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ASSESSORATI E DIPARTIMENTI AL LAVORO PER PORTARE POSIZIONI APICALI DA 94 A 84; SINDACATO, ''SERVE RIFORMA ORGANICA, E ACCORPAMENTI UFFICI RAZIONALI''

REGIONE: RIDUZIONE NUMERO DIRIGENTI
DIRER, ''NON COINVOLTI IN RIORGANIZZAZIONE''

Pubblicazione: 14 dicembre 2019 alle ore 07:17

L'AQUILA - "Condividiamo la necessità di riorganizzare la tecnostruttura regionale, riducendo il numero delle postazioni dirigenziali, che tanto non potranno essere riempite. Ma chiediamo sin da subito un maggiore coinvolgimento per un razionale e funzionale accorpamento".

L'appello arriva da Silvana De Paolis, segretari regionale e nazionale  del sindacato Direr-Fedirets. Rivolto all'assessore al Personale Guido Quintino Liris, e al direttore generale Barbara Morgante. Il riferimento è all'epocale riforma varata al luglio per la riorganizzazione ella tecnostruttura regionale, che ha ricalibrato le  competenze degli otto dipartimenti,  allineate con quelle di ciascun assessore. 

Nelle linee guida si stabiliscono poi regole, requisiti e procedure certe, in un vero e proprio testo unico, di poche pagine, che sostituirà la selva di norme e circolari, a cui attenersi per nominare direttore generale della Regione, i capo-dipartimenti e i vari dirigenti. 

E si stabilisce che "definita la macrostruttura, gli assessori competenti, sentiti i direttori di riferimento, propongono al presidente l’organigramma e l’organizzazione del Dipartimento". Ovvero dovranno proporre una nuova articolazione in Servizi e Uffici e individuare le rispettive attività.

Con un obbligo, scritto a chiare lettere: "va attuata una riduzione progressiva delle unità organizzative sia di livello dirigenziale (Servizi) che di livello funzionariale (Uffici)".

Il fabbisogno dei dirigenti, dovrà così passare, da 94 a 84. Anche perché, 94 è un numero meramente teorico, quello fissato nell'organigramma. Di fatto, i dirigenti in carne ossa, e in servizio,  sono 53. Con molte postazioni totalmente sguarnite, altre occupate ad interim. Con grosse difficoltà sopratutto nei cruciali dipartimenti Sanità e Agricoltura. 

Le proposte di riorganizzazione stanno per essere valutate dal presidente Marco Marsilio, e dall'assessore Liris, seguirà delibera di Giunta. E a quel punto si procederà ai concorsi, da tempo annunciati,  per una ventina di nuovi dirigenti. Tenuto conto, che come sta accadendo per i diendenti, molti dirigenti stanno approfittando della legge Quota cento, per anticipare la meritata pensione. 

Il sindacato, a questo proposito, sta trattando con il direttore generale, per riservare una quota di posti riservati nei bandi ai dipendenti interni, che intndessero partecipare. 

Il sindacato di categoria considera la riorganizzazione positiva e auspicabile perché, conviene De Paolis, "è del tutto inutile prevedere ruoli di responsabilità, che rimarranno per sempre vacanti, e che dovranno essere coperti con le pezze a colori".

Ma, questa la rimostranza, c'è modo e modo, per accorpare e riorganizzare.

"Come sindacato vorremmo avere voce anche in questa fase di studio e proposta. Il nostro timore è che ciascun dipartimento e assessore decida come un corpo a se stante, senza visione d'insieme, il timore è che sul tavolo della giunta arriverà una somma di micro ristrutturazioni slegate une dalle altre. E a quel punto i giochi potrebbero essere fatti".

Per De Paolis poi, "va considerato anche l'aspetto territoriale, ovvero in quale città e sede, dove saranno accorpati ed eliminati gli uffici. Un aspetto che ha una valenza oltre che politica anche organizzativa".

 



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