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CONSIGLIERE REGIONALE DOPO ESCLUSIONE VERTICE MAGGIORANZA, ACCUSE A D'ERAMO, ''E' LUI A PROVARE ASTIO NEI MIEI CONFRONTI; SUL MARITO GEROSOLIMO, ''ORA FA L'AVVOCATO''

REGIONE: SCOCCIA, 'CHIARIMENTO O SCONTRO UDC CON CENTRODESTRA, ANCHE NEI COMUNI'

Pubblicazione: 07 settembre 2019 alle ore 07:30

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SULMONA - "Attendiamo una risposta ben precisa dal presidente della Regione Marco Marsilio. Se non arriverà, l'Udc adotterà una linea di contrasto all'interno della maggioranza, e ci saranno conseguenze anche nelle amministrazioni locali, in cui governiamo con il centrodestra".

Tira fuori le unghie, Marianna Scoccia, consigliere regionale dell'Unione di centro, alla quale proprio non va giù l'esclusione dal vertice del 3 settembre a palazzo dell'Emiciclo, convocato per trovare una quadra tra gli alleati della maggioranza in Regione, scossa da conflitti, e per accordarsi, possibilmente senza far volare le sedie, sulla ripartizione di 145 posti di vertice in 27 enti e società partecipate o controllate dalla Regione.

Intorno al tavolo il deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, responsabile Enti locali dei salviniani, il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, di Forza Italia, Etelwaldo Sigismondi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, accompagnato dal capogruppo di Fdi in consiglio regionale, Guerino Testa.

Neanche convocato invece il coordinatore regionale dell'Udc, Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia (Chieti), a capo di un partito che alle regionali di marzo, con il suo 2,7 per cento, ha portato in consiglio il sindaco di Prezza Scoccia, premiata da ben 5.257 preferenze nel collegio dell'Aquila.

Sulla sua candidatura, si è però registrato il feroce, ma inutile veto da parte della Lega, in quanto consorte dell'ex-assessore regionale del centro-sinistra, Andrea Gerosolimo

L'esclusione dal vertice, per Scoccia, non è dunque il primo atto ostile, e di cui, ne è convinta la consigliera, ha anche un preciso artefice: Luigi D'Eramo, "suppongo per motivi personali, di cui mi sfuggono le ragioni", spiega ad Abruzzoweb, visto che, aggiunge, "con i dieci consiglieri della Lega in Consiglio ho un rapporto cordiale e fattivo". 

A poche ore dal vertice, Di Giuseppantonio e Scoccia hanno diramato un comunicato stampa di fuoco, con la richiesta di un immediato chiarimento politico, annunciando la convocazione di una direzione regionale del partito per la prossima settimana a Pescara, per un esame approfondito della situazione politica.

Interpellata da Abruzzoweb, Scoccia rincara la dose. 

"La nostra esclusione dal vertice - ribadisce - è stato un episodio molto grave, non volevamo partecipare perché interessati alle poltrone dei cda degli enti: il nodo è il rispetto e la pari dignità per il nostro partito, che ha una storia importante, ha una rilevanza nazionale, oltre ad avere una non trascurabile forza elettorale".

Significativo l'ultimo accento, sul peso elettorale: se chiarimento non ci sarà, e con esso un mutamento di rapporti, garantisce Scoccia, "ne prederemo atto, ed inevitabile ci sarà un cambio di atteggiamento da parte mia, come consigliere Udc all'interno della maggioranza. E come logica conseguenza lo stesso avverrà nei consigli comunali dove l'Udc fa parte del centrodestra".

Questo "non significa passare all'opposizione", tiene a precisare Scoccia, ma "adottare un diverso approccio restando all'interno della maggioranza". 

Specialità di famiglia, evidentemente: anche il marito Andrea Gerosolimo è stato fino all'ultimo una dolorosa spina nel fianco della maggioranza di centrosinistra di Luciano D'Alfonso, da cui è uscito assieme all'altro "ribelle" del gruppo Abruzzo civico, Mario Olivieri, solo poco prima del voto.

La maggioranza di Marsilio ha 19 voti, la minoranza 13, e il voto di Scoccia potrebbe risultare anche decisivo, dovessero acuirsi i conflitti nel centrodestra, ipotesi non affatto remota. 

Lo stesso dicasi in quelle amministrazioni comunali, vedi quella di Chieti, dove l'Udc è forza di peso. Scoccia poi torna a parlare dell'ostracismo che subito in occasione della sua candidatura, per il solo essere moglie, seppure con una sua carriera politica autonoma e distinta di un ex esponente del centrosinistra di D'Alfonso.Una ferita mai rimarginata.

"E' stato un episodio che mi ha fatto male. La prova che qualcuno ha perso di vista i principi della democrazia, e anche del rispetto umano. Ma vado avanti senza paura, quello che mi sta a cuore è portare avanti le battaglie in Consiglio, a difesa del punto nascite di Sulmona, contro la centrale Snam, solo per citarne alcune".

Scaturigine dell'ostitalità nei suoi confronti, tiene però a dire Scoccia, ha un nome e cognome, quello dell'onorevole D'Eramo, uomo forte della Lega abruzzese.

"Non capisco perché D'Eramo abbia maturato un tale astio nei miei confronti: eppure abbiamo militato entrambi in Alleanza nazionale, siamo stati entrambi assessori provinciali, lavorando insieme. Poi qualcosa è cambiato. Con lui non sono mai riuscito a confrontarmi, ma per questo non mi strappo certo i capelli". 

A non aiutare è anche il diverso posizionamento politico tra l'Udc e la Lega, perché evidenzia Scoccia, "noi siamo fortemente critici nei confronti del nuovo governo tra Movimento 5 stelle e Partito democratico, siamo una forza del centrodestra, ma assieme a Forza Italia lavoriamo per un centrodestra moderato, liberale ed europeista". Posizioni molto distanti da quelle del leghista puro e duro D'Eramo. 

Infine, domanda ineludibile, su quali siano i progetti politici del marito Andrea, uscito da marzo dai radar delle cronache.

"Non ricopre più ruoli, segue ovviamente la politica, che è la sua grande passione. Ora però è concentrato sulla sua professione di avvocato", assicura Scoccia.



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