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RICOSTRUZIONE: EX ASSESSORE DENUNCIA,
''COMUNE MI VIETA ASCENSORE IN CASA''

Pubblicazione: 07 marzo 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Ha chiesto la possibilità di installare un ascensore nel palazzo di casa sua, un edificio storico del centro dell'Aquila, ma il Comune gliel'ha impedito.

È successo all'ex assessore comunale Annamaria Ximenes, che ad AbruzzoWeb racconta che il settore Ricostruzione privata ha rigettato l'istanza con la quale il Consorzio "Ventura" di cui il palazzo di via Roma fa parte, chiedeva la possibilità di inserire un nuovo vano ascensore in un cortile interno.

Lo storico edificio non è sottoposto a vincoli da parte della Soprintendenza, spiega la Ximenes, che ha chiesto un incontro al sindaco Pierluigi Biondi, in quanto titolare della delega alla Ricostruzione, ma "sono passati 9 anni dal terremoto - dice - sono uscita di casa che avevo 58 anni e rientro che ne avrò 73. In questo modo una persona non può neanche ricevere i genitori anziani o i parenti disabili, io ho due cugine in queste condizioni che non potranno venirmi a trovare".

Il diniego all'istanza presentata dal Consorzio, spiega l'ex assessore, è dovuto "ad una delibera vergognosa che andrebbe annullata, approvata nel 2014 dal Consiglio comunale, che a sua volta si rifà al Piano regolatore del 1975 e al regolamento edilizio del 1972!".

Norme con le quali, secondo il Comune, è in contrasto l'ipotesi progettuale, "per l'aumento di volume" e "per la prevista modifica del numero, tipo, dimensioni e collocazione delle aperture originarie sui vari fronti esterni degli edifici", ma anche "per la prevista variazione dell'aspetto esteriore delle facciate".

Nonostante, ribadisce la Ximenes, l'ascensore verrebbe collocato in un cortile secondario dello stabile.

La delibera "incriminata" del 26 giugno 2014 che contiene disposizioni e criteri interpretativi sulla "Riqualificazione urbana dei centri storici", secondo l'ex assessore in contrasto con le normative nazionali, ammette l'inserimento di ascensori "solo nei casi in cui questo non comporti alterazioni della tipologia dell'edificio, delle sue caratteristiche distributive, del profilo altimetrico delle coperture, e senza che questo determini aumento di superficie e di volume utile lordo".

Una contraddizione, se si pensa cosa significherebbe in termini di alterazioni dell'edificio, inserire un ascensore all'interno, e non in un cortile, di un edificio storico di pregio.

La delibera, poi, non contempla l'eliminazione delle barriere architettoniche dai centri storici, su cui pure spesso si fa propaganda. È per questo che la Ximenes annuncia battaglia, "in tutti i modi possibili per evitare una tale assurdità".



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