RICERCATORI INTECS: FORSE SOLUZIONE SPACE ECONOMY
''ABBIAMO BISOGNO DI AZIONI IMMEDIATE E CONCRETE''

Pubblicazione: 18 aprile 2018 alle ore 11:58

Il sindaco Biondi con i lavoratori Intecs
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L'AQUILA - Dal progetto Space economy potrebbe arrivare una soluzione per i ricercatori della Intecs dell'Aquila, ultimo presido dell'ex Polo elettronico, licenziati senza preavviso a gennaio del 2019 e che a oggi, non hanno ancora ricevuto il completo trattamento di fine rapporto.

Lo ha detto, ad AbruzzoWeb, Elvira Simona De Sanctis, segretario della Fiom Cgil dell'Aquila a margine dell'incontro con i ricercatori davanti gli uffici della Regione Abruzzo in via Leonardo da Vinci, dove da 100 giorni è stato posizionato un camper di "protesta".

"Il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ci ha assicurato durante un recente incontro - ha spiegato la sindacalista - che si sta lavorando con degli investimenti importanti nell'ambito del progetto Space economy, per cercare di riassorbire i ricercatori della Intecs dell'Aquila con nuovi posti lavoro".

Lo Space Economy è una strategia finalizzata alla ricerca, all'innovazione e allo sviluppo di livello internazionale, voluta dalla Regione Abruzzo.

"L'obiettivo del Piano è quello di definire le linee strategiche e di equo intervento, in grado di consentire all'Italia di trasformare il settore spaziale nazionale in uno dei motori propulsori della nuova crescita del Paese", aveva spiegato il vice presidente Lolli durante una conferenza stampa di presentazione del progetto.

È stato anche firmato un accordo due anni fa, per il recupero delle professionalità.

Intanto, gli ex lavoratori della Intecs da mesi si danno il turno per mantenere viva l'attenzione sul problema, sono tutti ricercatori qualificati e specializzati, laureati in ingegneria ed informatica e sono senza lavoro da mesi, in attesa di notizie per il loro tfr e la disoccupazione.

"Sono quasi 4 mesi che prosegue questa lotta pacifica e giusta - ha aggiunto la De Sanctis - abbiamo saputo da Lolli di questo progetto regionale di Space economy. Dovrebbe creare nuovi posti di lavoto nel territorio che rientrerebbero nell'ambito delle competenze di queste persone che da mesi, aspettano di sapere tra le altre cose, quando verrà pagato il restante Tfr dall'azienda".

Lavoratori che sono rimasti a casa, dopo quasi trent'anni di servizio. Oggi i licenziati sono circa 70, già nel 2012, con i primi tagli, furono lasciati a casa in 160.

L'azienda nel 2011 rilevò il laboratorio di ricerca e sviluppo dalla Compel, che pochi anni prima l'aveva acquistato dalla Siemens.

"Il problema - ha ricordato la sindacalista - non è solo il mancato versamento del Tfr, ma anche la Naspi che non è stata versata. Alcuni di loro si sono organizzati legalmente. Aspettiamo l'esito degli incontri di cui ha parlato il vice presidente della Regione, per capire se ci sono dei margini reali di riassorbimento nel mondo del lavoro. Dietro queste persone ci sono delle famiglie che aspettano risposte, vorrebbero avere delle certezze in più".

All'incontro ha partecipato il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, per portare la sua solidarietà ai lavoratori.

"Insieme alla Regione percorreremo tutte le strade possibile per risolvere un problema così importante - ha commentato il sindaco - convocherò inoltre a breve i neo perlamentari eletti per il pacchetto con le proposte per la città e tra queste ci sarà il dossier sulla Intecs. Lo Space economy potrebbe essere un'ottima eventualità, se fosse questa la soluzione, sarebbe davvero ben accetta".

"È mancata la politica, intervenuta in parte soltanto prima delle ultime elezioni nazionali, a manifestare un fugace interesse, tanto tardivo quanto inefficace ed effimero", si legge in una nota scritta dagli ex lavoratori.

"Eppure, quello aquilano è un territorio particolarmente sofferente che ha bisogno di conforto istituzionale e di azioni immediate e concrete. Anche il distretto tecnologico della multinazionale cinese Zte, inaugurato a febbraio e presentato in pompa magna in convegni e simposi, non ha ridato alcuna speranza in quanto, al momento, il tanto atteso avvio della sperimentazione nazionale sulla nuova tecnologia 5G, che la città ha accolto come la manna, è di fatto trasparente e distante dal territorio e nessun nuovo posto di lavoro è previsto, nemmeno per i giovani neolaureati".

Il futuro dei ricercatori licenziati dunque si profila sempre più incerto, eppure le loro competenze professionali sono considerate adeguate alle esigenze del mercato tecnologico, come ad esempio, quello della Space Economy, considerato "strategico" dalla Regione Abruzzo che, nell'ambito di un programma nazionale, lo sta sostenendo con dei finanziamenti.



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