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RICCARDO, BELLO D'ABRUZZO: ''L'AQUILA MI HA CONQUISTATO''

Pubblicazione: 24 novembre 2011 alle ore 08:07

Riccardo Iannuzzi
di

L'AQUILA - Riccardo Iannuzzi, 25 anni, 1 metro e 86 per 79 chili (taglia 48), moro, occhi nocciola, sin da quando aveva 18 anni fa il modello per prestigiosi e noti marchi della moda italiana e per di più sta studiando all'Università dell'Aquila Medicina e Chirurgia, ma per chiunque volesse farci un pensierino ci tiene a precisare "sono felicemente fidanzato con Carolina, una ragazza di Roma che studia biologia".

Non manca niente a questo talentuoso e bel ragazzo nato a Roma ma che da sette anni si è lasciato adottare dal capoluogo abruzzese e soprattutto conquistare, "L'Aquila mi ha dato molto, forse troppo, i primi anni uscivo sempre con gli amici e gli esami andavano un po' a rilento. Venivo da Roma una città caotica: L'Aquila era tutta un'altra realtà. Adesso ho recuperato con gli studi", racconta Riccardo ad AbruzzoWeb.
 
Riccardo ha lavorato per noti marchi di moda e ha partecipato anche a spot televisivi e programmi di moda sulla Rai, ma fare il modello è un "hobby: dovrò lasciarlo quando entrerò in una scuola di specializzazione", spiega Riccardo che vorrebbe fare l'ortopedico o il chirurgo estetico.
 
Riccardo, quando hai cominciato a fare il modello?
 
Avevo 18 anni e andavo in quinto liceo. Casualmente una mia cara amica che faceva la modella da quando aveva 15 anni, mi chiese di accompagnarla alla sua agenzia. Entrai con lei, il proprietario mi chiese se avevo mai lavorato nella moda e mi propose di entrare nell'agenzia senza troppi impegni. Da allora non ho mai smesso di lavorare.
 
Che genere di modello sei? Sfilate, servizi fotografici o pubblicità?
 
Ho fatto un po' di tutto. Il mio target da quando ho cominciato è rimasto più o meno lo stesso. Ho fatto molti servizi redazionali per marche romane, ma non solo. Ho partecipato anche a molte fiere della moda. Ad esempio sono sei anni che faccio il Pitti Uomo di Firenze, è sicuramente uno degli eventi di moda più importanti in Italia, sono 4-5 giorni di sfilate, showroom e si guadagna bene.
 
Oltre al Pitti Uomo?
 
Beh, ho fatto tante cose. Servizi fotografici e sfilate per Armani, Energy, Valentino, Biblos, Levi's, Navarra. Ho sfilato molte volte per Osvaldo Testa che è uno stilista romano molto conosciuto. Ho fatto due cataloghi per Eredi Pisanò di Roma, due showroom per Puma e uno per Sephora che è un marchio di profumi e cosmetici. Anche una sfilata per Renato Balestra, e una per Diadora e un'altra ancora per Puma. Poi ho fatto due volte il fitting per Valentino a Piazza di Spagna, nel 2006.
 
Fitting? Per chi non è del campo, puoi spiegare in cosa consiste?
 
Praticamente durante la creazione della collezione chiamano modelli in carne ed ossa per l'adattamento delle misure e delle forme degli abiti. Come un manichino vivente. Fare il fitting e le sfilate sono due cose ben diverse. Per il fitting devi stare sul posto per tutto il tempo della collezione. Prima stavo a Roma e potevo farlo adesso non più.
 
Un curriculum lunghissimo e tutti marchi noti. Hai anche fatto lavori, sfilate o spot per la televisione?
 
Sì. Tra quelli che ricordo: una sfilata in Tv per Laura Biagiotti, una per Biblos, per Energy e Navarra, tutte sulla Rai. Invece per Mediaset l'anno scorso ho fatto lo spot dell'intimo Ragno e poi una pubblicità per Gaudì. Su Sky una pubblicità per l'Oréal, prodotti per i capelli.
 
Hai lavorato anche all'estero?
 
Alcuni servizi redazionali che ho fatto sono stati pubblicati in riviste della Spagna, del Giappone e della Francia. 
 
Come funziona, sei dovuto andare in questi Paesi?
 
Ovviamente no. Vengono e fanno il servizio in Italia, poi lo pubblicano all'estero. Ma sai esattamente dove saranno pubblicate le tue foto.
 
Adesso vivi all'Aquila. Ti è mai capitato di lavorare in Abruzzo?
 
All'Aquila mai, ovviamente se me lo proponessero, lo farei. La mia agenzia è di Roma, la maggior parte dei lavori li faccio tra la capitale e Milano. In Abruzzo ho lavorato soltanto a Chieti per Sixty, una marca che comprende anche l’Energy. Per loro ho lavorato tre- quattro volte. Ho fatto dei look book che sono sfilate interne all'azienda per mostrare le collezioni agli azionisti e agli investitori.
 
Lavori tantissimo. Per mantenerti così in forma fai molto sport segui un regime alimentare particolare?
 
In realtà sto attento a cosa mangio per motivi inerenti allo sport. Gioco a calcio e faccio la box. L'inverno amo tantissimo sciare e da quando sono qui con le piste vicine scio ancora di più, studi permettendo. Mangio più o meno carboidrati in funzione dello sport, non per un fattore estetico.
 
Sei uno sportivo. Altri hobby?
 
Nuoto, tantissimo. Ascolto parecchia musica ma non ho un genere preferito. Il tempo libero dopo lo studio, cerco di dedicarlo allo sport. Mi ritaglio almeno un'oretta per andare in palestra o a giocare a calcio. Poi mi piace viaggiare...
 
Paesi che hai visitato...
 
Sono stato in Kenya l'estate scorsa. Sono stato anche in Thailandia, Egitto, Sud Africa e poi ovviamente in varie mete europee.
 
Quindi per te la moda è un hobby, ma lo fai anche per guadagnare qualcosa? Per i tuoi viaggi?
 
Sì, sono un fuori sede è utile mettersi da parte qualcosa. Faccio il modello semplicemente per una questione economica. Mi ha fatto comodo e continua a farmi comodo.
 
Nella tua vita ovviamente non vuoi fare il modello...
 
Assolutamente no. Spero di laurearmi a breve in Medicina e Chirurgia. Sono indeciso tra le specializzazioni in ortopedia e chirurgia estetica. Ma fin dal primo anno ho sempre avuto una propensione per la chirurgia: farò qualcosa in questo campo.
 
Hai mai rinunciato a un esame per la moda?
 
Mai. Se c'era una coincidenza di date ho sempre messo in primo piano gli studi. Gli esami di medicina ti impongono un metodo e una tempistica precisi, non ci si può permettere di saltare un esame già studiato.
 
Hai intenzione di continuare con questa doppia vita, medico e modello, anche in futuro?
 
Non sarà conciliabile. Questo hobby avrà fine non appena rientrerò in una scuola di specializzazione.
 
Hai vissuto il terremoto? Eri all'Aquila il 6 aprile?
 
Sì, stavo nella mia casa in affitto a Pettino (L'Aquila). C'era anche Carolina con cui stavo da un mese appena. Il 6 mattina addirittura avevo un esame. La casa è stata classificata "B" e dopo qualche mese è stata di nuovo agibile.
 
Come hai vissuto il trauma? Molti studenti hanno cambiato città tu perché sei rimasto?
 
Il primo anno è stato psicologicamente pesante, molto più che per altri miei colleghi studenti. L'Aquila mi ha subito conquistato. Io vengo da Roma che è una città caotica, qui uscivo sempre. Con il terremoto, il cambiamento è stato drastico, per tutti gli aquilani e per chi come me ha preso L'Aquila come città adottiva. Cambia tutta la tua quotidianità e tutto quello che avevi conquistato.
 
Ma sei rimasto...
 
Ero al quarto anno di medicina. Molti miei colleghi sono andati via. Era una condizione ottima per cambiare università, al quarto anno gli esami di base sono conclusi. Ma non mi sono sentito di abbandonarla, mi sembrava un po' come di tradirla, era da vigliacchi: non mi serviva più e la abbandonavo. Sembrerà un po' sentimentale ma è andata così.
 
Hai impegni a breve termine, qualche sfilata?
 
No, in questo lavoro ti chiamano anche solo uno o due giorni prima, i tempi sono brevi. Sicuramente farò il Pitti Uomo invernale, dove presenteranno la collezione estiva. Al PItti ho sfilato per Pepe jeans, Cotton Belt e Broosfield per quattro anni di seguito.
 
Puoi raccontare ai lettori di questo giornale un episodio buffo della tua carriera da modello?
 
Nel 2007 o 2008, non ricordo bene l'anno, a Taormina ho partecipato a La kore, Oscar della moda, che è andata in onda su Rai1. 
 
Un altro lavoro per la televisione...
 
Sì, mi sembra sia stata l'ultima edizione del programma. Quattro giorni di sfilate nel bellissimo scenario del Teatro di Taormina. Eravamo soltanto quattro modelli e invece c'erano ben 40 modelle. Mi sono divertito tantissimo. Da dove ci vestivamo alla passerella, era lontano, c'era un corridoio scuro dove dovevamo cambiarci d'abito molto velocemente. Un secondo prima di entrare in passerella e andare in onda, alla ragazza davanti a me le si sfila la gonna. Io mi piego per aiutarla e mi accorgo di avere due scarpe di colori diversi: una marrone e una verde. Ci siamo morti dalle risate mentre gli stilisti invece erano preoccupatissimi, si giocavano la credibilità. Sono riuscito a cambiarmi all'ultimo istante e tutto è andato per il meglio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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