RICOSTRUZIONE: ANCE L'AQUILA DENUNCIA, ''NO EMENDAMENTI SU APPALTI, ATTENZIONI O MOBILITAZIONE''

Pubblicazione: 22 ottobre 2018 alle ore 20:32

L'AQUILA - “Ci auguriamo che, nel passaggio al Senato, o al massimo in sede di discussione di prossimi e immediati provvedimenti, i nostri emendamenti tesi all’accelerazione della ricostruzione pubblica, possano essere ripresentati con un esito diverso, altrimenti saremo costretti a cambiare atteggiamento e strategia per farci ascoltare”.

Il presidente dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, un una nota minaccia la mobilitazione dopo che, “stando alle ultime notizie”, le proposte per il cratere del terremoto dell’Aquila del 2009, hanno ricevuto parere contrario da parte delle Commissioni della Camera dei deputati, “così come tutti quelli riguardanti la ricostruzione”.

Cicchetti denuncia “disattenzioni da parte del Governo” che non ha rinnovato la governance del terremoto con i vertici dei due uffici speciali scaduti, il vertice della struttura di missione, oltre alla mancata  nomina del delegato alla ricostruzione. Ma lancia anche un appello affinché l’esecutivo lanci “un eguale decisivo”. 

Gli emendamenti erano inseriti nel decreto Genova e riguardano tra le altre cose l’istituzione di una conferenza permanente tra tutti i decisori e gli enti coinvolti nelle gare d’appalto per velocizzare il processo autorizzativo.

“Una soluzione semplice, a costo zero, che permetterebbe - spiega ancora Cicchetti - di accorciare i tempi morti dei passaggi burocratici da un ufficio all’altro e che potrebbe portare ad uno sblocco immediato degli arretrati e all’apertura dei cantieri nei centri del cratere, con tutti i benefici economici sul lavoro delle imprese e l’occupazione derivante, nonché il miglioramento della vivibilità dei centri storici in via di rinascita”. 

Il presidente dei costruttori rimarca sottolinea “l’apprensione tra gli imprenditori edili”. “Non vorremmo che questi segnali fossero il preludio di una fatale sottovalutazione nei confronti del disagio del nostro territorio alle prese con una sfida difficilissima e ancora lontana dal traguardo”. 

“La nostra aspettativa è condivisa dagli operai che nutrono inquietudini per il futuro lavorativo, dopo il calo di 900 unità negli ultimi due anni, secondo dati certificati e con una tendenza inarrestabile, e dalle imprese che devono effettuare la programmazione di mezzi e risorse per i prossimi mesi”. Sono circa 100 in meno oggi, le imprese operanti rispetto al 2016 che sviluppano un numero ben più alto di cantieri e gru. 

“Disattenzioni - spiega nella nota Cicchetti - si riscontrano anche nei ritardi con cui si stanno affrontando le valutazioni e le proposte sul rinnovo della filiera della governance della ricostruzione in scadenza”.

Il presidente dell’Ance sottolinea che il mandato della sottosegretaria Paola De Micheli, che deteneva la delega alla ricostruzione del 2009, è scaduto da tempo,  l’Ufficio Speciale per la ricostruzione dei comuni del Cratere (USRC) è stato affidato temporaneamente alla responsabilità di Raniero Fabrizi, già coordinatore dell’Ufficio Speciale della Ricostruzione dell’Aquila (USRA) a seguito delle dimissioni di Paolo Esposito. Fabrizi, dal canto suo, è prossimo ad un imminente pensionamento. E ancora: alla Struttura Tecnica di Missione (STM), il titolare Giampiero Marchesi è stato prorogato in via emergenziale per un mese, ormai in scadenza, ma non si conosce il suo immediato destino. 

“La nostra aspettativa è condivisa dagli operai che nutrono inquietudini per il futuro lavorativo, dopo il calo di 900 unità negli ultimi due anni, secondo dati certificati e con una tendenza inarrestabile, e dalle imprese che devono effettuare la programmazione di mezzi e risorse per i prossimi mesi. Sono circa 100 in meno oggi, le imprese operanti rispetto al 2016 che sviluppano un numero ben più alto di cantieri e gru - continua -. È urgente un riscontro sui ragionamenti e le decisioni che si stanno valutando sulla ridefinizione della governance. Abbiamo necessità di interlocutori per riportare in primo piano il nostro cratere, comprese le problematiche che gli emendamenti correnti tentano di affrontare e a alle quali è appeso il nostro destino e dei tanti nodi ancora insoluti: burocrazia, norme sovrapposte nel doppio cratere, la programmazione dei 2,1 miliardi di euro ancora destinabili fino al 2020, operazione inderogabile per la richiesta di nuovi stanziamenti per gli anni successivi e adeguato personale negli uffici”. 

Cicchetti teme “che il sisma 2009 finisca in fondo all’agenda di Governo. E soluzioni tardive, come già sta accadendo,  e come sempre è accaduto in passato, avranno conseguenze nefaste”.

“Uno spiraglio ci giunge dal Sottosegretario al Ministero dei beni e Attività Culturali, Gianluca Vacca, che in un recente incontro ci ha assicurato il suo impegno affinché, nelle more di una generale opera di rafforzamento del personale negli uffici pubblici ministeriali, si proceda con ogni mezzo ad un’accelerazione delle gare pubbliche per i monumenti di proprietà statale. Ci auguriamo la stessa disponibilità dagli altri esponenti del Governo e rivolgiamo un appello ai nostri rappresentanti politici, - conclude Cicchetti - affinché esercitino il loro diritto-dovere di farsi ascoltare a Roma”.



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