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RICOSTRUIRE DOV'ERA E MEGLIO DI COM'ERA
A ROCCA DI CAMBIO TRA LEGNO E CLASSE ''A''

Pubblicazione: 06 luglio 2014 alle ore 10:24

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L'AQUILA - Ricostruire dov’era, ma meglio di com’era. Non è un vuoto slogan, nel cratere sismico aquilano può in molti casi significare ricostruire abitazioni distrutte dal terremoto del 2009, con la massima sicurezza sismica, in classe energetica 'A', osando l’utilizzo di materiali meno tradizionali, nel regno della pietra, come il legno, ma con grande attenzione all’armonia gli stilemi tradizionali.

Il tutto realizzato entro il budget dei 1.200 euro al metro quadrato concessi dallo Stato per la ricostruzione delle case non di pregio classificate E.

Un esempio concreto è rappresentato da due edifici in via ultimazione nel Comune di Rocca di Cambio, in provincia dell’Aquila. Realizzato dal Consorzio L’Aquila 2009, l'intervento è già stato censito dal Polo di innovazione per l' edilizia sostenibile, come una buona pratica da valorizzare e replicare.

"Abbiamo la possibilità di costruire qui nel cratere sismico - conferma Paolo Tella, delegato del Polo per L'Aquila  al microfono di AbruzzoWeb - una filiera virtuosa anche per l'edilizia in legno, non solo per quanto riguarda i materiali,  ma anche la progettazione e l'innovazione, grazie alla rete che abbiamo creato con le università e i centri di ricerca".

I dettagli del'initervento edilizio in oggetto ce li spiega invece il progettista Marco Morante, dello studio Laqarchitettura.

“Ci siamo trovati di fronte la necessità di abbattere ricostruire una palazzina azina degli anni Sessanta gravemente danneggiata dal sisma e, in accordo con gli inquilini, abbiamo per prima cosa deciso di ridistribuire il carico, su due nuovi edifici più piccoli, allo stesso costo e senza ulteriore consumo di suolo”, racconta.

Materia prima adottata è come accennato quella del legno con "sistema blockhouse", ovvero le travi e le pareti sono "ad incastro", e permettono di realizzare una struttura solidissima a e completamente autoportante, con un abbattimento dei costi e dei tempi di realizzazione, centrando senza eccessivi costi l’obiettivo del massimo risparmio energetico, visto che la densità del legno limita la dispersione del calore circa 7 volte in più rispetto il calcestruzzo.

“Grazie alla coibentazione garantita dalle pareti di legno oltre che i doppi vetri e gli impianti a pavimento - assicura l’architetto - permetteranno di minimizzare in consumo e la dispersione termica, e dunque garantiranno risparmi notevoli, nell’ordine delle migliaia di euro nei prossimi anni per il costo del riscaldamento. Che sull’altopiano delle Rocche, oltre i 1.000 metri di altitudine, con inverni lunghi e moto freddi, non è certo un fattore di secondaria importanza”.

L’abitazione inoltre produrrà energia elettrica con gli impianti fotovoltaici montati sui tetti, non è stato inserito il solare termico, in quanto ritenuta più economica la pompa di calore.

Osserva però Morante che “le travi di legno, le pareti prefabbricate le abbiamo dovute comprare in Trentino Alto Adige. Gli operai che sono venuti a portarceli, utilizzavano scarpe, abiti e attrezzature prodotte anch’esse nel Nord Italia. Ho fatto allora una riflessione - sostiene - noi in Abruzzo abbiamo un cantiere enorme che darà lavoro per i prossimi dieci anni, e non possiamo non creare una filiera corta delle materie prime e della ricostruzione post-sismica".

"Anche noi potremmo produrre legname da edilizia con le nostre foreste, e a impatto ambientale minimo, creando tanti preziosi posti di lavoro”, evidenzia il tecnico.

“La tecnologia del legno - prosegue poi - si può ben inserire anche nella trama urbana ed estetica dei nostri paesi, dove la materia prima preponderante è la pietra. Molte strutture in pietra non sono state però capaci di reggere l’urto del sisma, dunque questo ci autorizza a sviluppare dalle tecnologie costruttive innovative, senza perdere il contatto con la tradizione locale e il cotesto storico e architettonico".

Gli edifici che stiamo per esempio completando - conclude l’architetto - non hanno nulla a che vedere con la discutibile estetica tirolese delle case vacanza che hanno invano nei passati decenni l’altopiano delle Rocche. A riprova che con il legno si può creare, e in parte riscoprire, una tecnica edilizia e un’estetica autenticamente appenninica”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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