SALA CONSILIARE GREMITA PER PRESENTAZIONE LIBRO EX PREMIER, ''SALVINI CAMBIA IDEA IN BASE ALGORITMO, ERA COMUNISTA, ORA E' LA FERRAGNI DELLA POLITICA'', IN PRIMA FILA D'ALFONSO E LEGNINI

RENZI A PESCARA, 'MARSILIO INAUGURERA' OPERE FINANZIATE DAL NOSTRO MASTERPLAN'

Pubblicazione: 10 marzo 2019 alle ore 13:34

PESCARA -  "Penso che il neogovernatore Marco Marsilio, al quale con spirito istituzionale facciamo gli auguri buon lavoro, avrà molte opere pubbliche da inaugurare, tutte finanziate dal Masterplan dell'Abruzzo, quelle fatte con D'Alfonso ai miei tempi a Palazzo Chigi".

E' andato subito all'attacco, Matteo Renzi, parlamentre del Pd ed ex premier, oggi nella sala del consiglio del capoluogo adriatico, gremita all'inverosimile, per la presentazione del suo libro "Un'altra strada. Idee per l'Italia di domani".

 Renzi è arrivato assieme al senatore Pd Luciano D'Alfonso, collega di partito nonché ex presidente della Regione Abruzzo. Presenti in sala anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini e il consigliere regionale Giovanni Legnini, che è stato candidato presidente della Regione della coalizione del centrosinistra. E ancora il deputato Camillo D'Alessandro, gli ex consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli, e vari amministratori locali del Pd.

Renzi ne ha avuto anche per il centrosinistra abruzzese, sconfitto alle elezioni del 10 febbraio: "ho grande stima di Legnini, ma non si è vinto", ha affermato in un passaggio, ribadendo così la sua perplessità sulla linea politica, di cui è fautore anche il neo segretario Zingaretti, incentrata sulla coalizione larga e inclusiva.

"Quando erano in campagna elettorale - ha aggiunto a proposito di opere pubbiche Renzi - parlavano contro di noi e contro il Masterplan, adesso useranno le forbici per tagliare i nastri di delle opere pubbliche che noi abbiamo finanziato. Bene così, bene per l'Abruzzo, bene per chi crede nelle istituzioni".

E poi altre bordate: "Salvini cambia idea costantemente sulla base dell'algoritmo, in base a quello che gli dice il social network di turno. E' alla continua ricerca di follower, io dico che è una Chiara Ferragni che non ce l'ha fatta". "Salvini era comunista è diventato leghista, era contro l'Europa ora è per l'Europa - ha detto l'ex premier Pd -, tirava le uova contro i Carabinieri ora si mette le magliette della Polizia".

"Ci hanno riportato in crisi e ci hanno portato a odiare gli altri, c'è una cultura dell'odio, del migrante, del diverso che è inspiegabile se non attraverso una scommessa sulla paura, questa è la riflessione sul libro oggi".

"Questo governo, con Salvini e Di Maio, sta cercando di farci avere paura del futuro! Entrambi giocano le carte del futuro come un problema e insistono sulla preoccupazione per il domani, creando un sistema di ingegnerizzazione dell'odio che passa dai social. Per cui, se una cantante come Emma Marrone dice 'aprite i porti', sui social iniziano a massacrarla e insultarla e lei in lacrime dice 'Noi non saremo mai come voi' - prosegue il senatore Pd ed ex premier -. Ma quand'è che l'Italia ha perso la propria dignità? Siamo il Paese in cui un maestro di una scuola pubblica prende un bambino di colore, lo schiaffa davanti alla cattedra...Quando siamo diventati questa roba qua? Noi non siamo questi! Noi siamo il popolo che quando vede una cosa del genere licenzia quell'essere, uno così non ci sta nella scuola pubblica!".

"Noi possiamo perdere le elezioni, ma non la dignità!", ha poi  concluso Renzi. Al termine, mezz'ora buona per fare i selfie con in sostenitori, secondo un protollo caro al vituperato Salvini.

Renzi ne ha avuto anche per il Movimento 5 stelle e il suo cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza.

"Il 'navigator' è la santificazione dell'assistenzialismo, "Questa storia dei navigator è fantastica! E' il mezzo attraverso il quale ti do un reddito a condizione che tu abbia una sorta di guinzaglio istituzionale. Questo nasce perché c'è un testo di Casaleggio - ha proseguito Renzi - che dice che nel 2054 dedicheremo al lavoro l'1% del nostro tempo... una media che già in alcuni ministeri stanno sperimentando".

 



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