ASSENTE L'EX SINDACO CIALENTE, CITATO DAL MINISTRO: ''NON MI HANNO INVITATO''

RIAPERTA LA BASILICA DI COLLEMAGGIO, ''DA
SIMBOLO D'ABRUZZO A TUTTA LA CRISTIANITA'''

Pubblicazione: 20 dicembre 2017 alle ore 13:58

La Basilica di Collemaggio rinata
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L'AQUILA - Simbolo dell'Aquila e dell'Abruzzo, rinasce piena di luce per diventare, come merita un simbolo mondiale della Cristianità, con l'auspiscio di tutti che presto possa visitarla Papa Francesco, come già fatto dal suo predecessore, Benedetto XVI, quando era solo un cumulo di macerie.

È stata restituita oggi alla cittadinanza aquilana la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, completamente restaurata dopo i gravi crolli e i danni subiti in seguito al sisma del 6 aprile 2009, con un grande evento alla presenza, tra gli altri, del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha parlato di "atto dovuto alla città" e ha annunciato anche 2 milioni per il museo d'arte moderna Maxxi in centro, e del vice presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Una giornata fredda come la lama di un coltello, ma che ha riscaldato il cuore dei tanti aquilani accorsi a vedere la grande chiesa tornata all'antico splendore e per molte peculiarità anche migliorata rispetto a com'era prima.

Un evento seguito da AbruzzoWeb con una lunga diretta video con le interviste a tutti i protagonisti e gli interventi integrali, che è possibile rivedere in fondo a questo articolo.

In coda alla cerimonia, c'è stato anche il rientro nell'edificio sacro delle spoglie di Papa Celestino V, il pontefice che ne volle la costruzione, che a Collemaggio fu incoronato e che istituì la Perdonanza Celestiniana, il primo Giubileo della cristianità, che si celebra ogni anno nel capoluogo abruzzese.

Sull'urna di San Celestino, nella sua visita alla città terremotata il 28 aprile 2009, Papa Ratzinger aveva lasciato il suo pallio facendo presagire, secondo alcuni esperti di cose ecclesiali, la rinuncia al pontificato che sarebbe avvenuta qualche anno dopo.

I lavori di ricostruzione sono stati finanziati dal colosso petrolifero Eni, presente oggi con il direttore dei servizi e relazioni con gli stakeholder, Claudio Granata, con un investimento di 12 milioni di euro, e realizzati in due anni dall'impresa Arcas Spa di Torino.

Lavori che vennero finanziati "grazie" a un nuovo accordo dopo la scadenza di un protocollo triennale con l'Università per realizzare un centro di ricerca da 12 milioni nell'estrema periferia Ovest della città e lo stanziamento di altri 8 milioni per borse di studio.

Tra gli interventi svolti, il consolidamento strutturale con il miglioramento sismico, la ricostruzione delle parti crollate, il restauro e la ricomposizione degli elementi architettonici e degli apparati decorativi e l'adeguamento tecnologico.

Sono stati costruiti, inoltre, nuovi impianti tecnologici ed è stato installato un sistema di monitoraggio della struttura. È stato realizzato anche un impianto geotermico che alimenta il sistema di riscaldamento delle panche per i fedeli.

All'intervento sulla Basilica si aggiunge la riqualificazione dell'adiacente Parco del Sole, che sarà completata nella primavera 2018.

Da domani la Basilica, di cui è rettore don Nunzio Spinelli, sarà aperta tutti i giorni, con orario 9-12:30 e 15.30-18.

Grande attesa per la prima messa di mezzanotte nel giorno di Natale, che sarà celebrata dall'arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi.

LE REAZIONI

FRANCESCHINI: ''ATTO DOVUTO ALLA CITTA', E ORA IL MAXXI''

"È un atto dovuto ai cittadini di questa città che hanno attraversato dolori e sofferenze e che oggi vedono la rinascita del simbolo della loro identità", ha detto il ministro Franceschini.

"Sono venuto tante volte all'Aquila fin dai primi giorni dopo il sisma, naturalmente è la prima volta che entro nella Basilica restaurata ed è veramente uno splendore", ha aggiunto guardandosi intorno.

"È una bellissima storia di collaborazione pubblico-privata per finanziare i restauri - ha aggiunto - che dimostra le competenze scientifiche, eccellenza nel mondo e che ci invidiano ovunque, in tema di restauro e in questo caso anche di interventi antisismici".

Per il ministro "una bella giornata, che viene anche integrata dal fatto che questa notte alla commissione Bilancio della Camera è stato finanziato con 2 miliondi euro all'anno l'attività permamente del Maxxi L'Aquila".

La sede distaccata del Museo nazionale delle arti del XXI secolo troverà posto nel cuore del centro storico terremotato nel 2009, a palazzo Ardinghelli, ricostruito grazie a un finanziamento del governo russo di 7,2 milioni di euro.

"In questa città arriverà anche l'arte contemporanea internazionale: è un'altra delle cose dovute a questa città, ma molte altre ne dobbiamo ancora", ha concluso Franceschini.

SASSOLI: ''VENNI A FILMARE ABSIDE CROLLATA PER IL TG1, RIENTRARE E' COMMOVENTE''

"Rientrare qui è commovente, venni per il Tg1 la mattina del terremoto e feci le riprese dell'abside crollata. Fu un'impressione molto forte, immagini che colpirono tutti gli italiani, non solo gli abruzzesi".

Così il vice presidente del Parlamento europeo e giornalista David Sassoli, all'Aquila per la riapertura della Basilica di Collemaggio.

"Tornarci oggi dopo questo lavoro brevissimo, di soli due anni, con tanta intelligenza, sapienza, tecnologia che si sono messe in moto, è davvero un'operazione straordinaria", ha concluso.

GRANATA (ENI): ''ORMAI SIAMO AQUILANI, PARLEREMO CON IL COMUNE PER ALTRO''

"Parleremo con l'amministrazione comunale, vedremo se ci sono altre esigenze primarie e opere importanti che possiamo portare avanti sulla base delle nostre competenze di ingegneria e costruzioni, ormai siamo aquilani a tutti gli effetti.

Così il direttore dei servizi e relazioni con gli stakeholder dell'Eni, Claudio Granata, che ha rappresentato il gruppo all'Aquila per la riapertura di Collemaggio, su possibili nuovi impegni.

"È un bellissimo biglietto da visita, siamo riconosciuti come Eni e come italiani in giro per il mondo e la metteremo nella prima pagina di ogni libro che porteremo in giro", ha promesso.

"Non so se sia una fortuna che non si sia fatto il centro di ricerca Eni - ha risposto poi alla domanda del cronista - ma parlerei bene di quello che si è fatto, della grande opera corale realizzata con l'aiuto di tutti".

"È una grande soddisfazione, abbiamo trovato competenza, preparazione, determinazione e certezza - ha aggiunto ancora - La nostra azienda è abituata a rispettare i tempi e le comunità, fare qui un'opera di questo genere e trovare questo non è ordinario. Non esiste tecnica senza passioni e senza amministrazioni illuminate", ha concluso.

BIONDI: ''RINASCE UN PEZZO DELLA NUOVA L'AQUILA''

“Questa mattina mi sono alzato presto, più presto del solito perché - vedo i primi cittadini dei Comuni che partecipano a questa giornata, e li ringrazio per la loro presenza – i sindaci si alzano presto per affrontare tutto il carico di responsabilità che li attende”. 

Con queste parole il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha salutato i tantissimi presenti alla riapertura al pubblico, dopo il lungo restauro, della Basilica di Collemaggio, questa mattina.

“Mi sono alzato prima del solito con un’emozione addosso quasi fanciullesca, come quella che provano i ragazzini, soprattutto in questo periodo natalizio - ha proseguito Biondi - Mi sono chiesto come avrei fatto a vincere l’emozione di questa giornata. Questa non è soltanto una cerimonia per la riapertura della Basilica di Collemaggio, questo è un pezzo della rinascita della nuova città dell’Aquila. Una città in cui ormai i dolori, le lacrime,la sofferenza, fanno parte della nostra esistenza: oggi, però, è il giorno della gioia, della passione, dell’ottimismo, della fiducia”.

“La riapertura della Basilica è un momento di rinascita, spirituale, religiosa, qui è stato incoronato Papa Celestino V ed è stato celebrato il primo Giubileo della storia della Cristianità - ha sottolineato ancora il sindaco - Da qui è partito un messaggio rivoluzionario, di riscatto degli umili, dei poveri, di riconciliazione, che dobbiamo rilanciare nella sua forza e unicità: per questo chiedo il sostegno al ministro Dario Franceschini in questo sforzo collettivo che stiamo facendo per far diventare la Perdonanza Celestiniana patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco”.

“La giornata odierna rappresenta anche un momento di riscatto civile: gli aquilani e il territorio ritrovano uno dei suoi simboli identitari e Dio solo sa quanto questa comunità abbia bisogno di simboli e di luoghi attorno a quali riunirsi - ha affermato - E quindi io ringrazio tutti coloro che hanno consentito che oggi si svolgesse questa festa, naturalmente a partire dall’Eni, rappresentata da Claudio Granata, chief services & stakeholder relations officer di Eni, e quanti si sono impegnati in quest’opera. Ringrazio un figlio di questa terra, un amico dell’Aquila, che ha fatto tanto per questa città. Parlo di Gianni Letta: grazie per tutto quello che fai, per la tua attenzione, presenza e vicinanza”.

“Grazie al ministro Franceschini, che ci darà un’importante notizia, ringrazio la Soprintendenza nella figura dell’architetto Alessandra Vittorini, e tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato in questi luoghi perché ho potuto constatare - ha rimarcato il primo cittadino - quanta passione e attenzione hanno messo nella cura dei dettagli, nel restauro di ogni singola pietra di questa chiesa: oggi si dimostra a tutti che la ricostruzione di beni pubblici si può fare e fare bene, in tempi congrui”.

“Ringrazio i dipendenti del Comune che si sono impegnati sia sotto il profilo amministrativo sia in questi giorni per fare in modo che questa giornata riuscisse nel migliore dei modi, con una grande dedizione e attaccamento all’Ente di cui sono dipendenti. Naturalmente ringrazio quanti hanno effettuato delle donazioni che hanno consentito di completare il ritorno all’originale bellezza della Basilica anche se forse qualcuno non se ne è accorto ma mancano ancora alcune cose che renderanno il tutto ancora più meraviglioso, nella parte degli apparati decorativi e delle tele e per cui ancora bisogna fare trovare delle risorse”, ha aggiunto ancora.

“Concludo citando una vicenda che mi riguarda, anche se magari inusuale parlare di questioni personali: mia figlia è nata il 20 agosto 2016, quattro giorni dopo c’è stato il terremoto che ha devastato il Centro Italia e un pensiero va a quelle popolazioni che stanno ancora combattendo - ha concluso - A nove giorni dalla sua nascita ho portato qui mia figlia, perché volevo che la benedizione di Papa Celestino l’accompagnasse nella sua vita. Vorrei che la giornata odierna rappresentasse per gli aquilani quello che ha rappresentato quella giornata del 2016 per me e mia figlia: ovvero l’inizio di una nuova vita, contrassegnata dai colori unici di questa chiesa e la forza incredibile di questa città”.

D'ALFONSO E DI PANGRAZIO: ''ORA APRIRE LA PERDONANZA AL MONDO''

"Parliamo di un'opera leader, un'opera luce non solo della città e della Regione, penso sia un riferimento per l'Italia. Quest'opera restituisce agli aquilani il diritto allo stupore: ciò che appariva difficile si è realizzato e va riconosciuto merito a chi ci ha lavorato, a chi ha finanziato e anche a chi ha pregato affinché quest'opera tornasse".

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, intervenuto alla riapertura della Basilica di Collemaggio.

"Torna la certezza di un riferimento, di un'appartenenza, di una bellezza espressiva - ha aggiunto - Se a questo si compone una riflessione sulla Perdonanza che apra al mondo questa esperienza, penso che L'Aquila possa diventare una città riferimento delle fedi e della cultura nel mondo".

Per quanto riguarda il possibile spostamento del capoluogo di Regione, "una vicenda chiusa? Per quanto mi riguarda non si è mai aperta. A volte la goliardia organizza la festosità e l'irresponsabilità", ha concluso.

Per il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, la riapertura "segna il valore storico, architettonico e soprattutto religioso non dell'Aquila o dell'Abruzzo solamente ma dell'Italia intera. Una Basilica conosciuta in tutto il mondo - ha ricordato - basta guardare la facciata per identificare subito il Papa Celestino V, l'indulgenza, il dialogo tra i popoli".

PETROCCHI: ''PER L'AQUILA E PER IL MONDO; VENGA PAPA FRANCESCO''

"È una chiesa identitaria per L'Aquila intesa come comunità ecclesiale e civile, ma ha anche un'apertura sul mondo intero quindi c'è una valenza universale: qui è stata celebrata la prima Perdonanza, straordinaria idea spirituale e sociale che ha avuto Celestino V, un uomo umile, un eremita, ma un gigante".

Così l'arcivescovo metropolita dell'Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, commentando la riapertura della Basilica di Collemaggio.

Il presule non dimentica tante altre chiese che, al contrario, arrancano, come la cattedrale.

"Dentro di me ci sono due sentimenti che si affiancano, di segno diverso: da una parte il tripudio per la restituzione della Basilica, dall'altra il Duomo rimane in una fase di passaggi giuridico-tecnici che non sembrano immediatamente previ all'apertura del cantiere - ha detto - Mi auguro che questo momento di gioia acceleri anche quell'altra procedura".

Quanto alla sperata visita di Papa Francesco, cui Petrocchi la scorsa estate ha rivolto un invito forte nel corso della Perdonanza, "l'intera città a una sola voce chiama il pontefice, ci sono diverse 'note' in questo coro e una fondamentale è proprio la Basilica: queste strutture non sono mute, parlano, queste pietre fanno un discorso importante - ha concluso - Gli aquilani lo decifrano bene, bisogna che anche altri vengano qui e ascoltino questo messaggio".

LETTA: ''SOLDI ENI ERANO PERSI; MODELLO-L'AQUILA HA FUNZIONATO''

"Il finanziamento Eni per L'Aquila era già perso".

Lo ha confermato l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, oggi all'Aquila per la riapertura della Basilica di Collemaggio.

"Avevo negoziato con Scaroni i laboratori di ricerca per l'Università, per garantire il futuro ai giovani già iscritti e che dovevano continuare a iscriversi - ha spiegato - Poi ci furonotante difficoltà, una lunga trattativa con il rettore ha fatto passare 2-3 anni, alla fine l'Eni si ritirò con una lettera".

Letta ha aggiunto di essersi "precipitato da Scaroni per trovare una soluzione alternativa, spostare il finanziamento su Collemaggio. Non fu facile ma ci riuscimmo, ho portato due volte Cialente da Scaroni e abbiamo trovato uno staff tecnico straordinario che ha lavorato con rigore, competenza, professionalità ma anche con grande passione e anche in poco tempo".

Sul cosiddetto "modello-L'Aquila" di ricostruzione, "sono convinto che il tempo è galantuomo, ha dimostrato che ha funzionato qui ed è un modello universale. A distanza di qualche anno e qualche polemica di troppo abbiamo avuto ragione  e ne sono felice".

Quanto alla riapertura, per Letta "è una grandissima e straordinaria emozione rivederla perfino più bella di prima, come l'avevamo sognata, anche se sembrava impossibile".

"Ricordo la messa di Natale nel 2009, alla messa di mezzanotte tra i tralicci issati dalla Protezione civile per tenere su la volta, con il rumore della pioggia che batteva sulle lamiere messe a copertura - ha raccontato - Fu un'emozione fortissima e angosciante, struggente, ma che significava la volontà di ripresa di questa città".

"Quasi 9 anni dopo la ritroviamo meravigliosa, splendente, ed è il segno che l'auspicio di quella notte si è realizzato - ha concluso - Questo simbolo darà forza e stimolo alla città a riprendersi tutta la sua meravigliosa storia".

CIALENTE: ''ASSENTE? NON MI HANNO INVITATO; IN ITALIA NON L'HA VISTA NESSUNO''

"Come mai non ero alla riapertura della Basilica di Collemaggio? Non sono stato invitato".

Lo svela ad AbruzzoWeb l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, polemico per "la scarsa copertura mediatica a livello nazionale" che ha rilevato dell'evento.

"Ho acceso il Tg1 per vederla almeno al telegiornale, ho visto ad Arquata gli investimenti di Tod's, a Rigopiano il pizzaiolo che riapre e non ho visto Collemaggio - fa notare - È stato un evento in sordina, riservato agli aquilani, ma chi in città non la conosce?".

Per Cialente, "era l'occasione per mostrare a centinaia di migliaia di persone questa chiesa e invogliarle a vedere, e invece non è stata colta, siamo messi male".

L'ex primo cittadino si dice certo che "gli inviti siano stati gestiti dal Comune, non dall'Eni, e sulla motivazione del suo mancato coinvolgimento dice: non è la prima votla che succede, forse qualcuno mi patisce ma non è un problema mio".

"Ho letto che c'erano massimo 600 posti, così ho telefonato all'ex ad di Eni, Paolo Scaroni, e all'ex sottosegretario Gianni Letta, li ho voluti ringraziare - conclude - A Collemaggio ci andrò per conto mio, con la famiglia".

MONSIGNOR ANTONINI: ''ACCOLTI ALCUNI MIEI SUGGERIMENTI, E' BELLISSIMA''

“Collemaggio è l’esemplare abruzzese più bello di romanico gotico con apporti barocchi che adesso non ci sono più. È importantissima per l’Abruzzo”.

Così il nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, esperto di architettura religiosa, intervenuto oggi alla riapertura della Basilica.

“Avevo proposto una soluzione per il transetto diversa da quella realizzata. Un transetto continuo riapplicando una parte del soffitto seicentesco - ha svelato - Questo non è stato possibile, devo dire che questa soluzione è la migliore oltre quella mia perché non avendo rimesso la cupola e gli stucchi barocchi, allora fa sposare meglio le due parti medievali, mentre la parte centrale barocca sembrava una cesoia”.

Adesso per Antonini “questo biancore e questa semplicità legano molto bene l’abside trecentesca con le navate duecentesche dal punto vista stilistico. Apprezzo che abbiano invece recepito alcuni miei suggerimenti - ha aggiunto - come realizzare le quattro finestrelle là dov’era la cupola”.

“Ho fatto notare che la cupola aveva 4 occhialoni e occorreva luce che ora c’è”, ha rimarcato.

“Sono felice che la Soprintendenza abbia recepito, inoltre, il mio suggerimento di far terminare i bracci del transetto a timpano non a scivolo - ha concluso - quindi ha un movimento di masse molto più interessante dal punto di vista spaziale e architettonico”.

MOLINARI: ''QUELLA VISITA DI BENEDETTO XVI E LA FRASE MISTERIOSA''

"Oggi si sente parlare di una società rancorosa, Collemaggio è un invito alla riconcializaone, alla pace, alla concordia, all'amore, all'unità e alla speranza, un messaggio valido in tutto il mondo".

Così l'arcivescovo metropolita emerito dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, che ha partecipato alla riapertura della Basilica.

Sulla partecipazione ai riti cristiani, "non giudico lo stato di salute del Cristianesiomo con le statistiche, L'Aquila è come le altre città: in questa società secolarizzata non abbiamo le folle come una volta - ha ammesso - ma vedo giovani molto bravi e consapevoli. Chi viene, viene volentieri, la Chiesa deve essere lievito, anche se siamo pochi al resto ci pensa il Signore".

Molinari era in carica quando ci fu il terremoto e una ventina di giorni dopo il sisma accolse Joseph Ratzinger nelle rovine di Collemaggio.

"Papa Benedetto sentì la storia di Celestino V e della sua rinuncia al pontificato, e non ho mai capito se disse 'questo è un fatto che fa pensare' oppure 'un fatto a cui bisogna pensare': chissà se pensava già alle sue dimissioni", ha ricordato.

"Nel pieno della tragedia non potevamo preparare accoglienze trionfali, ma fu un incontro semplice, forte e sentito - ha concluso - Mi auguro che Papa Francesco che viaggia molto e sta vicino agli ultimi, possa venire anch'egli all'Aquila e ricordarsi di questa città".

IL RETTORE SPINELLI: ''CONCERTO BANDA DEI CARABINIERI E TANTI MATRIMONI''

"La Perdonanza invece che all'esterno la faremo in Basilica, nel suo centro. Fuori era anormale, qui è il suo cuore".

Così il rettore della Basilica di Collemaggio, don Nunzio Spinelli, a margine della riapertura.

"Il Papa lo speriamo tutti che venga, ma non verrà perché già a marzo andrà a San Giovanni Rotondo, la sua agenda è piena", ha aggiunto.

"Già ho delle prenotazioni di concerti, due dall'Aquila, e poi vi dico in anteprima che verrà la Banda dei Carabinieri - ha svelato - Stiamo stabilendo le date ma entro aprile ci sarà".

Infine i matrimoni, "non vi dico il numero ma si sono prenotate molte persone", ha concluso.

AUTORITA' CON IL NASO ALL'INSU', ''UNA BOCCATA DI OSSIGENO''

Autorità, religiosi e fedeli, tutti con il naso all’insù a rimirare la Basilica di Collemaggio rinata, una “boccata d’ossigeno”, come ha detto il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli.

“È un’emozione indescrivibile per un aquilano che qui da bambino è venuto tante volte - ha aggiunto - è talmente bella, meravigliosa e unica, un pezzo della nostra vita e della nostra storia”.

“Guardiamo ancora ai problemi da risolvere, ma ogni tanto qualche problema risolto ci ridà fiato”, ha concluso.

“La giornata più che bella che ricordo qui è nel 2011, quando mi sono sposato - ha ricordato il vice sindaco dell’Aquila, Guido Liris - C’erano il plexiglas, le navate chiuse, i pilastri cerchiati e protetti dai sostegni”.

“Il 6 aprile vedevamo il cielo scoperto sopra l’abside oggi abbiamo ricostruito tutto, significa ricostruire l'identità del nostro popolo. La giornata di oggi - ha rimarcato - è uno spartiacque che ci deve suggerire la strada”.

Per Paola Inverardi, rettrice dell’Università aquilana che dopo 3 anni di impasse perse i 20 milioni dell’Eni poi in parte reinvestiti a Collemaggio, “un po' di rammarico c'è, sarebbero state risorse importanti, erano 20 milioni di euro di investimenti in zone importanti, comunque sono state dirottate secondo me in modo opportuno qui sopra e noi comunque stiamo costruendo anche tante alternative”.

L’ex commissario per la ricostruzione ed ex presidente della Regione, oggi consigliere d’opposizione, Gianni Chiodi, ha ammesso come sia “passato tanto tempo ma quei momenti restano scolpiti nella memoria. Ce ne sono altri che mi piacerebbe un giorno trasferire - ha aggiunto - Ogni volta che rientro qui dentro o vedo che si completa qualche opera iniziata nel mio periodo è una soddisfazione molto forte, vedi che il tuo impegno è servito a qualcosa”.

Per Chiodi “il modello-L’Aquila si è dimostrato quello più efficiente ed efficace in Italia, se si fa una comparazione quello attuale, che non è nulla rispetto all’Aquila in termini dimensionali, sconta molte più difficoltà di quelle che abbiamo affrontate e risolte noi, secondo me brillantemente”.



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