non ha ancora preso servizio proprio per assicurare la continuità amministrativa e la chiusura di alcune pratiche nella Asl. Su Pescara è in corso una vicenda che tutti conoscete perché è stato contestato il mancato raggiungimento degli obiettivi al direttore generale che come prevede la norma ha presentato e prodotto le sue controdeduzioni e quindi siamo in fase di discussione di queste posizioni.

In ogni caso Mancini ha il contratto per la Direzione della azienda. Per L'Aquila e Chieti dobbiamo solo definire gli ultimi passaggi amministrativi e la prossima settimana verranno definite e formalizzate le delibere per queste due Asl, per cui per la sanità abruzzese si apre una nuova fase di rilancio e di rinnovamento".

C'è poi sul tavolo il riordino delle deleghe e la Lega anche in questo caso attacca Fratelli d'Italia: vorrebbe infatti per il suo assessore regionale all'Urbanistica e Rifiuti Nicola Campitelli, quella all’Agir, l’Autorità gestione integrata rifiuti urbani, che è ora in capo a Marsilio.

Chiede poi all'assessore al Bilancio e personale Guido Liris, Fdi e fedelissimo del Governatore, ceda la delega all'edilizia scolastica al suo assessore all’Istruzione, Lavoro e Formazione Piero Fioretti. 



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