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RICOSTRUZIONE 2009: DA MARZO CHIUDONO UFFICI PRATICHE FUORI CRATERE

Pubblicazione: 23 febbraio 2017 alle ore 19:52

Lanfranco Chiola

CUGNOLI - "Il 1° marzo 2017 gli uffici territoriali per la ricostruzione cosiddetti di frontiera dei Comuni fuori cratere delle diverse aree omogenee chiuderanno e, quindi, si interromperanno tutte le attività tecnico-amministrative delle pratiche di richiesta di contributo per gli immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009".

A denunciarlo, in una nota, è il sindaco del Comune di Cugnoli (Pescara), Lanfranco Chiola, coordinatore dell'Area Omogenea numero 5, che spiega come a restare esclusi saranno 75 territori delle Province di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila in regime di convenzione con gli uffici.

"Dal mese di giugno 2016 i comuni sede degli Utr di frontiera, Cugnoli (Pescara), Goriano Sicoli (L'Aquila), Montorio al Vomano (Teramo) e Navelli (L'Aquila) non hanno ricevuto alcun rimborso per il pagamento del corrispettivo dei 23 consulenti che quotidianamente si occupano dell’istruttoria dei progetti per la ricostruzione post-sisma, degli atti contabili e dell’effettuazione dei sopralluoghi previsti dalle relative ordinanze", spiega.

"I Comuni stanno anticipando con proprie risorse, però la situazione non è ulteriormente sostenibile per il rispetto e la salvaguardia dei vincoli di bilancio - allarma Chiola - La normativa in vigore non dà alcuna certezza sulle risorse destinate ai Comuni fuori cratere”.

Secondo l'amministratore, "se non interverranno modifiche migliorative in tal senso si fermeranno tutte le attività effettuate dai professionisti incaricati dell’istruttoria delle pratiche post-sisma 2009, tutti i Sal e tutte le procedure in essere".

Secondo i dati forniti da Chiola, resteranno bloccate tutte le 1.062 pratiche dei comuni convenzionati depositate presso gli Utr per un importo di 265 milioni di euro, mentre le pratiche evase dagli Utr sono 245 per 57 milioni.

Si stima che il costo complessivo della ricostruzione dei fuori cratere sia pari a 680 milioni di euro con un totale di immobili inagibili pari a 3.800 e 1.384 agibilità ripristinate.

"Il tavolo di coordinamento delle aree omogenee ha interloquito in maniera continuativa e pressante con il governo, senza però avere avuto risposte e riscontro in merito - prosegue ancora - I sindaci si sentono abbandonati e lanciano un forte grido d’allarme alle istituzioni competenti sul futuro della ricostruzione post-sisma 2009 e sulle gravi ripercussioni che l’interruzione della stessa creerà sicuramente sull’intero territorio della regione Abruzzo".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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