ALCUNI HANNO SVELATO AI PROPRIETARI CHE I COLLEGHI SCELTI SONO INDAGATI

RICOSTRUZIONE 2009: DITTE SI DENUNCIANO
TRA LORO PER RIDURRE LA CONCORRENZA

Pubblicazione: 19 aprile 2017 alle ore 06:52

L’AQUILA - Imprese denunciano imprese all’Aquila in una “guerra” senza esclusione di colpi, dove ogni mezzo è buono per accaparrarsi lavori di ricostruzione privata post-terremoto 2009, anche sottoporre all’azione della magistratura presunte beghe dei propri concorrenti.

È una dinamica rilevata dagli stessi addetti ai lavori che si sta scatenando sempre più soprattutto in tempi recenti, quando gran parte delle commesse più ghiotte è stata già assegnata e le ditte mettono in campo sforzi anche per andare ad assicurarsi nuove commesse anche di importi meno rilevanti.

Sono già noti alcuni casi in cui costruttori di fama hanno fatto scrivere da un avvocato ai proprietari di edifici di pregio, invitandoli a scegliere loro e abbandonare le aziende già nominate dall’assemblea perché i titolari sono indagati e, quindi, violano le norme.‬

Le battaglie legali tra imprese, a dirla tutta, ci sono sempre state, anche prima del sisma di otto anni fa e della ricostruzione finanziata dallo Stato, ma erano più che altro sommerse.

Adesso la “guerra” sta venendo allo scoperto, trasferendosi dall’ambiente degli spifferi a quello delle carte bollate, e inevitabilmente nell’opinione pubblica, tanto che la eco è giunta fino ad AbruzzoWeb.

Questa dinamica si incastra a perfezione con una carenza del sistema della ricostruzione già evidenziata in passato da questo giornale.

Per chi rileva presunti illeciti o irregolarità in qualsiasi punto della filiera che porta a cominciare dei lavori da qualche parte, infatti, l’unica chance di far valere le proprie ragioni è appunto rivolgersi alla magistratura ordinaria.

Con la consapevolezza, tuttavia, che dall’apertura di un’inchiesta fino all’approdo a una sentenza di un giudice si potrebbe arrivare in tempi troppo lunghi e con costi non sostenibili.

Più volte addetti ai lavori hanno sottolineato l’assenza, lamentandone la necessità, di una sorta di “stanza di compensazione”, un organo di controllo super partes a cui rivolgersi per ottenere in tempi rapidi un parere, un intervento correttivo, in caso di contenziosi, e che disinneschi la necessità di rivolgersi ai tribunali.

Oggi, infatti, a prescindere dal più che legittimo ricorso alla magistratura inquirente, non sono previsti supporti e organi di consulenza che aiutino cittadini e imprese in via preventiva a vigilare sulla correttezza dell’operato di altre ditte, dei tecnici o dei presidenti di consorzio e amministratori di condominio.

Tanto il cittadino scrupoloso quanto l’imprenditore “interessato”, che tengano al rispetto delle regole nella ricostruzione privata o vogliano semplicemente “fare fuori” un concorrente, per segnalare dubbi o abusi non hanno altra possibilità che rivolgersi alla giustizia ordinaria, con costi e tempi che, però, spesso sono da soli un potente dissuasore. (alb.or. - b.s.)



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