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GIUNTA CENTRODESTRA APPROVA RIFORMA: REGOLE CERTE, PROCEDURE SNELLE E AL RIPARO DA RICORSI. MENO DIPARTIMENTI E PRECEDENZA AGLI INTERNI. LIRIS: ''NOVITA' ASSOLUTA''

REGIONE: SU SPOILS SYSTEM SI CAMBIA,
ECCO TESTO UNICO PER NOMINE DIRIGENTI

Pubblicazione: 12 giugno 2019 alle ore 07:22

L'AQUILA - Regole, requisiti e procedure certe, in un vero e proprio testo unico, di poche pagine, che sostituirà la selva di norme e circolari, a cui attenersi per nominare il direttore generale della Regione, i capo-dipartimenti e i vari dirigenti. Senza incertezze normative, e conseguente rischio di ricorsi.

Sull’attuazione del cosiddetto spoil system, da completare entro sei mesi dall’inizio della legislatura, la nuova maggioranza di centrodestra volta pagina con una riforma dei percorsi fortemente voluta dalla coalizione, in particolare dal presidente, Marco Marsilio, e dall’assessore al personale Guido Liris, entrambi di Fratelli d’Italia. Una riforma che prevede meno dipartimenti, meno dirigenti e persino meno parole nella denominazione dei vari settori. Tra i principi di scelta, la precedenza alle professionalità interne.

Il centrodestra, in sella dal 10 febbraio scorso, ha accettato il rischio di subire forti critiche, sia dall’opposizione sia da più di un esponente della maggioranza, sul ritardo nel ricambio della macchina amministrativa, pur di cambiare le regole, "per una maggiore efficienza e trasparenza", almeno queste le intenzioni.

La Giunta ha approvato nella seduta di lunedì scorso
Il Disciplinare" a cui attenersi per l’indizione dei bandi, e delle "Linee guida", che prevedono anche una semplificazione e snellimento della tecnostruttura regionale. Ora si può entrare nella fase operativa per recuperare il tempo perduto che non ha permesso alla maggioranza di entrare ancora in assetto. Anche se il centrodestra deve prima risolvere il problema dell’approvazione dei rendiconti che per ora impedisce nuovi contratti e assunzioni.

Primo passo, per il centrodestra in Regione Abruzzo in vista dello spoil system, ovvero della sostituzione di chi era stato selezionato nella precedente legislatura, con chi sarà ritenuto, oltre che all'altezza, "gradito" politicamente, e in linea con gli obiettivi della nuova maggioranza. Considerando che come ha sostenuto il capogruppo del Movimento cinque stelle in consiglio regionale, Domenico Pettinari, il centrodestra non ha nominato i suoi dirigenti di fiducia confermando molti funzionari Dalfonsiani.
Particolarmente soddisfatto l'assessore regionale con delega al Personale Guido Quintino Liris

"Una novità assoluta - commenta ad Abruzzoweb - , la Regione non aveva un Disciplinare, ci si regolava con una selva di norme, spesso incoerenti, con troppi margini di incertezza. Ringrazio tutti gli uffici che hanno collaborato. Da oggi si parla con un unico linguaggio amministrativi, chiaro e sintetico. Che ci metterà al riparo dai ricorsi, favoriti proprio dalle incertezze normative, e dalle molteplici interpretazioni possibili".

Come già più volte annunciato da Liris, si formalizza, nelle Linee guida, tra le altre cose, la ferma intenzione di ridisegnare gli ambiti di competenza dei vari Dipartimenti, e anche un loro snellimento.

La stessa mossa, insomma, che aveva compiuto ad inizio della passata legislatura, nel 2015, l'ex presidente del partito democratico, Luciano D'Alfonso, introducendo la figura del direttore generale, e operando accorpamenti e suddivisioni dei dipartimenti, con conseguente giro di valzer di deleghe e dirigenti. Riforma epocale per l'oggi senatore, ma duramente contestate dal centro destra all'opposizione e poi in campagna elettorale, per aver complicato la tecnostruttura invece di snellirla.

L'auspicio, nella nuova maggioranza, è che questa volta, per quel che riguarda nomine e bandi, vada però tutto liscio. Il primo atto, assai pesante, dello spoil system, quello per la nomina dei direttori generali della Asl aquilana e chietina, si è infatti incagliato a seguito di un ricorso legato all'esclusione degli over 65, e proprio ieri, per uscire dall'impasse, sono stati riaperti i termini per partecipare al bando.

La prima e unica nomina dentro la Regione, finora effettuata, ha poi creato forti malumori, sopratutto nella base leghista: il riferimento è ad Emanuela Grimaldi, scelta da Marsilio come direttrice del Dipartimento della presidenza della Giunta e dei rapporti con l’Europa. Grimaldi è e resta dirigente amministrativa della Asl teramana, arrivata a comando nel luglio 2018, e a cui l'ex presidente vicario, Giovanni Lolli, del Partito democratico, aveva prorogato l'incarico fino a fine legislatura. Uno spoil system, insomma per modo di dire.

Non va poi dimenticato che ancora non vengono approvati i rendiconti del bilancio del 2018, e l'inflessibile Corte dei Conti, come avvenuto l'anno scorso, vieta qualsivoglia assunzione di personale, a far data dal 30 aprile. Se non si supererà questo scoglio, lo spoil system in regione rimarrà congelato.

Entrando dunque nel dettaglio delle delibere,
nelle "Linee guida" si stabilisce che "definita la macrostruttura, gli assessori competenti, sentiti i direttori di riferimento, propongono al presidente l’organigramma e l’organizzazione del Dipartimento". Ovvero dovranno proporre una nuova articolazione in Servizi e Uffici e individuare le rispettive attività.

Con un obbligo, scritto a chiare lettere: "va attuata una riduzione progressiva delle unità organizzative sia di livello dirigenziale (Servizi) che di livello funzionariale (Uffici)".

La semplificazione riguarda anche il nome da dare ai singoli dipartimenti, che dovranno essere più brevi di quelli utilizzati oggi. Un solo esempio, oggi abbiamo : il Dipartimento Sviluppo Economico, Politiche del Lavoro, dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università.

"Per esigenze di semplificazione e comunicazione - si stabilisce dunque -, i Dipartimenti assumono denominazioni composte da una, massimo due parole, che indicano le principali funzioni svolte".

Definita l’organizzazione di tutti i dipartimenti, si procederà, tramite avviso, alla copertura dei posti da dirigente e da direttore.

A conferma che molto dovrà essere modificato rispetto alla tecnostruttura appena rimaneggiata da D'Alfonso, è il passaggio in cui si incarica il dipartimento Risorse e Organizzazione, di convocare una conferenza dei direttori, avviare un confronto con le organizzazioni sindacali, per "modificare e integrare la legge di organizzazione oramai inadeguata rispetto alla vigente normativa nazionale in materia di pubblico impiego. Le tante sopravvenienze e le stratificazioni hanno inciso sulla iniziale coerenza strutturale".

Passiamo dunque a esaminare il nuovo "Disciplinare per il conferimento degli incarichi dirigenziali della Giunta regionale", che fissa le regole per nominare il direttore generale, i capodipartimento, i dirigenti delle strutture autonome, i dirigente dei vari Servizi di cui sono composti i dipartimenti.

Primo passaggio sarà come ovvio, individuare gli incarichi di funzioni dirigenziali da ricoprire nell’ambito dei posti disponibili e indica, per ciascun incarico "la specifica professionalità richiesta in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi e dei programmi da realizzare".

Per gli incarichi di direttore generale e direttore di dipartimento è richiesto un percorso di studi, formativo e professionale dal quale emergano: "capacità di analisi, di valutazione e di programmazione in sistemi organizzativi complessi", "attitudine alla individuazione di decisioni appropriate e alla assunzione delle conseguenti responsabilità", "capacità di innovazione organizzativa; di gestione coordinata di risorse umane, strumentali e finanziarie, di gestione del cambiamento e dell’innovazione".

Potranno partecipare al bando, i dirigenti di ruolo della Giunta regionale, i dirigenti appartenenti ai ruoli di altre amministrazioni pubbliche ovvero di organi costituzionali, "previo collocamento fuori ruolo, aspettativa non retribuita, comando o analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti".

Ma anche "soggetti interni o esterni di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’amministrazione".

Purché abbiano i seguenti requisiti: "aver svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali", l'aver "conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate da almeno un quinquennio, anche presso altre amministrazioni pubbliche, in posizioni funzionali per l'accesso alla dirigenza", l'aver operato "in settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato".

Nell’esame dei candidati che parteciperanno al bando pubblico, si spiega nel Disciplinare, innanzitutto si procederà "alla valutazione delle candidature dei dirigenti di ruolo della Giunta regionale, ai fini dell'accertamento dell'esistenza nel ruolo regionale delle specifiche professionalità richieste".

Solo in un secondo momento, se non ci sarà cioè la figura richiesta nella compagine regionale, si potrà procedere alla valutazione delle candidature esterne.

Questi i requisiti richiesti "rilevanza dell'esperienza maturata nello svolgimento di funzioni e nell'esercizio di attività coerenti con la specifica professionalità richiesta", "rilevanza delle competenze e delle conoscenze, riconducibili alla specifica professionalità richiesta, con riferimento alle attività svolte e ai risultati conseguiti in precedenza", "titoli conseguiti al termine di un percorso di studio post universitario, rilasciati da istituzioni universitarie, attinenti alle professionalità richiesta", "altri titoli curriculari che qualificano le conoscenze e competenze professionali in relazione all’incarico da ricoprire".

Sono positivamente valutati, la "buona conoscenza degli strumenti informatici e delle banche dati, la "buona conoscenza di una o più lingue ufficiali dell’Unione europea".

A valutare i curriculum, una Commissione di esperti, con il compito di individuare una rosa di candidati costituita da massimo tre nominativi. Poi la scelta spetterà a Marsilio e agli assessori.



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