INCONTRO CON IL MINISTRO PADOAN PER CHIEDERE PIU' FLESSIBILITA'

RENDICONTI CHE NON TORNANO: D'ALFONSO
PROMETTE, ''A FINE AGOSTO CHIUSA PARTITA''

Pubblicazione: 21 luglio 2017 alle ore 13:15

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L'AQUILA - "Il mese di luglio non sarà neutro, il mese di agosto sarà molto efficace. Mi aspetto a fine agosto la conclusione di questo lavoro".

Lo spiega ad AbruzzoWeb il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e il lavoro che dovrà essere concluso a fine agosto è quello del riaccertamento contabile dei bilanci del 2014, del 2015 e del 2016, verificando in modo approfondito e puntale l’ammontare effettivo dei debiti e dei crediti.

L'obiettivo, non certo secondario, è di sapere finalmente con certezza su quanti soldi possa contare la Regione, e a quanto ammonti il disavanzo, in una situazione già difficilissima per l'ente, gravato da una montagna di debiti.

La promessa di D'Alfonso arriva a poche ore dall'incontro a Roma di ieri con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Sul tavolo la richiesta di flessibilità e tempi più lunghi per l’opera di risanamento a rate del pesantissimo disavanzo regionale, quantificabile sulla base del rendiconto 2012 in oltre 574 milioni di euro.

Una cifra che, tuttavia, a detta del Movimento 5 stelle, arriva già a 748 milioni di euro se si aggiungono i 174 milioni di anticipazione di liquidità non contabilizzati a disavanzo.

Lo scenario oggi in campo è quello di risanare il disavanzo  sette anni con rate da 75 milioni di euro. E questa è infatti la somma accantonata dalla Regione nell'ultimo bilancio. Un salasso che non potrà non avere effetti nefasti sulla spesa pubblica a favore dei cittadini e sugli investimenti.

Da qui il tentativo di D'Alfonso di ottenere maggiore flessibilità, ovvero di diluire in un periodo temporale più ampio il risanamento, ad esempio questa l'ipotesi più accreditata e di oprevedere rate da 30 milioni di euro per trent’anni.

Per avere il quadro esatto dei debiti sul groppone degli abruzzesi va, comunque, appunto completata la rendicontazione dei bilanci precedenti, ferma al 31 dicembre 2013. Motivo per cui, per l'ennesima volta, la sezione regionale di controllo della Corte di conti, nella relazione appena pubblicata, ha ritenuto la manovra di bilancio del 2016, "aleatorio e inaffidabile".

Ovvero "in una situazione contabile presunta, mai aggiornata nonostante i ripetuti inviti e solleciti sia dell’organo di revisione che di questa sezione, basata su avanzi presunti e mai assestati".

E infatti, a detta dei giudici contabili, il bilancio 2016 è stato chiuso "attraverso l’iscrizione di un avanzo di amministrazione del tutto presunto". E questo perche appunto mancano i 'benedetti' rendiconti.

Uno dei primi effetti di questa situazione è il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, fino a quando non abbiano adempiuto all’approvazione nel rispetto dei termini dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato.

Preso atto dell'ennesima rampogna, a stretto giro il governatore ha convocato un summit a palazzo Silone con direttori e dirigenti, a cui ha chiesto di posticipare le ferie appunto per stringere i tempi, e avere certezze sull'obiettivo di fine agosto per chiudere finalmente la partita.

A questa testata D'Alfonso ribadisce che "la Corte dei conti ha ragione, ma ha ragione anche l'attuale Regione Abruzzo. Questo è un lavoro che andava fatto negli anni passati - rimarca - e che noi siamo stati costretti a mettere in campo velocemente. La rendicontazione correttamente portata avanti faccia emergere la verità dei conti, l'assessore Silvio Paolucci sta facendo un grande lavoro che presto ci darà i risultati".

A non aver fatto i rendiconti, controllando fattura per fattura e pratica per pratica, è stata, infatti, anche la precedente amministrazione di centrodestra.

Nell’adunanza del 13 luglio scorso, il D’Alfonso, riferiscono i giudici contabili, "ha preso atto di quanto contenuto nella relazione senza sollevare obiezioni", spiegando però “le difficoltà organizzative riscontrate nell’attività di recupero del ritardo maturato nella gestione, ripromettendosi di perseguire il riallineamento delle tempistiche di approvazione dei documenti contabili". Evidenziano "l’obbligo di soddisfare la garanzia dei diritti essenziali della popolazione di riferimento".

Ovvero, non esiste solo la correttezza contabile e l'imperativo categorico della spending review, c'è anche la necessità di far fronte con la spesa pubblica alle tante esigenze della popolazione per di più in un momento di crisi.
E D'Alfonso ribadisce la sua posizione.

"Faccio riferimento a due sentenze della Corte costituzionale, a una che parla di obbligo di allineamento dei documenti contabili ed è la necessità della correttezza delle analisi contabili - dice ancora - Ma c'è anche una seconda sentenza della Corte costituzionale che stabilisce che i diritti non possono essere soppressi. Io voglio la correttezza contabile, ma voglio anche rispettare domanda di diritti fondamentali del popolo abruzzese".

Il Movimento 5 stelle chiede il commissariamento della Regione, invocando l’articolo 120, comma secondo della Costituzione Italiana chiedendo che il premier si sostituisca agli organi di Regione Abruzzo, "stante il mancato rispetto di norme e in tutela dell’unità economica".

Una richiesta davanti alla quale l’assessore Paolucci ha reagito con veeemenza, "sarebbe semplicissimo operare con la scure, ma a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini abruzzesi cui dicono tanto di tenere quelli del Movimento 5 stelle: dovremmo azzerare gli stanziamenti per il sociale e per i trasporti, con conseguenze gravissime sulla popolazione".



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