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RICOSTRUZIONE: GENIO CIVILE IN PANNE,
CLASS ACTION MILIONARIA CONTRO REGIONE

Pubblicazione: 26 febbraio 2018 alle ore 12:30

Uno scorcio di Paganica
di

L'AQUILA - Contro la Regione Abruzzo potrebbe abbattersi una clamorosa class action con risarcimenti milionari da parte di imprenditori, proprietari e condomini per i ritardi, gravi ed ormai cronici a causa di organici insufficienti, del Genio Civile nel rilascio delle pratiche per la ricostruzione post-terremoto 2009.

A fare da apripista ad un epilogo così rovinoso per le casse dell'Ente in seno al quale è incardinato l'ufficio del Genio Civile, è la iniziativa legale del consorzio costruttori di Paganica, titolare del contratto finanziato con circa 5 milioni di euro per l'intervento nell'aggregato Pietralata che si trova a Paganica, la frazione più popolosa del comune dell'Aquila: a quasi nove anni del sisma che sconvolse L'Aquila e il suo circondario, i vertici del consorzio ed i responsabili delle imprese I Platani e SvEdil, incaricati di fare i lavori, hanno dato mandato ad un pool di avvocati di chiedere un risarcimento danni di 400mila euro alla Regione.

Il motivo? I lavori dovevano cominciare nel gennaio dello scorso anno, ma l'attestato di avvenuto deposito da parte del Genio civile è arrivato a fine dello scorso mese di gennaio. Risultato? Il cantiere aperto per l'inizio dei lavori, è stato fermo per oltre un anno e le aziende hanno conteggiato in 400 mila euro le riserve, cioè i costi legati alla gestione dell'inattività.

Somme perse che verranno richieste alla Regione Abruzzo.

Potrebbero aggiungersi a questa azione i proprietari degli immobili inagibili, anche loro costretti a sostenere spese supplementari per l'allungarsi dei tempi di rientro a casa. In questo senso, ci sono stati già contatti per unificare il percorso di rivendicazioni legali. E la faccenda potrebbe allargarsi perché il consorzio ha incassato l'appoggio effettivo e politico  dell'Associazione costruttori della provincia dell'Aquila.

Dopo la denuncia dei costruttori pubblicata sulle colonne del quotidiano dell'abruzzo Il Centro, la Regione sta cercando, per l'ennesima volta in questi anni, di correre ai ripari contro una piaga sul tappeto da tempo nonostante le promesse di politici ed amministratori.

Nei giorni scorsi c'è stata già una riunione emergenziale e, secondo quanto si è appreso, nei prossimi giorni all'ufficio dovrebbero essere assegnati 10 ingegneri in forza ad Abruzzo Engineering, società pubblica controllata dalla Regione.

Inoltre, per dopodomani, mercoledì, è in programma un summit per fare il punto sulle azioni messe in campp e sulla loro efficacia. All'incontro convocato dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, parteciperà anche il presidente di Ance L'Aquila, Ettore Barattelli. Sulla complessa tematica il numero uno dei costruttori ha spiegato che "la Regione ci ha assicurato misure ed azioni immediate tese a risolvere velocemente l'emergenza".

"Da parte nostra vigileremo e monitozzeremo la situazione - ha concluso Barettelli -, per ora ringraziamo per la sensibilità mostrrata il vice presidente Lolli, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera".

Le pratiche in giacenza per lavori i cui cantieri sono già stati avviati ma sono sospesi per l'assenza del pronunciamento del Genio Civie sarebbero 500; si tratta di istanze già finanziate, il cui fermo va ad incidere sull'andamento della spesa annuale per la ricostruzione che diminuisce di anno in anno. E la situazione, senza un intervento deciso, rischia di diventare drammatica se andranno a regime gli interventi relativi ai terremoti del centro Italia del 2016 e 2017.

A far esplodere il caso è stato nei giorni scorsi il costruttore Luigi Palmerini, titolare dell'impresa capogruppo dell'Ati incaricata dell'intervento a Paganica: in una intervista al Centro, l'imprenditore ha deciso di rompere gli indugi ed annunciare l'avvio del contenzioso: "A noi imprese e a chi aspetta da nove anni di rientrare in casa, non interessa se il Genio civile, la Regione, hanno personale sufficiente oppure no per esaminare le pratiche - ha spiegato il costruttore -. Noi abbiamo il cantiere con il progetto approvato e finanziato, ma l'abbiamo tenuto fermo un anno per colpa del Genio civile. Per questo avvieremo una causa contro la Regione, con una richiesta di riserve di oltre 400mila euro".

"Siamo stati costretti a tenere fermo il cantiere, con tutto ciò che ne consegue, per più di un anno - ha continua Palmerini al Centro -. Abbiamo quindi presentato un'iscrizione di riserve da oltre 400mila euro che dovranno riconoscerci, perché non è un problema nostro, né dei proprietari dell'immobile, se il Genio civile non ha personale. Si sapeva che L'Aquila ha subìto un terremoto e qualcuno doveva pensare a organizzarsi".

Palmerini ha sottolineato "che la nostra sarà un'azione-pilota, da apripista, nel senso che anche altre imprese presto ci seguiranno, per il danno da ritardo. Perché i ritardi sono diventati oramai una situazione cronica. E vogliamo coinvolgere tutti i proprietari, perché non riescono a rientrare nelle loro abitazioni o comunque averle a disposizione".

I ritardi del genio civile da anni sono una costante negativa nella filiera autorizzativa nella ricostruzione sia privata, sia pubblica: ci sono state molte promesse fatte dalla politica e tentativi di aumentare il personale, ma senza mai arrivare alla soluzione ottimale. L'ufficio ha cambiato dirigente il 20 dicembre scorso: l'ingegnere Carlo Giovani ha lasciato, per assumere la dirigenza del Servizio Tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Al suo posto l'incarico, ad interim, è stato assegnato all'ingegnere Giancarlo Misantoni, che è anche dirigente del Genio civile di Teramo. Quest'ultimo, ereditando una patata molto bollente, ha assicurato una soluzione concreta e un cronoprogramma certo.



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