RICOSTRUZIONE: 24 PERSONE IN MENO DA OGGI
NEGLI UTR, STOP PER PRATICHE FUORI CRATERE

Pubblicazione: 01 marzo 2017 alle ore 07:00

Una veduta di Collepietro, comune fuori cratere
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L'AQUILA - Da oggi restano a casa i 24 dipendenti che negli Uffici territoriali della ricostruzione (Utr) istruivano le pratiche relative ai comuni, 75 in tutto, rimasti fuori dal cratere del 2009, ma che hanno comunque riportato danni aventi nesso di causalità con il terremoto del 6 aprile: secondo una stima 680 milioni di euro di lavori per 3.800 immobili danneggiati.

"Non c'è più la copertura finanziaria per pagarli e le promesse del sottosegretario Paola De Micheli, che l'anno scorso si fece carico di trovare le risorse e aveva annunciato che per quest'anno sarebbe avvenuta la stessa cosa attraverso il decreto Milleproroghe, sono svanite a causa della crisi del governo Renzi", spiega Paolo Federico, sindaco di Navelli (L'Aquila) e componente del tavolo di coordinamento delle cosiddette aree omogenee.

Risorse umane essenziali senza le quali le pratiche rischiano di subire un repentino stop, già molto indietro se si considera che, secondo il monitoraggio pubblicato dall'Usrc (Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere), sono meno della metà quelle approvate dall'Utr di Castel del Monte (L'Aquila), il 36,5 per cento quelle approvate dall'Utr di Caporciano, il 28,97 dall'Utr di Goriano Sicoli, e appena l'8,21 per cento da quello di Bussi sul Tirino, che ha una sede distaccata a Cugnoli (Pescara), e il 5,30 per cento da quello di Rocca di Mezzo. Clamoroso l'indice di approvazione delle pratiche fuori cratere in gestione presso l'Utr di Montorio al Vomano (Teramo), fermo allo zero per cento.

"Il numero maggiore di pratiche fa capo all'Utr di Bussi - spiega Federico - perché raccoglie i progetti di tutti i centri del Pescarese. All'ufficio di Caporciano afferiscono le pratiche dei due comuni fuori cratere Collepietro e San Benedetto in Perillis, mentre Castel del Monte ha Calascio e a Rocca di Mezzo fanno capo Celano e altri centri della Marsica".

Le 24 unità sono state assunte con contratti co.co.co, in parte selezionate attingendo dalla graduatoria del "concorsone" Ripam, bandito dopo il terremoto per individuare circa 300 persone da destinare agli uffici della ricostruzione, e destinate a rinforzare le risorse umane degli Utr.

Il loro costo è di circa mezzo milione di euro l'anno.

"I dipendenti che restano si possono occupare anche delle pratiche dentro cratere, certo, ma sono già oberati - dice Federico - in un Utr come quello di Caporciano, ad oggi sono in giacenza 130 progetti da istruire, con sei tecnici e due amministrativi. Un progetto di ristrutturazione di un aggregato non si istruisce con 24 ore, ma ha un periodo di lavorazione di due o tre mesi, tra istruttoria, eventuali carenze da colmare e conseguenti integrazioni che allungano i tempi".

Osservando la gestione del post-terremoto del centro Italia, poi, Federico, che è anche consigliere provinciale e dirigente di Forza Italia, osserva che "i Gianni Letta e i Guido Bertolaso non esistono più", spiegando come "il nostro grido di dolore nei confronti del Governo è costante, ma evidentemente insufficiente".



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